Verso le Amministrative a Ruvo, Rifondazione: «Il centrosinistra si rinnovi ascoltando la città»
La nota completa
mercoledì 10 giugno 2026
15.30
Il prossimo anno le cittadine e i cittadini ruvesi saranno chiamati alle urne per rinnovare il consiglio comunale ed eleggere il nuovo sindaco di Ruvo di Puglia. Tenendo conto di questa prospettiva, la Rifondazione Comunista continua a ritenere necessaria la prosecuzione di un impegno unitario che sappia tradurre anche a livello amministrativo il perimetro politico dell'attuale campo largo e con questo spirito stiamo partecipando alle interlocuzioni in corso nella coalizione del centrosinistra.
La nota completa del partito:
«Allo stesso tempo, riteniamo che vi siano alcune questioni rispetto alle quali può essere utile estendere il confronto con l'intera cittadinanza e non limitarlo alle sole segreterie di partito. Questo nostro suggerimento emerge alla luce di alcuni dati di fatto che accompagneranno le prossime elezioni comunali. Il centrosinistra amministra il nostro comune da vent'anni. Dalle elezioni comunali del 2006 si sono susseguiti tre sindaci e altrettante diverse visioni di gestione, sviluppo e trasformazione della città. Rifondazione ha fatto parte di questo percorso quasi per intero, ad eccezione di alcuni anni di opposizione. Riteniamo che sia necessario fare il punto su quello che l'attività amministrativa ha dato alla città e su quello che è mancato o non si è ancora realizzato. Pensiamo, infatti, che sia necessario ripristinare una relazione diretta con i cittadini, ripartire dal confronto, dal dibattito e dal basso, rispondendo agli interessi e ai bisogni collettivi di una città che è cambiata radicalmente dal 2006 ad oggi, sia in termini demografici, sia in termini urbanistico-architettonici, sia dal punto di vista delle attività produttive. Il rischio infatti è quello di procedere per inerzia, seguendo liturgie stanche e usurate.»
«La recente tornata delle elezioni comunali ci dice proprio questo: si perde laddove si percorrono strade vecchie e politiciste, si vince laddove si è capaci di far emergere una visione di città largamente condivisa, un progetto inclusivo che attivi la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, facendoli sentire più vicini alla politica e all'amministrazione della città. Martella a Venezia ha perso malamente perchè la sua candidatura rispondeva soltanto a strategie di riposizionamento tutte interne al centrosinistra. Tutto il contrario degli esempi che provengono dal nostro territorio: De Benedittis a Corato e Manuel Minervini a Molfetta provengono da percorsi politici radicali, dalle lotte ambientaliste e a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, guidati da un'idea di politica vicinissima ai cittadini e non irraggiungibile.»
«Il centrodestra ruvese, forse pensando di poter evitare gli errori del passato, ha già individuato il proprio candidato sindacato ricorrendo al più classico dei metodi, l'accordo pattizio tra le segreterie dei partiti. Noi riteniamo che questo processo debba essere rovesciato dal centrosinistra, costruendo sui vent'anni di azione amministrativa e consolidando quell'esperienza attraverso un dialogo aperto con la città che possa consentire di individuare il profilo di candidata o candidato sindaco maggiormente rappresentativo ed espressione di una reale connessione sentimentale con la cittadinanza.»
«Ad una città che si evolve deve necessariamente corrispondere un rinnovamento della coalizione. E questo va elaborato, senza la fretta di dover rispondere il prima possibile alla candidatura del centrodestra. Gli elettori sono stanchi delle solite liturgie elettorali, a partire da accordi costruiti nelle stanze dei partiti. Sono queste dinamiche che finiscono solo per ingrassare la già larga platea di astensionisti. Come abbiamo visto in occasione del referendum sulla giustizia, l'elettorato è pronto a rispondere positivamente nel momento in cui ritiene necessario prendere una posizione netta, riuscendo ad attrarre alle urne anche i giovani, perlopiù estranei alla politica e lontani da processi decisionali chiusi. I giovani non si mobilitano per carrieristi, burocrati, figure d'apparato, per chi più che lotte sociali ha solo fatto lotte per la propria carriera.»
«Rifondazione auspica pertanto un percorso di pieno rinnovamento del centrosinistra cittadino, preservando la sua dimensione unitaria, senza smarrire il patrimonio dei vent'anni di azione amministrativa e allargando il più possibile il dibattito sul futuro della città. Questo può aiutare a costituire un argine contro la destra e favorire l'incontro tra la politica cittadina e i bisogni reali delle persone.»
«Il nostro è un piccolo partito, fuori dalle stanze della rappresentanza istituzionale da diversi anni. Tuttavia, sentiamo la necessità di offrire questo nostro contributo a finché il dibattito interno al centrosinistra si vivacizzi a partire dalle proposte e dalle visioni, senza incagliarsi in sterili discussioni di apparato.»
La nota completa del partito:
«Allo stesso tempo, riteniamo che vi siano alcune questioni rispetto alle quali può essere utile estendere il confronto con l'intera cittadinanza e non limitarlo alle sole segreterie di partito. Questo nostro suggerimento emerge alla luce di alcuni dati di fatto che accompagneranno le prossime elezioni comunali. Il centrosinistra amministra il nostro comune da vent'anni. Dalle elezioni comunali del 2006 si sono susseguiti tre sindaci e altrettante diverse visioni di gestione, sviluppo e trasformazione della città. Rifondazione ha fatto parte di questo percorso quasi per intero, ad eccezione di alcuni anni di opposizione. Riteniamo che sia necessario fare il punto su quello che l'attività amministrativa ha dato alla città e su quello che è mancato o non si è ancora realizzato. Pensiamo, infatti, che sia necessario ripristinare una relazione diretta con i cittadini, ripartire dal confronto, dal dibattito e dal basso, rispondendo agli interessi e ai bisogni collettivi di una città che è cambiata radicalmente dal 2006 ad oggi, sia in termini demografici, sia in termini urbanistico-architettonici, sia dal punto di vista delle attività produttive. Il rischio infatti è quello di procedere per inerzia, seguendo liturgie stanche e usurate.»
«La recente tornata delle elezioni comunali ci dice proprio questo: si perde laddove si percorrono strade vecchie e politiciste, si vince laddove si è capaci di far emergere una visione di città largamente condivisa, un progetto inclusivo che attivi la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, facendoli sentire più vicini alla politica e all'amministrazione della città. Martella a Venezia ha perso malamente perchè la sua candidatura rispondeva soltanto a strategie di riposizionamento tutte interne al centrosinistra. Tutto il contrario degli esempi che provengono dal nostro territorio: De Benedittis a Corato e Manuel Minervini a Molfetta provengono da percorsi politici radicali, dalle lotte ambientaliste e a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, guidati da un'idea di politica vicinissima ai cittadini e non irraggiungibile.»
«Il centrodestra ruvese, forse pensando di poter evitare gli errori del passato, ha già individuato il proprio candidato sindacato ricorrendo al più classico dei metodi, l'accordo pattizio tra le segreterie dei partiti. Noi riteniamo che questo processo debba essere rovesciato dal centrosinistra, costruendo sui vent'anni di azione amministrativa e consolidando quell'esperienza attraverso un dialogo aperto con la città che possa consentire di individuare il profilo di candidata o candidato sindaco maggiormente rappresentativo ed espressione di una reale connessione sentimentale con la cittadinanza.»
«Ad una città che si evolve deve necessariamente corrispondere un rinnovamento della coalizione. E questo va elaborato, senza la fretta di dover rispondere il prima possibile alla candidatura del centrodestra. Gli elettori sono stanchi delle solite liturgie elettorali, a partire da accordi costruiti nelle stanze dei partiti. Sono queste dinamiche che finiscono solo per ingrassare la già larga platea di astensionisti. Come abbiamo visto in occasione del referendum sulla giustizia, l'elettorato è pronto a rispondere positivamente nel momento in cui ritiene necessario prendere una posizione netta, riuscendo ad attrarre alle urne anche i giovani, perlopiù estranei alla politica e lontani da processi decisionali chiusi. I giovani non si mobilitano per carrieristi, burocrati, figure d'apparato, per chi più che lotte sociali ha solo fatto lotte per la propria carriera.»
«Rifondazione auspica pertanto un percorso di pieno rinnovamento del centrosinistra cittadino, preservando la sua dimensione unitaria, senza smarrire il patrimonio dei vent'anni di azione amministrativa e allargando il più possibile il dibattito sul futuro della città. Questo può aiutare a costituire un argine contro la destra e favorire l'incontro tra la politica cittadina e i bisogni reali delle persone.»
«Il nostro è un piccolo partito, fuori dalle stanze della rappresentanza istituzionale da diversi anni. Tuttavia, sentiamo la necessità di offrire questo nostro contributo a finché il dibattito interno al centrosinistra si vivacizzi a partire dalle proposte e dalle visioni, senza incagliarsi in sterili discussioni di apparato.»