Rerum Rubis 2026: Ruvo di Puglia palcoscenico del tempo – LE FOTO
Successo per il festival del Centro Studi Cultura et Memoria
lunedì 1 giugno 2026
Si è conclusa con una partecipazione ampia e sentita l'edizione 2026 di "Rerum Rubis", il progetto culturale promosso dal Centro Studi Cultura et Memoria che ha trasformato Ruvo di Puglia in un organismo narrativo diffuso.
Un'edizione che ha confermato la forza del festival, quello di restituire il patrimonio come materia viva da attraversare, interpretare e riscrivere collettivamente.
Il viaggio è iniziato il 28 maggio a Palazzo Caputi con "Sapori e Saperi – Degustazioni & Spettacoli". Le proposte gastronomiche curate dall'IPC Tandoi hanno accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale in cui il cibo è diventato racconto.
Una prima tappa che ha subito chiarito la direzione del festival, quella della cultura come esperienza totale, che coinvolge lo sguardo, il gusto e la memoria.
Il 29 maggio gli spazi di Palazzo Camerino hanno ospitato "Nata Due Volte", spettacolo site-specific ideato da Mimma Di Vittorio. Un lavoro coreografico intenso, costruito come un attraversamento poetico degli ambienti e delle loro stratificazioni simboliche.
La performance ha indagato i temi della rinascita e dell'identità, trasformando l'architettura in drammaturgia e lo spazio in linguaggio emotivo.
Il 30 maggio il festival è uscito dai luoghi chiusi per entrare nel cuore urbano con il Corteo Storico Multiepoca, partito dalla Scuola Bovio e attraversato il centro cittadino.
La chiusura è stata affidata a "Belvolo", spettacolo di danza aerea di Nico Gattullo, andato in scena in Piazza Matteotti. Una performance sospesa, in cui il corpo ha sfidato la gravità trasformando lo spazio urbano in visione.
Tra gli elementi più originali dell'edizione 2026 si sono distinti I Guardiani dell'Ora, due giovani performer che hanno guidato il pubblico in un itinerario narrativo attraverso tre secoli di storia.
Figure simboliche e insieme concrete, hanno incarnato il ruolo di custodi del tempo, trasformando la fruizione degli eventi in un'esperienza immersiva e continua, dove la narrazione non si osserva soltanto, ma si attraversa.
Con questa edizione, Ruvo di Puglia consolida una visione culturale precisa, il patrimonio non come eredità immobile, ma come processo attivo, condiviso e contemporaneo.
Un'esperienza che non si limita a raccontare la città, ma la rimette in scena, ogni volta, come se fosse la prima.
Si ringrazia per il reportage fotografico Domenico Amenduni. Tutte le foto sono visili sulla pagina facebook Rubi News
Un'edizione che ha confermato la forza del festival, quello di restituire il patrimonio come materia viva da attraversare, interpretare e riscrivere collettivamente.
Il viaggio è iniziato il 28 maggio a Palazzo Caputi con "Sapori e Saperi – Degustazioni & Spettacoli". Le proposte gastronomiche curate dall'IPC Tandoi hanno accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale in cui il cibo è diventato racconto.
Una prima tappa che ha subito chiarito la direzione del festival, quella della cultura come esperienza totale, che coinvolge lo sguardo, il gusto e la memoria.
Il 29 maggio gli spazi di Palazzo Camerino hanno ospitato "Nata Due Volte", spettacolo site-specific ideato da Mimma Di Vittorio. Un lavoro coreografico intenso, costruito come un attraversamento poetico degli ambienti e delle loro stratificazioni simboliche.
La performance ha indagato i temi della rinascita e dell'identità, trasformando l'architettura in drammaturgia e lo spazio in linguaggio emotivo.
Il 30 maggio il festival è uscito dai luoghi chiusi per entrare nel cuore urbano con il Corteo Storico Multiepoca, partito dalla Scuola Bovio e attraversato il centro cittadino.
La chiusura è stata affidata a "Belvolo", spettacolo di danza aerea di Nico Gattullo, andato in scena in Piazza Matteotti. Una performance sospesa, in cui il corpo ha sfidato la gravità trasformando lo spazio urbano in visione.
Tra gli elementi più originali dell'edizione 2026 si sono distinti I Guardiani dell'Ora, due giovani performer che hanno guidato il pubblico in un itinerario narrativo attraverso tre secoli di storia.
Figure simboliche e insieme concrete, hanno incarnato il ruolo di custodi del tempo, trasformando la fruizione degli eventi in un'esperienza immersiva e continua, dove la narrazione non si osserva soltanto, ma si attraversa.
Con questa edizione, Ruvo di Puglia consolida una visione culturale precisa, il patrimonio non come eredità immobile, ma come processo attivo, condiviso e contemporaneo.
Un'esperienza che non si limita a raccontare la città, ma la rimette in scena, ogni volta, come se fosse la prima.
Si ringrazia per il reportage fotografico Domenico Amenduni. Tutte le foto sono visili sulla pagina facebook Rubi News