
Salute e Movimento
Dolori ai piedi e problemi di appoggio: perché la collaborazione tra podologo e tecnico ortopedico può fare la differenza
Ne parliamo con Alessio Fiore, podologo, e Sergio Squeo, tecnico ortopedico
venerdì 3 aprile 2026
10.43
Dolori al piede, difficoltà nella camminata o fastidi che nel tempo possono coinvolgere anche ginocchia e schiena sono disturbi sempre più frequenti. In molti casi il problema nasce da un'alterazione dell'appoggio plantare e richiede una valutazione attenta.
Per affrontare correttamente queste problematiche è spesso utile la collaborazione tra diverse figure professionali, ognuna con competenze specifiche.
Ne parliamo con Alessio Fiore, podologo, e Sergio Squeo, tecnico ortopedico, che tra Molfetta e Giovinazzo collaborano per offrire ai pazienti un percorso completo che parte dalla valutazione clinica e arriva, quando necessario, alla realizzazione di un plantare su misura.
Dott. Fiore, qual è il ruolo del podologo nella valutazione del piede?
«Il podologo si occupa della valutazione clinica del piede e delle sue patologie. Attraverso la visita e, quando necessario, con l'aiuto di esami strumentali come la baropodometria, è possibile analizzare l'appoggio plantare, la distribuzione dei carichi e individuare eventuali alterazioni funzionali.
Questo permette di comprendere meglio l'origine di molti disturbi del piede e di orientare il paziente verso il trattamento più appropriato».
Dott. Squeo, quando entra in gioco il tecnico ortopedico?
«Il tecnico ortopedico interviene quando è necessario realizzare un dispositivo ortopedico su misura, come il plantare.
Il nostro lavoro consiste nel rilevare i parametri tecnici utili alla progettazione del dispositivo e nel costruire il plantare personalizzato in base alle caratteristiche del piede e alle indicazioni cliniche ricevute.
L'obiettivo è quello di trasformare la valutazione clinica in una soluzione concreta, progettando un supporto che possa migliorare l'appoggio e la funzionalità del piede durante la camminata».
Perché è importante la collaborazione tra queste due figure?
«La salute del piede spesso richiede un approccio multidisciplinare.
La valutazione clinica del podologo e la realizzazione tecnica del plantare da parte del tecnico ortopedico sono due passaggi diversi ma complementari. Il primo serve a comprendere il problema e definire il percorso terapeutico, il secondo a realizzare un dispositivo su misura che possa aiutare concretamente il paziente nella vita quotidiana».
Un percorso condiviso per il paziente
La collaborazione tra professionisti permette di offrire ai pazienti un percorso più chiaro e completo, nel quale ogni figura contribuisce con le proprie competenze specifiche.
Un approccio basato sulla collaborazione tra podologo e tecnico ortopedico rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per affrontare molte problematiche legate al piede e alla postura, migliorando la qualità della vita delle persone.
Per affrontare correttamente queste problematiche è spesso utile la collaborazione tra diverse figure professionali, ognuna con competenze specifiche.
Ne parliamo con Alessio Fiore, podologo, e Sergio Squeo, tecnico ortopedico, che tra Molfetta e Giovinazzo collaborano per offrire ai pazienti un percorso completo che parte dalla valutazione clinica e arriva, quando necessario, alla realizzazione di un plantare su misura.
Dott. Fiore, qual è il ruolo del podologo nella valutazione del piede?
«Il podologo si occupa della valutazione clinica del piede e delle sue patologie. Attraverso la visita e, quando necessario, con l'aiuto di esami strumentali come la baropodometria, è possibile analizzare l'appoggio plantare, la distribuzione dei carichi e individuare eventuali alterazioni funzionali.
Questo permette di comprendere meglio l'origine di molti disturbi del piede e di orientare il paziente verso il trattamento più appropriato».
Dott. Squeo, quando entra in gioco il tecnico ortopedico?
«Il tecnico ortopedico interviene quando è necessario realizzare un dispositivo ortopedico su misura, come il plantare.
Il nostro lavoro consiste nel rilevare i parametri tecnici utili alla progettazione del dispositivo e nel costruire il plantare personalizzato in base alle caratteristiche del piede e alle indicazioni cliniche ricevute.
L'obiettivo è quello di trasformare la valutazione clinica in una soluzione concreta, progettando un supporto che possa migliorare l'appoggio e la funzionalità del piede durante la camminata».
Perché è importante la collaborazione tra queste due figure?
«La salute del piede spesso richiede un approccio multidisciplinare.
La valutazione clinica del podologo e la realizzazione tecnica del plantare da parte del tecnico ortopedico sono due passaggi diversi ma complementari. Il primo serve a comprendere il problema e definire il percorso terapeutico, il secondo a realizzare un dispositivo su misura che possa aiutare concretamente il paziente nella vita quotidiana».
Un percorso condiviso per il paziente
La collaborazione tra professionisti permette di offrire ai pazienti un percorso più chiaro e completo, nel quale ogni figura contribuisce con le proprie competenze specifiche.
Un approccio basato sulla collaborazione tra podologo e tecnico ortopedico rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per affrontare molte problematiche legate al piede e alla postura, migliorando la qualità della vita delle persone.
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