Tornano le Quarantane, sentinelle della Quaresima tra il cielo e i vicoli di Ruvo di Puglia
Dal Mercoledì delle Ceneri allo “scoppio” pasquale, il rito antico delle pupazze vestite di nero
giovedì 19 febbraio 2026
Nel giorno del Mercoledì delle Ceneri, Ruvo di Puglia ha rinnovato uno dei riti più intensi e identitari del suo calendario tradizionale con l'esposizione delle Quarantane.
I fantocci vestiti di nero sono tornati a vegliare dall'alto di vicoli, slarghi e balconi del centro storico, segnando l'ingresso ufficiale nel tempo della Quaresima.
Un gesto che si ripete ogni anno e che, puntuale, restituisce alla città un'atmosfera sospesa, fatta di silenzio, attesa e consapevolezza.
La Quarantana è la personificazione della Quaresima. Con il suo abito scuro e il volto severo, incarna la vedova del Carnevale: la fine del tempo della festa e l'inizio di un periodo dedicato alla riflessione e alla sobrietà. Ogni dettaglio del fantoccio racconta un frammento di storia e di cultura popolare.
L'abito nero richiama il lutto per i giorni di eccesso appena trascorsi e invita al raccoglimento spirituale. Il fuso e la conocchia rimandano al lavoro domestico e al lento scorrere del tempo, che accompagna i quaranta giorni verso la Pasqua. L'arancia con sette penne di gallina rappresenta il calendario quaresimale: una penna viene rimossa ogni settimana, scandendo il cammino verso la Resurrezione. L'aringa, infine, è memoria di un passato in cui il digiuno imponeva rinunce concrete, privilegiando cibi semplici e poveri.
Le Quarantane resteranno appese fino al giorno di Pasqua, quando si compirà il rito conclusivo dello "scoppio"; durante la processione del Cristo Risorto, i fantocci verranno fatti esplodere, in un momento di significato simbolico e partecipazione. È l'annuncio della fine della penitenza e il ritorno alla gioia, un passaggio che unisce sacro e tradizione popolare.
Guardando queste figure oscillare nel vento, si percepisce chiaramente il legame tra la comunità e la propria storia. Le Quarantane sono un segno identitario, un racconto che continua a scandire il tempo e a dare forma alla memoria di Ruvo.
I fantocci vestiti di nero sono tornati a vegliare dall'alto di vicoli, slarghi e balconi del centro storico, segnando l'ingresso ufficiale nel tempo della Quaresima.
Un gesto che si ripete ogni anno e che, puntuale, restituisce alla città un'atmosfera sospesa, fatta di silenzio, attesa e consapevolezza.
La Quarantana è la personificazione della Quaresima. Con il suo abito scuro e il volto severo, incarna la vedova del Carnevale: la fine del tempo della festa e l'inizio di un periodo dedicato alla riflessione e alla sobrietà. Ogni dettaglio del fantoccio racconta un frammento di storia e di cultura popolare.
L'abito nero richiama il lutto per i giorni di eccesso appena trascorsi e invita al raccoglimento spirituale. Il fuso e la conocchia rimandano al lavoro domestico e al lento scorrere del tempo, che accompagna i quaranta giorni verso la Pasqua. L'arancia con sette penne di gallina rappresenta il calendario quaresimale: una penna viene rimossa ogni settimana, scandendo il cammino verso la Resurrezione. L'aringa, infine, è memoria di un passato in cui il digiuno imponeva rinunce concrete, privilegiando cibi semplici e poveri.
Le Quarantane resteranno appese fino al giorno di Pasqua, quando si compirà il rito conclusivo dello "scoppio"; durante la processione del Cristo Risorto, i fantocci verranno fatti esplodere, in un momento di significato simbolico e partecipazione. È l'annuncio della fine della penitenza e il ritorno alla gioia, un passaggio che unisce sacro e tradizione popolare.
Guardando queste figure oscillare nel vento, si percepisce chiaramente il legame tra la comunità e la propria storia. Le Quarantane sono un segno identitario, un racconto che continua a scandire il tempo e a dare forma alla memoria di Ruvo.