Da Ruvo a Roma per la pace: presenti anche Don Michele Stragapede e don Giacomo Berardi

La marcia dei cento sacerdoti contro la guerra per la fine delle sofferenze a Gaza

sabato 26 settembre 2026
A cura di Teresa Fiore
Dalle strade della Capitale, tra preghiere, silenzio e parole di pace, si è levata anche la voce di Ruvo di Puglia.
Don Michele Stragapede e don Giacomo Berardi hanno partecipato alla marcia dei cento sacerdoti promossa dalla Rete dei Preti contro il genocidio, un cammino di testimonianza e di preghiera per chiedere la fine delle sofferenze della popolazione di Gaza.

Partiti dal Vaticano, i sacerdoti hanno raggiunto piazza Monte Grappa, in un corteo composto e silenzioso, lontano da ogni contrapposizione politica. A scandire il passo non sono stati slogan, ma preghiere, canti e lunghi momenti di silenzio. Al centro della manifestazione, un grande sudario bianco con i nomi di centinaia di bambini morti in Palestina e in Libano; una memoria affidata alla coscienza di chi osservava e ascoltava.

Tra i presenti, religiosi giunti da diverse parti del mondo e rappresentanti di importanti realtà della Chiesa, in una comunione che ha oltrepassato confini e appartenenze. Un'unica invocazione ha attraversato il corteo: la pace.

Particolarmente intenso il richiamo alla Terra Santa e alla drammatica condizione della popolazione civile. Nel corso della manifestazione sono state ricordate anche le parole e la testimonianza di padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza City, e del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme.

«L'anno prossimo speriamo di non farla più», ha dichiarato don Pietro Rossini, tra i promotori dell'iniziativa. Un auspicio che racchiude il senso più profondo della marcia: che il silenzio delle armi possa finalmente sostituire il grido del dolore e che la pace torni ad abitare la Terra Santa.

Anche attraverso la presenza di don Michele Stragapede e don Giacomo Berardi, Ruvo di Puglia ha dunque affidato a Roma una piccola, ma significativa testimonianza, quella di una Chiesa che sceglie di camminare, pregare e chiedere pace davanti alle ferite del mondo.