Una preghiera per la pace davanti a Maria SS. di Costantinopoli a Ruvo di Puglia
Nella RSA “M. M. Spada” e nel Centro Diurno “N. Tedone” di Ruvo di Puglia la Santa Messa celebrata da don Massimiliano De Silvio diventa un accorato appello contro tutte le guerre
martedì 10 marzo 2026
Un momento di raccoglimento e di partecipazione spirituale si è vissuto nei giorni scorsi a Ruvo di Puglia presso la RSA "M. M. Spada" e il Centro Diurno per Anziani "N. Tedone", strutture del gruppo Metropolis Paparella, dove si è celebrata la Santa Messa in onore di Maria Santissima di Costantinopoli nel primo martedì di marzo, giorno tradizionalmente dedicato alla Vergine venerata come "Colei che indica la via".
La celebrazione, presieduta da don Massimiliano De Silvio, ha riunito ospiti, operatori e familiari in un momento di fede che si è trasformato anche in un forte messaggio di pace. Davanti all'immagine della Madonna, gli anziani ospiti delle strutture hanno affidato alla "Mamma Celeste" non solo le proprie speranze e fragilità, ma anche il dolore e le inquietudini di un mondo segnato da conflitti e violenze.
Nel clima raccolto della liturgia si è levata una preghiera corale affinché la Vergine possa illuminare il cammino dell'umanità e guidare i popoli verso strade di dialogo e riconciliazione. Un appello potente, nato proprio da chi porta negli occhi e nella memoria le ferite del Novecento e sa bene quanto alto sia il prezzo della guerra.
Tra i banchi della cappella, le mani degli anziani si sono strette in un gesto simbolico di speranza mentre si chiedeva con forza che nel mondo si levi un unico grido: fermare la guerra, fermare l'odio, fermare la violenza.
La celebrazione, presieduta da don Massimiliano De Silvio, ha riunito ospiti, operatori e familiari in un momento di fede che si è trasformato anche in un forte messaggio di pace. Davanti all'immagine della Madonna, gli anziani ospiti delle strutture hanno affidato alla "Mamma Celeste" non solo le proprie speranze e fragilità, ma anche il dolore e le inquietudini di un mondo segnato da conflitti e violenze.
Nel clima raccolto della liturgia si è levata una preghiera corale affinché la Vergine possa illuminare il cammino dell'umanità e guidare i popoli verso strade di dialogo e riconciliazione. Un appello potente, nato proprio da chi porta negli occhi e nella memoria le ferite del Novecento e sa bene quanto alto sia il prezzo della guerra.
Tra i banchi della cappella, le mani degli anziani si sono strette in un gesto simbolico di speranza mentre si chiedeva con forza che nel mondo si levi un unico grido: fermare la guerra, fermare l'odio, fermare la violenza.