“Mia madre, la mia lingua”: a Ruvo di Puglia la memoria diventa dialogo tra generazioni
Alla RSA M.M. Spada un percorso intergenerazionale promosso dal Centro Studi Cultura et Memoria
venerdì 6 marzo 2026
Un incontro colmo di significato, dove il tempo non divide ma unisce, e dove la memoria diventa materia viva da condividere. È questo il senso di "Mia madre, la mia lingua", il percorso esperienziale intergenerazionale che si è svolto a Ruvo di Puglia presso la RSA M.M. Spada, trasformando uno spazio di assistenza in un luogo di trasmissione culturale e umana.
Promossa dal Centro Studi Cultura et Memoria, l'iniziativa ha messo in dialogo le storie e i ricordi degli anziani e delle anziane del Metropolis Group e del Centro Diurno per anziani "N. Tedone" con l'ascolto attento e partecipe dei giovani del CIOFS FP di Ruvo di Puglia, dando vita a un incontro che ha attraversato generazioni e sensibilità diverse.
Protagoniste assolute sono state le mani. Mani che raccontano, mani che ricordano, mani che insegnano. Mani che hanno custodito per decenni i gesti quotidiani della vita domestica e della tradizione, e che ora si sono fatte linguaggio e memoria davanti agli occhi dei più giovani.
Attraverso racconti semplici sono riemersi frammenti di vita che appartengono all'identità della comunità ruvese: il pane preparato in casa con pazienza e sapienza antica, i ritmi della quotidianità familiare, i riti della Settimana Santa, le consuetudini e i simboli che per generazioni hanno scandito il tempo della vita comunitaria.
Accanto ai giovani e agli anziani hanno preso parte all'iniziativa anche i volontari del Gruppo Folk Città di Ruvo di Puglia, che hanno contribuito a rievocare atmosfere e sonorità appartenenti alla memoria più profonda del territorio.
Tra sorrisi, sguardi e narrazioni, la tradizione ha così ritrovato voce e presenza, dimostrando come essa non sia un'eredità immobile relegata al passato, ma una linfa vitale che continua a scorrere ogni volta che qualcuno sceglie di raccoglierla e trasmetterla.
Il progetto porta la firma ideativa di Vincenza Tedone per il Centro Studi Cultura et Memoria ed è stato realizzato con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia nell'ambito dell'avviso "Ruvo Solidale – Genera Bellezza", iniziativa dedicata alla promozione di percorsi sociali e culturali capaci di rafforzare i legami della comunità.
Alla realizzazione dell'esperienza hanno inoltre collaborato la formatrice Patrizia Labianca, la fotoreporter Raffaella Mastrorilli e il videomaker Mirko Petrone, che hanno documentato e restituito in immagini e racconti un momento di rara intensità umana.
"Mia madre, la mia lingua" è stato un gesto di cura verso la memoria e, al tempo stesso, un investimento sul futuro della comunità. Perché le tradizioni non appartengono soltanto al passato, continuano a vivere ogni volta che qualcuno le ascolta, le custodisce e le affida alle mani di chi verrà dopo.
Promossa dal Centro Studi Cultura et Memoria, l'iniziativa ha messo in dialogo le storie e i ricordi degli anziani e delle anziane del Metropolis Group e del Centro Diurno per anziani "N. Tedone" con l'ascolto attento e partecipe dei giovani del CIOFS FP di Ruvo di Puglia, dando vita a un incontro che ha attraversato generazioni e sensibilità diverse.
Protagoniste assolute sono state le mani. Mani che raccontano, mani che ricordano, mani che insegnano. Mani che hanno custodito per decenni i gesti quotidiani della vita domestica e della tradizione, e che ora si sono fatte linguaggio e memoria davanti agli occhi dei più giovani.
Attraverso racconti semplici sono riemersi frammenti di vita che appartengono all'identità della comunità ruvese: il pane preparato in casa con pazienza e sapienza antica, i ritmi della quotidianità familiare, i riti della Settimana Santa, le consuetudini e i simboli che per generazioni hanno scandito il tempo della vita comunitaria.
Accanto ai giovani e agli anziani hanno preso parte all'iniziativa anche i volontari del Gruppo Folk Città di Ruvo di Puglia, che hanno contribuito a rievocare atmosfere e sonorità appartenenti alla memoria più profonda del territorio.
Tra sorrisi, sguardi e narrazioni, la tradizione ha così ritrovato voce e presenza, dimostrando come essa non sia un'eredità immobile relegata al passato, ma una linfa vitale che continua a scorrere ogni volta che qualcuno sceglie di raccoglierla e trasmetterla.
Il progetto porta la firma ideativa di Vincenza Tedone per il Centro Studi Cultura et Memoria ed è stato realizzato con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia nell'ambito dell'avviso "Ruvo Solidale – Genera Bellezza", iniziativa dedicata alla promozione di percorsi sociali e culturali capaci di rafforzare i legami della comunità.
Alla realizzazione dell'esperienza hanno inoltre collaborato la formatrice Patrizia Labianca, la fotoreporter Raffaella Mastrorilli e il videomaker Mirko Petrone, che hanno documentato e restituito in immagini e racconti un momento di rara intensità umana.
"Mia madre, la mia lingua" è stato un gesto di cura verso la memoria e, al tempo stesso, un investimento sul futuro della comunità. Perché le tradizioni non appartengono soltanto al passato, continuano a vivere ogni volta che qualcuno le ascolta, le custodisce e le affida alle mani di chi verrà dopo.