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Sequestri lampo nella Bat e nord Barese, allarme fra ambulanti e imprenditori

La senatrice Piarulli: «Il Governo dia risposte immediate»

Solo una decina di giorni fa l'associazione di categoria di CasAmbulanti aveva fatto urgente richiesta di incontro ai Prefetti e Questori delle Province di Bari e della Barletta Andria Trani, in merito alla sicurezza sulle strade del lavoro. Intanto, nel territorio della Bat e del nord Barese imperversano ancora fenomeni di sequestri lampo, della durata di una mezza giornata, in cui ad esser presi di mira sono imprenditori e loro famigliari nel tentativo di arraffare quanto più contante e preziosi possibile.

Non è la prima volta che l'incubo "sequestri lampo" degli imprenditori sulle strade del commercio desta preoccupazione per fatti accaduti e regolarmente denunciati. Gli Ambulanti, unitamente ad altre categorie di imprenditori, ritengono di essere i più a rischio e la richiesta del Presidente Montaruli è orientata proprio ad attuare forme di prevenzione ritenute urgentissime anche in prossimità delle festività natalizie.

Dopo l'ennesimo tentato sequestro di persona, non andato a buon fine, il Presidente Savino Montaruli ha dichiarato: "la recrudescenza della criminalità, così come riportato dagli organi di informazione, spaventa ma alimenta anche sfiducia e sconforto verso le istituzioni e verso le politiche della sicurezza, spesso carenti, insufficienti o addirittura talvolta assenti in alcune porzioni di territorio. Da anni, da decenni, anche in qualità di costituente della Federazione Antiracket Antimafia Puglia, sollecito interventi che, quando attuati, hanno dato ottimi risultati, come accaduto ai tempi in cui l'allora Sindaco di Andria e poi Sottosegretario agli Interni, on. Giannicola Sinisi, mise in atto una seria campagna di difesa del territorio quando quelle stesse Istituzioni e la politica svolgevano appieno i loro compiti primari, lasciando il resto ai momenti di svago.

Oggi sembra tornati indietro di decenni con l'aggravante che quelle stesse Istituzioni e la politica locale si mostrano distanti dal territorio, spesso rinchiuse in se stesse a stilare protocolli i cui esiti e risultati sembrano essere stabilmente disattesi. Non sappiamo quali siano gli interlocutori istituzionali e quali forze di rappresentatività possano esternare, sta di fatto che continuare ad ignorare le richieste che vengono dal basso, dalla gente, da coloro che vivono la realtà di strada è un gravissimo errore che stiamo tutti pagando a caro prezzo e i fatti che si susseguono quotidianamente ne sono la dimostrazione plastica e tangibile. Spero, spero tanto che al di la delle attività ludiche, che pure vanno bene per la propaganda politica, si assumano decisioni drastiche e durature che vadano al di la, ben al di la dei protocolli di cui ne siamo pieni." ha concluso con la riconosciuta schiettezza e chiarezza il leader sindacale pugliese.

A tal proposito interviene anche la senatrice Angela Anna Bruna Piarulli, ​fortemente preoccupata dall'escalation di questo nuovo modus operandi della criminalità organizzata nel territorio. «La recente notizia di sequestri, o tentati sequestri lampo di persona a scopo di estorsione, soprattutto in danno di imprenditori della Provincia Bat e della vicina Corato, ultima città dell'Area metropolitana, deve ulteriormente fare riflettere su quanto l'asticella della criminalità nel nostro territorio si stia alzando». Ha dichiarato durante lo svolgimento della seduta pubblica nell'aula di Palazzo Madama.

«La recente apertura della Questura e dei Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza nella Bat sembra avere attenuato solo in parte il problema della delinquenza in questo territorio - ha affermato Piarulli -. Quella del nord barese infatti, secondo statistiche confermate anche per il 2021, è la prima provincia d'Italia per furti d'auto, fenomeno correlato al quale ve ne sono molti altri che denotano l'enorme proliferazione dei reati. Tutto questo avviene anche grazie al fatto che «si tratta di un territorio cuscinetto fra quelli di Bari e Foggia, in cui la criminalità organizzata è fortemente radicata e tendente ad avere sempre più estese ramificazioni».

All'inizio del 2021 il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, aveva consegnato alla stampa il suo allarmato dossier in merito alla criminalità nella Bat e nel circondario di quel Tribunale. La senatrice Piarulli lo aveva incontrato solo pochi giorni prima, confrontandosi con lui sui temi che, da lì a poco, il capo dell'ufficio di Procura avrebbe pubblicamente denunciato, non ultima «la scarsa considerazione di quel territorio nell'agenda nazionale», così come da lui scritto e più volte riaffermato.

E sempre la senatrice Piarulli, lo scorso 4 marzo, aveva trasmesso un'interrogazione, ai Ministri dell'Interno e della Difesa, sulla base della relazione del primo semestre 2020 elaborata dalla Direzione investigativa antimafia: «Da quel rapporto, confermato anche con riferimento al secondo semestre - ha detto la parlamentare in aula - il territorio risulta interessato da forti traffici di droga, che continuano a costituire la principale fonte di introiti per i clan della zona».

Da qui il nuovo appello, agli stessi ministri competenti, «a porre in essere azioni sempre più concrete e mirate, con l'immediato invio di uomini, mezzi e risorse a beneficio di un territorio ancora troppo poco sicuro».
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