Pista ciclabile di via Alberto Mario, il centrodestra: «Opera non conforme al codice della strada»

Chiesti chiarimenti all’amministrazione sugli interventi necessari e sulle ulteriori spese pubbliche

venerdì 9 ottobre 2026 12.02
Con un comunicato congiunto, i consiglieri comunali e i coordinatori cittadini di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Alleanza Civica, Lega, Orazio Saulle Sindaco, UDC e Socialisti e Riformisti intervengono sulla situazione della pista ciclabile di via Alberto Mario a Ruvo di Puglia.

«Come forze politiche di centrodestra sentiamo il dovere di informare la cittadinanza sulla scandalosa vicenda della pista ciclabile di via Alberto Mario. Un'opera pubblica nata male, costata soldi pubblici e attualmente sbarrata da una transenna a causa della sua totale non conformità tecnico-funzionale al Codice della Strada. Mentre l'amministrazione vende fumo sulla "mobilità sostenibile", la realtà restituisce un mostro urbanistico inutilizzabile che ha già scatenato la protesta di cittadini e aziende. I documenti ufficiali in nostro possesso smascherano il dilettantismo di chi governa la città:

• La scure del Ministero (MIT): A seguito della nostra segnalazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (nota del 16 aprile 2025) ha demolito il progetto, evidenziando pesanti anomalie rispetto al D.M. 557/99.

• Le toppe in Commissione: Nella seduta del 5 giugno 2025, di fronte a curve a gomito palesemente fuori norma (strette fino a 2,20 metri invece dei 5 standard), la "geniale" difesa è stata che l'opera è sicura perché sarà prevista come velocità massima 10 km/h. Una barzelletta. Pensavano di risolvere il pericolo piazzando un semplice cartello, o volevano piazzare un "bici-velox" sulla pista? Follie!

• La pietra tombale della Perizia Tecnica: La conferma definitiva è arrivata dalla verifica di conformità commissionata dalla Polizia Locale a uno Studio Tecnico esperto. La perizia del 29 dicembre 2025 – tenuta nascosta per mesi all'opposizione – sancisce l'assoluta inagibilità dell'opera. Per aprire la pista sono necessari interventi urgenti e costosi: modifica dei raggi di curvatura e smussatura dei marciapiedi (intersezioni via Boito e via Cilea), rimozione della segnaletica superflua ed errata (con simboli stampati al contrario!), riposizionamento dei cartelli fuori altezza e sostituzione dei dissuasori rossi con quelli regolamentari giallo fluoro.

Se questa pista è oggi il monumento allo spreco di Ruvo di Puglia, la colpa è solo di un'amministrazione arrogante che non ascolta nessuno.

L'amministrazione Chieco, nella persona del suo Vicesindaco, Assessore ai Lavori Pubblici e oggi Candidato Sindaco, la smetta di nascondersi dietro la propaganda. Dica chiaramente alla città quanti altri soldi pubblici dovranno essere spesi per rimediare ai loro macroscopici errori, dopo aver già pagato progettisti, imprese e perizie.

Come centrodestra non siamo contrari alle piste ciclabili, a patto che vengano realizzate con competenza, cognizione di causa e nel pieno rispetto delle leggi. La sicurezza stradale dei ruvesi non è un gioco».