10 agosto 1902 – Il Santissimo Redentore celebra la sua prima apertura al culto

124 anni e una ricca storia di devozione e di solenni celebrazioni

lunedì 10 agosto 2026
A cura di Teresa Fiore
10 agosto 1902. In quel giorno, esattamente 124 anni fa, la chiesa del Santissimo Redentore apriva per la prima volta le sue porte ai fedeli.
Sebbene ancora incompleto, il nuovo tempio venne inaugurato al culto dal vescovo mons. Pasquale Berardi, diventando fin da subito un punto di riferimento per un quartiere in continua espansione e per l'intera comunità ruvese.

La nascita della chiesa affonda le sue radici nel 1886, quando la popolazione, profondamente segnata dal terremoto e dalla pestilenza che avevano colpito la città, fece voto di erigere un tempio dedicato a Gesù Cristo Redentore. La prima pietra fu posta il 1° aprile 1900, su progetto dell'ingegnere ruvese Egidio Boccuzzi, che seppe concepire un edificio armonioso nonostante gli spazi ristretti tra il Castello e Palazzo Melodia.
Dopo appena due anni di lavori, il 10 agosto 1902 la chiesa poté finalmente accogliere i fedeli, mentre il completamento dell'edificio sarebbe proseguito ancora per diversi decenni, fino alla realizzazione della facciata monumentale e del campanile, conclusi nel 1955.
La consacrazione ufficiale sarebbe arrivata il 6 dicembre 1950, pochi mesi dopo il riconoscimento civile della parrocchia.

In oltre un secolo di storia, il Santissimo Redentore ha accompagnato migliaia di famiglie ruvesi. Qui si sono avviluppate generazioni di fedeli, attraverso battesimi, matrimoni, celebrazioni liturgiche e iniziative pastorali che hanno contribuito a costruire il tessuto sociale e religioso della città.

La vita della parrocchia è stata segnata dal lungo ministero di monsignor Vincenzo Pellegrini, parroco dal 1983, sacerdote, storico e appassionato studioso della Chiesa ruvese. Durante il suo ministero il Santissimo Redentore ha conosciuto un'intensa stagione di crescita spirituale e culturale, valorizzando le tradizioni popolari. A lui si deve anche la diffusione e il consolidamento di molte delle devozioni che ancora oggi caratterizzano la comunità.

Tra le ricorrenze più sentite spiccano le solenni celebrazioni dedicate a San Giuseppe, Sant'Anna, Santa Rita da Cascia e San Pio da Pietrelcina, appuntamenti che negli anni sono diventati patrimonio spirituale della città. Processioni, novene, momenti di preghiera e partecipazione popolare continuano ancora oggi ad animare la vita parrocchiale, mantenendo vive tradizioni tramandate con dedizione e amore.

Da pochi anni la guida pastorale della comunità è affidata a don Tonino Brattoli, che prosegue il cammino della parrocchia nel solco della sua storia ultracentenaria, con uno sguardo attento alle esigenze del presente e alle sfide della nuova evangelizzazione.

L'anniversario odierno diventa così un invito a guardare con gratitudine al passato, ricordando quanti hanno costruito, servito e amato questa parrocchia, e a rinnovare l'impegno perché il Santissimo Redentore continui ad essere, anche per le future generazioni, una casa aperta e accogliente.