Giuseppe De Astis vicepresidente della Pallacanestro Ruvo: «Responsabilità maggiore, ma con lo spirito di una famiglia»

L'intervista all'amministratore di Edil Fi.Dea

martedì 4 agosto 2026 9.52
Dopo circa cinque anni al fianco della Pallacanestro Ruvo come sponsor e tre stagioni vissute anche da dirigente, Giuseppe De Astis assume ufficialmente l'incarico di vicepresidente del club. Un riconoscimento arrivato dalla presidente Cinzia Caputi e dai soci per l'impegno personale e per il contributo crescente garantito negli ultimi anni. De Astis, legato alla società anche attraverso Edil Fi.Dea., raccoglie ora un ruolo più istituzionale.

Con il nuovo vicepresidente abbiamo parlato delle responsabilità legate all'incarico, della sostenibilità del progetto e delle prospettive future della Crifo Wines Ruvo.

Dopo circa cinque anni da sponsor, di cui tre anche da dirigente, cosa l'ha spinta ad accettare il ruolo di vicepresidente?

«Nel giugno scorso, la presidente Cinzia Caputi e i soci, come riconoscimento per l'impegno personale e per il contributo sempre maggiore dato nel corso degli anni, mi hanno proposto un incarico più istituzionale. Ho quindi optato per la vicepresidenza.»

Quanto cambia la prospettiva passando dal ruolo di sponsor a quello di vicepresidente?

«La prospettiva non cambia completamente, perché negli ultimi anni ho già vissuto il doppio ruolo di sponsor e dirigente.
Oggi, però, sento una responsabilità maggiore. Essere vicepresidente significa diventare garante, davanti al pubblico, agli sponsor, alle autorità, agli atleti, allo staff tecnico e a tutte le persone che ci circondano e ci osservano, di un progetto che cercheremo con ogni sforzo di mantenere sulla retta via, nel rispetto di tutto e di tutti».

Quale contributo pensa di poter offrire alla società?

«Il contributo che mi sento di offrire è lo stesso che ogni dirigente di questa famiglia dà quotidianamente, compatibilmente con gli impegni familiari e lavorativi di ciascuno.
La Pallacanestro Ruvo, come ci ha insegnato il compianto Nicola Fracchiolla, che da lassù continua a guardarci e guidarci, è e sarà sempre una grande famiglia.
Tutti noi siamo chiamati a dare una mano e a collaborare per raggiungere un unico obiettivo: garantire serenità e stabilità alla società».

Quali sono le priorità per rendere il progetto sempre più solido e sostenibile dal punto di vista economico?

«Su questo tema mi sono espresso più volte e continuerò a farlo anche oggi, in occasione dell'ufficializzazione del mio incarico da vicepresidente. La Pallacanestro Ruvo non è un bene appartenente a poche persone, ma una realtà che ormai appartiene a tutta la cittadinanza. Voglio innanzitutto ringraziare i tifosi per il sostegno che stanno dimostrando giorno dopo giorno, come testimoniano anche i risultati della campagna abbonamenti. Li invito a continuare su questa strada.
Allo stesso tempo, voglio rivolgere ancora una volta un appello al tessuto imprenditoriale di Ruvo e dei territori vicini affinché scelga di sposare il progetto che stiamo portando avanti. Con un piccolo o con un grande sforzo, tutti insieme, possiamo e dobbiamo rendere questa realtà sempre più solida».

Dove immagina la Pallacanestro Ruvo tra tre o cinque anni?

«Sono una persona abituata a volare basso. Sognare è lecito, ma in questo momento preferisco tenere i miei sogni per me.
Quello che vorrei è vedere, tra uno, tre o cinque anni, una Pallacanestro Ruvo capace di continuare a far parlare di sé soltanto in maniera positiva, sotto il profilo sportivo e societario.
Uno dei miei desideri più importanti è vedere crescere sempre di più il settore minibasket e l'intero movimento giovanile, affinché i nostri ragazzi possano diventare un vero e proprio volano per il futuro della società.
Grazie a tutti e forza Ruvo».