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Eventi e cultura
“Risorgere – Il giorno dopo la croce”: a Ruvo il teatro diventa esperienza di coscienza e rinascita – LE FOTO
Nella chiesa di Santa Lucia la seconda edizione dello spettacolo promosso da NoixVoi ODV: parole, musica e giovani artisti per un viaggio tra dolore e speranza
Ruvo - lunedì 9 marzo 2026
Una chiesa trasformata in spazio scenico, un pubblico raccolto in silenzio e un racconto che ha toccato corde profonde della coscienza.
Sabato sera la chiesa di Santa Lucia a Ruvo di Puglia ha accolto la seconda edizione dello spettacolo "Risorgere – Il giorno dopo la croce", un progetto artistico e civile promosso dall'NoixVoi ODV in collaborazione con Clitorosso DR e con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia.
L'iniziativa ha offerto al pubblico un'intensa esperienza teatrale tra spiritualità, riflessione etica e linguaggi artistici contemporanei. Lo spettacolo, costruito con una scenografia essenziale e fortemente simbolica, ha alternato monologhi, narrazione, musica dal vivo e suggestioni luminose, creando un percorso emotivo che ha attraversato il dolore del mondo contemporaneo per approdare a una prospettiva di speranza e responsabilità.
La serata ha visto la partecipazione di giovani artisti locali e interpreti provenienti da altre città, insieme ai ragazzi della parrocchia di Santa Lucia. Particolarmente apprezzato l'intervento musicale della violoncellista ruvese Marilena Piccione, le cui esecuzioni hanno accompagnato e amplificato i momenti più intensi della rappresentazione. Fondamentale anche il supporto tecnico di Methaphonia, che ha contribuito a creare l'atmosfera scenica dello spettacolo.
Il progetto ha potuto contare inoltre sull'ospitalità per le prove offerta dall'Associazione Bersaglieri e sul sostegno fattivo dell'azienda Berardi Imballaggi. Preziosa è stata la collaborazione offerta dal Parroco di Santa Lucia don Nicolò Tempesta e dal viceparroco don Giacomo Berardi, insieme a Mimma Gattulli (educatrice ACR) e Maria Lobosco (catechista), segno di una comunità che ha saputo accogliere e sostenere l'iniziativa.
A raccontare con scatti e video l'intero spettacolo sono stati Domenico Amenduni, Yuri Ciliberti e Raffaele Paparella.
Cuore della narrazione è stata una domanda radicale: restare o fuggire? Restare davanti al dolore, restare nella verità, restare nell'amore e nella responsabilità verso gli altri. In questa prospettiva, il racconto pasquale diventa chiave di lettura del presente e invita a interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo.
Sei figure simboliche hanno guidato lo spettatore in un itinerario che ha attraversato storia, filosofia e spiritualità, evocando esperienze di vita, pensiero critico e impegno civile. Ogni voce è diventata così emblema di una resistenza possibile, quella della coscienza, della nonviolenza e della compassione. Ad accompagnare i sei personaggi, giovani ragazzi che hanno dato vita a un tangram umano che si è trasformato in immagini che hanno emozionato e fatto riflettere.
Applaudito e seguito con intensa partecipazione, lo spettacolo ha lasciato nel pubblico un messaggio chiaro e necessario: non diventare spettatori del male. Restare umani, anche quando la realtà appare segnata dal dolore e dall'ingiustizia.
È proprio in questa scelta — restare, prendersi cura, rispondere con gentilezza e amore — che lo spettacolo individua il seme della rinascita. Un invito semplice e potente che, per una sera, ha trasformato il teatro in un luogo di coscienza sentita.
Foto di Domenico Amenduni e Yuri Ciliberti. Video di Domenico Amenduni
Sabato sera la chiesa di Santa Lucia a Ruvo di Puglia ha accolto la seconda edizione dello spettacolo "Risorgere – Il giorno dopo la croce", un progetto artistico e civile promosso dall'NoixVoi ODV in collaborazione con Clitorosso DR e con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia.
L'iniziativa ha offerto al pubblico un'intensa esperienza teatrale tra spiritualità, riflessione etica e linguaggi artistici contemporanei. Lo spettacolo, costruito con una scenografia essenziale e fortemente simbolica, ha alternato monologhi, narrazione, musica dal vivo e suggestioni luminose, creando un percorso emotivo che ha attraversato il dolore del mondo contemporaneo per approdare a una prospettiva di speranza e responsabilità.
La serata ha visto la partecipazione di giovani artisti locali e interpreti provenienti da altre città, insieme ai ragazzi della parrocchia di Santa Lucia. Particolarmente apprezzato l'intervento musicale della violoncellista ruvese Marilena Piccione, le cui esecuzioni hanno accompagnato e amplificato i momenti più intensi della rappresentazione. Fondamentale anche il supporto tecnico di Methaphonia, che ha contribuito a creare l'atmosfera scenica dello spettacolo.
Il progetto ha potuto contare inoltre sull'ospitalità per le prove offerta dall'Associazione Bersaglieri e sul sostegno fattivo dell'azienda Berardi Imballaggi. Preziosa è stata la collaborazione offerta dal Parroco di Santa Lucia don Nicolò Tempesta e dal viceparroco don Giacomo Berardi, insieme a Mimma Gattulli (educatrice ACR) e Maria Lobosco (catechista), segno di una comunità che ha saputo accogliere e sostenere l'iniziativa.
A raccontare con scatti e video l'intero spettacolo sono stati Domenico Amenduni, Yuri Ciliberti e Raffaele Paparella.
Cuore della narrazione è stata una domanda radicale: restare o fuggire? Restare davanti al dolore, restare nella verità, restare nell'amore e nella responsabilità verso gli altri. In questa prospettiva, il racconto pasquale diventa chiave di lettura del presente e invita a interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo.
Sei figure simboliche hanno guidato lo spettatore in un itinerario che ha attraversato storia, filosofia e spiritualità, evocando esperienze di vita, pensiero critico e impegno civile. Ogni voce è diventata così emblema di una resistenza possibile, quella della coscienza, della nonviolenza e della compassione. Ad accompagnare i sei personaggi, giovani ragazzi che hanno dato vita a un tangram umano che si è trasformato in immagini che hanno emozionato e fatto riflettere.
Applaudito e seguito con intensa partecipazione, lo spettacolo ha lasciato nel pubblico un messaggio chiaro e necessario: non diventare spettatori del male. Restare umani, anche quando la realtà appare segnata dal dolore e dall'ingiustizia.
È proprio in questa scelta — restare, prendersi cura, rispondere con gentilezza e amore — che lo spettacolo individua il seme della rinascita. Un invito semplice e potente che, per una sera, ha trasformato il teatro in un luogo di coscienza sentita.
Foto di Domenico Amenduni e Yuri Ciliberti. Video di Domenico Amenduni
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