
Scuola e Lavoro
Quattordici chilometri per dire NO alla guerra: gli studenti dell’IC Bovio-Cotugno in marcia per la pace
Ventuno ragazze e ragazzi hanno partecipato alla storica Marcia della Pace Gravina-Altamura
Ruvo - mercoledì 28 ottobre 2026
La pace si cammina, prima ancora di proclamarla. Lo sanno bene i ventuno studenti e studentesse delle classi terze della scuola Cotugno, appartenente all'IC Bovio-Cotugno, che la scorsa settimana hanno percorso, insieme ai loro docenti, i 14 chilometri della storica Marcia della Pace Gravina-Altamura. Un cammino fatto di passi, riflessioni e consapevolezza.
I ragazzi hanno deciso di esserci, di prendere posizione e di far sentire la propria voce. Perché la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni ufficiali, ma deve diventare un impegno quotidiano.
Il percorso della marcia ha richiamato l'eredità di don Tonino Bello, testimone instancabile di pace e fratellanza, e le lotte per la tutela dell'Alta Murgia. Storie diverse, unite dalla stessa convinzione, quella di difendere la dignità delle persone, custodire la terra e costruire una società più giusta.
Il messaggio portato dagli studenti è stato chiaro e senza ambiguità: no a tutte le guerre, no al riarmo, no alla violenza. I ragazzi hanno richiamato l'attenzione anche sulle priorità che dovrebbero guidare le scelte collettive e l'impiego delle risorse pubbliche: più investimenti nella scuola, nella sanità, nel lavoro e nella tutela dell'ambiente, meno risorse destinate agli armamenti.
In questo cammino, la scuola ha avuto un ruolo fondamentale. Accompagnare gli studenti in un'esperienza come questa significa offrire loro l'opportunità di uscire dalle aule per incontrare la storia, confrontarsi con i grandi temi del presente e sperimentare concretamente il valore della cittadinanza attiva. La pace, così, smette di essere un concetto astratto e diventa un'esperienza.ù
A racchiudere il senso più profondo della giornata sono le parole di Serena, studentessa della classe 3D: «La pace non è una meta, è il modo in cui decidiamo di abitare il mondo». Una frase che restituisce tutta la consapevolezza di chi ha compreso che la pace non è un traguardo lontano da attendere, ma un modo di vivere da scegliere ogni giorno.
I ragazzi hanno deciso di esserci, di prendere posizione e di far sentire la propria voce. Perché la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni ufficiali, ma deve diventare un impegno quotidiano.
Il percorso della marcia ha richiamato l'eredità di don Tonino Bello, testimone instancabile di pace e fratellanza, e le lotte per la tutela dell'Alta Murgia. Storie diverse, unite dalla stessa convinzione, quella di difendere la dignità delle persone, custodire la terra e costruire una società più giusta.
Il messaggio portato dagli studenti è stato chiaro e senza ambiguità: no a tutte le guerre, no al riarmo, no alla violenza. I ragazzi hanno richiamato l'attenzione anche sulle priorità che dovrebbero guidare le scelte collettive e l'impiego delle risorse pubbliche: più investimenti nella scuola, nella sanità, nel lavoro e nella tutela dell'ambiente, meno risorse destinate agli armamenti.
In questo cammino, la scuola ha avuto un ruolo fondamentale. Accompagnare gli studenti in un'esperienza come questa significa offrire loro l'opportunità di uscire dalle aule per incontrare la storia, confrontarsi con i grandi temi del presente e sperimentare concretamente il valore della cittadinanza attiva. La pace, così, smette di essere un concetto astratto e diventa un'esperienza.ù
A racchiudere il senso più profondo della giornata sono le parole di Serena, studentessa della classe 3D: «La pace non è una meta, è il modo in cui decidiamo di abitare il mondo». Una frase che restituisce tutta la consapevolezza di chi ha compreso che la pace non è un traguardo lontano da attendere, ma un modo di vivere da scegliere ogni giorno.


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