Solenne ingresso a Ruvo: la città accoglie il vescovo Domenico Basile – LE FOTO
Concattedrale gremita e intensa partecipazione per il nuovo pastore della Diocesi
lunedì 27 aprile 2026
Un'atmosfera densa di raccoglimento e solennità ha avvolto ieri sera Ruvo di Puglia, che si è stretta attorno al suo nuovo pastore in occasione della prima visita ufficiale del vescovo Domenico Basile. Un evento ecclesiale e civile, vissuto con intensa partecipazione da una comunità unita nella fede e nel senso di appartenenza.
A testimoniare la rilevanza del momento, la presenza del sindaco Pasquale Chieco, affiancato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, insieme ai sacerdoti e diaconi della città, alle Confraternite e al presidente della Pro Loco, Rocco Lauciello. Una coralità di presenze che ha reso tangibile l'armonia tra le istituzioni civili e la dimensione ecclesiale.
L'accoglienza, svoltasi alle 19.00 nella Concattedrale, ha assunto i tratti di una vera e propria liturgia dell'incontro: all'ingresso di Mons. Basile, accompagnato dal clero cittadino, le note solenni dell'inno "Spes non confundit", composto dal maestro Vincenzo Anselmi ed eseguito dal coro della Concattedrale, hanno elevato lo spirito dei presenti, conferendo al momento una suggestione particolarmente intensa.
Nel suo indirizzo di saluto, il primo cittadino ha ribadito il valore di una collaborazione feconda e duratura tra Chiesa e istituzioni, sottolineando come tale sinergia rappresenti un presidio fondamentale per la crescita sociale e culturale della comunità. Ha inoltre invitato il vescovo a considerare Ruvo come la sua casa, suggellando un legame fondato sull'accoglienza e sulla fiducia reciproca.
Cuore pulsante della serata, la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Basile ha segnato il primo incontro liturgico con i fedeli ruvesi. Nell'omelia, il vescovo ha richiamato con forza e profondità l'immagine evangelica di Gesù Buon Pastore, sottolineando come sia proprio Cristo, con il suo amore salvifico, a guidare e custodire il popolo di Dio. Un invito a riscoprire la centralità della fede e a lasciarsi condurre da una presenza che salva, accompagna e dona senso al cammino di ciascuno.
Quella vissuta ieri è stata una cerimonia che ha segnato l'incipit di un dialogo autentico tra il vescovo e la sua comunità, un percorso che si annuncia fondato sull'ascolto, sulla prossimità e sulla condivisione, nella prospettiva di edificare insieme una Chiesa viva, radicata nel territorio e proiettata verso il futuro.
A testimoniare la rilevanza del momento, la presenza del sindaco Pasquale Chieco, affiancato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, insieme ai sacerdoti e diaconi della città, alle Confraternite e al presidente della Pro Loco, Rocco Lauciello. Una coralità di presenze che ha reso tangibile l'armonia tra le istituzioni civili e la dimensione ecclesiale.
L'accoglienza, svoltasi alle 19.00 nella Concattedrale, ha assunto i tratti di una vera e propria liturgia dell'incontro: all'ingresso di Mons. Basile, accompagnato dal clero cittadino, le note solenni dell'inno "Spes non confundit", composto dal maestro Vincenzo Anselmi ed eseguito dal coro della Concattedrale, hanno elevato lo spirito dei presenti, conferendo al momento una suggestione particolarmente intensa.
Nel suo indirizzo di saluto, il primo cittadino ha ribadito il valore di una collaborazione feconda e duratura tra Chiesa e istituzioni, sottolineando come tale sinergia rappresenti un presidio fondamentale per la crescita sociale e culturale della comunità. Ha inoltre invitato il vescovo a considerare Ruvo come la sua casa, suggellando un legame fondato sull'accoglienza e sulla fiducia reciproca.
Cuore pulsante della serata, la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Basile ha segnato il primo incontro liturgico con i fedeli ruvesi. Nell'omelia, il vescovo ha richiamato con forza e profondità l'immagine evangelica di Gesù Buon Pastore, sottolineando come sia proprio Cristo, con il suo amore salvifico, a guidare e custodire il popolo di Dio. Un invito a riscoprire la centralità della fede e a lasciarsi condurre da una presenza che salva, accompagna e dona senso al cammino di ciascuno.
Quella vissuta ieri è stata una cerimonia che ha segnato l'incipit di un dialogo autentico tra il vescovo e la sua comunità, un percorso che si annuncia fondato sull'ascolto, sulla prossimità e sulla condivisione, nella prospettiva di edificare insieme una Chiesa viva, radicata nel territorio e proiettata verso il futuro.