“Quel che resta”, omaggio al Maestro Nicola Bucci che continua a dirigere attraverso il coro Rubis Canto
A Ruvo di Puglia un tributo che trasforma la memoria in suono e l’eredità in futuro
mercoledì 28 gennaio 2026
6.21
Ci sono maestri che, anche dopo aver lasciato questa terra, continuano a dirigere. Non con la bacchetta, ma con ciò che hanno seminato: disciplina, passione, amore, visione.
Nicola Bucci è uno di questi. A due anni dalla sua scomparsa, Ruvo di Puglia non lo ricorda soltanto, lo ascolta. Lo riconosce in ogni respiro, in ogni attacco corale, in ogni nota che nasce dall'unione di molte voci e diventa una sola anima.
Dal Teatro Comunale di Ruvo di Puglia, venerdì 6 febbraio alle 20.30, andrà in scena "QUEL CHE RESTA", tributo al Maestro con una serata che vedrà nuovamente cantare il Coro Rubis Canto.
L'evento sarà trasmesso in diretta televisiva su DELTA TV, canale 83. A presentare la serata saranno Irene Tedone e Angela Summo.
La produzione televisiva è a cura di FilMart Produzioni di Nicola Martinelli.
L'ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria su www.eventinpuglia.it.
L'evento in suo onore, sarà un rito fatto di ricordi e continuità. Sarà il segno tangibile che la musica, quando è vera, non si esaurisce con chi l'ha generata, ma si trasmette, si rigenera, resiste.
Oggi il coro prosegue il cammino sotto la direzione della Maestra Vittoria Di Bisceglie, con Edoardo Bucci alla presidenza della corale. Non si tratta di un semplice passaggio di ruoli, ma un atto di fedeltà a un'eredità che chiede di essere vissuta e non archiviata.
Per Nicola Bucci, dirigere non significava imporre, ma educare all'ascolto. Ascolto della musica, dell'altro, di sé stessi. La Rubis Canto, da lui fondata e guidata per lunghi anni, è stata molto più di un coro; è stata una scuola di vita, un laboratorio di responsabilità, uno spazio in cui la tecnica si tesseva all'etica e la bellezza diventava impegno.
Nel corso del tempo, il Maestro ha condotto il coro attraverso esperienze artistiche di grande respiro, lasciando tracce indelebili nella memoria della città. Tra queste, la messa in scena del musical "Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in technicolor", che ha unito narrazione, teatro e canto in un'esplosione di colori e significati, coinvolgendo intere generazioni in un progetto corale che era festa e fatica insieme.
Non meno emblematiche furono le esecuzioni dei Carmina Burana, affrontate con rigore e ardimento, come prova di maturità artistica e consapevolezza interpretativa.
Ma è forse nell'ultimo grande lavoro che il Maestro ha consegnato alla sua comunità il cuore più della sua poetica: il concerto in omaggio a don Tonino Bello, figura amatissima, alla quale Bucci era profondamente legato per affinità spirituale e tensione morale. In quelle musiche, la voce del coro si fece preghiera, invocazione di pace, gesto civile.
Dopo la sua scomparsa, la tentazione del silenzio sarebbe stata comprensibile. Ma il silenzio, per chi ha vissuto di musica, non è mai un'opzione definitiva. Grazie alla tenacia dei suoi figli, Fulvio ed Edoardo, e alla determinazione di ogni singolo corista, il progetto di Nicola Bucci non si è interrotto. È stato custodito come si custodisce un fuoco, con attenzione, rispetto e coraggio.
Continuare a cantare per Ruvo di Puglia è diventato un gesto di resistenza culturale e affettiva. Un modo per dire che ciò che è stato costruito con amore non può andare perduto. La guida della Maestra Vittoria Di Bisceglie si inserisce in questo solco con sensibilità e visione, accompagnando il coro verso il futuro senza spezzare il legame con le radici.
Nicola Bucci non appartiene solo al passato. Vive nella postura di chi sale sul palco, nella concentrazione prima dell'attacco, nella fiducia reciproca che permette a molte voci di diventare una sola. Vive nella consapevolezza che il canto non è mai un atto solitario, ma una dichiarazione di appartenenza.
In questa serata commemorativa, Ruvo di Puglia rinnoverà una promessa, quella di continuare a credere nella musica come strumento di crescita, di coesione, di speranza. Perché finché la Rubis Canto canterà, Nicola Bucci continuerà a dirigere, invisibile ma presente, in ogni luogo dove la memoria si fa suono e il suono diventa eternità.
Nicola Bucci è uno di questi. A due anni dalla sua scomparsa, Ruvo di Puglia non lo ricorda soltanto, lo ascolta. Lo riconosce in ogni respiro, in ogni attacco corale, in ogni nota che nasce dall'unione di molte voci e diventa una sola anima.
Dal Teatro Comunale di Ruvo di Puglia, venerdì 6 febbraio alle 20.30, andrà in scena "QUEL CHE RESTA", tributo al Maestro con una serata che vedrà nuovamente cantare il Coro Rubis Canto.
L'evento sarà trasmesso in diretta televisiva su DELTA TV, canale 83. A presentare la serata saranno Irene Tedone e Angela Summo.
La produzione televisiva è a cura di FilMart Produzioni di Nicola Martinelli.
L'ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria su www.eventinpuglia.it.
L'evento in suo onore, sarà un rito fatto di ricordi e continuità. Sarà il segno tangibile che la musica, quando è vera, non si esaurisce con chi l'ha generata, ma si trasmette, si rigenera, resiste.
Oggi il coro prosegue il cammino sotto la direzione della Maestra Vittoria Di Bisceglie, con Edoardo Bucci alla presidenza della corale. Non si tratta di un semplice passaggio di ruoli, ma un atto di fedeltà a un'eredità che chiede di essere vissuta e non archiviata.
Per Nicola Bucci, dirigere non significava imporre, ma educare all'ascolto. Ascolto della musica, dell'altro, di sé stessi. La Rubis Canto, da lui fondata e guidata per lunghi anni, è stata molto più di un coro; è stata una scuola di vita, un laboratorio di responsabilità, uno spazio in cui la tecnica si tesseva all'etica e la bellezza diventava impegno.
Nel corso del tempo, il Maestro ha condotto il coro attraverso esperienze artistiche di grande respiro, lasciando tracce indelebili nella memoria della città. Tra queste, la messa in scena del musical "Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in technicolor", che ha unito narrazione, teatro e canto in un'esplosione di colori e significati, coinvolgendo intere generazioni in un progetto corale che era festa e fatica insieme.
Non meno emblematiche furono le esecuzioni dei Carmina Burana, affrontate con rigore e ardimento, come prova di maturità artistica e consapevolezza interpretativa.
Ma è forse nell'ultimo grande lavoro che il Maestro ha consegnato alla sua comunità il cuore più della sua poetica: il concerto in omaggio a don Tonino Bello, figura amatissima, alla quale Bucci era profondamente legato per affinità spirituale e tensione morale. In quelle musiche, la voce del coro si fece preghiera, invocazione di pace, gesto civile.
Dopo la sua scomparsa, la tentazione del silenzio sarebbe stata comprensibile. Ma il silenzio, per chi ha vissuto di musica, non è mai un'opzione definitiva. Grazie alla tenacia dei suoi figli, Fulvio ed Edoardo, e alla determinazione di ogni singolo corista, il progetto di Nicola Bucci non si è interrotto. È stato custodito come si custodisce un fuoco, con attenzione, rispetto e coraggio.
Continuare a cantare per Ruvo di Puglia è diventato un gesto di resistenza culturale e affettiva. Un modo per dire che ciò che è stato costruito con amore non può andare perduto. La guida della Maestra Vittoria Di Bisceglie si inserisce in questo solco con sensibilità e visione, accompagnando il coro verso il futuro senza spezzare il legame con le radici.
Nicola Bucci non appartiene solo al passato. Vive nella postura di chi sale sul palco, nella concentrazione prima dell'attacco, nella fiducia reciproca che permette a molte voci di diventare una sola. Vive nella consapevolezza che il canto non è mai un atto solitario, ma una dichiarazione di appartenenza.
In questa serata commemorativa, Ruvo di Puglia rinnoverà una promessa, quella di continuare a credere nella musica come strumento di crescita, di coesione, di speranza. Perché finché la Rubis Canto canterà, Nicola Bucci continuerà a dirigere, invisibile ma presente, in ogni luogo dove la memoria si fa suono e il suono diventa eternità.