Al Parco Belvedere i bambini danno vita al mondo di Kandinsky – LE FOTO
Applausi per "Kandinsky: Lo spirituale nell'arte", lo spettacolo diretto da Filomena De Leo che ha trasformato il palcoscenico in un viaggio tra colori ed emozioni
giovedì 23 luglio 2026
Un quadro che prende vita, forme geometriche che si animano, colori che raccontano emozioni e bambini che, con entusiasmo e spontaneità, diventano gli interpreti di uno dei più grandi artisti del Novecento.
È questa la magia andata in scena domenica sera al Parco Belvedere di Ruvo di Puglia, dove il pubblico ha applaudito "Kandinsky: Lo spirituale nell'arte", lo spettacolo teatrale inserito nel cartellone estivo del parco e diretto da Filomena De Leo.
L'iniziativa, promossa dall'Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione di Ruvo di Puglia, ha visto protagonisti i bambini e i ragazzi del centro estivo "Arte en plein air", con la collaborazione del maestro Nino Capocchiano, Paola Terzulli e di Daniela Raffaele (Clitorosso).
Lo spettacolo nasce dal tema scelto per il centro estivo di quest'anno, dedicato all'arte nelle sue molteplici forme. Se nella scorsa edizione il laboratorio teatrale si concludeva con brevi rappresentazioni riservate alle famiglie, quest'anno il progetto ha compiuto un importante salto di qualità, aprendosi all'intera comunità con uno spettacolo più articolato, inserito ufficialmente nel programma culturale estivo del Parco Belvedere.
Ma il risultato finale è stato solo l'ultimo tassello di un lungo percorso educativo e creativo.
Prima ancora di salire sul palco, i bambini hanno conosciuto la figura di Wassily Kandinsky, approfondendo la sua storia, il suo pensiero e il significato delle sue opere. Attraverso racconti, giochi teatrali, improvvisazioni e momenti di confronto, hanno imparato a osservare l'arte non solo con gli occhi, ma anche con l'immaginazione. Da questo laboratorio è nata la drammaturgia e, successivamente, il copione che ha guidato la rappresentazione.
Il punto di partenza è stato "Der Blaue Reiter" ("Il Cavaliere Azzurro"), opera simbolo dell'artista russo e considerata una delle tappe fondamentali nella nascita dell'astrattismo. Da quel dipinto è scaturita una narrazione teatrale che ha tradotto in movimento, parole e gesti il linguaggio universale di colori, linee e forme geometriche, rendendo comprensibile ai più piccoli un'arte spesso considerata complessa.
Tra gli elementi più suggestivi dello spettacolo anche la scenografia, realizzata interamente dai ragazzi con materiali di recupero. Cartoni destinati al riciclo sono stati trasformati in cerchi, quadrati, triangoli e linee che, applicati su un grande lenzuolo dipinto, hanno dato vita a un enorme quadro ispirato allo stile kandinskyano. Da quella tela, come in un'opera vivente, entravano e uscivano i piccoli attori, fondendo teatro e pittura in un'unica esperienza scenica.
Ogni elemento della rappresentazione è stato pensato per rendere i bambini protagonisti di un percorso fatto di scoperta, collaborazione e creatività. Non semplici interpreti di uno spettacolo, ma autori di un'esperienza costruita passo dopo passo, nella quale l'arte è diventata momento di crescita personale.
È proprio questa la filosofia che guida il lavoro della regista Filomena De Leo, da sempre convinta del valore educativo del teatro. Per lei il palcoscenico non è soltanto uno spazio dove recitare, ma un luogo in cui i bambini possono imparare ad ascoltarsi, a conoscere sé stessi e gli altri, superare la timidezza e trovare il coraggio di esprimere emozioni e idee.
«È fondamentale sensibilizzare i bambini e avvicinarli al teatro – spiega De Leo – stimolando la loro curiosità e offrendo loro la libertà di esprimersi. Il teatro insegna a comunicare, a collaborare, a mettersi in gioco senza paura del giudizio. Ogni bambino ha qualcosa da raccontare e il palcoscenico gli permette di farlo nella maniera più autentica.»
I lunghi applausi che hanno accompagnato il finale dello spettacolo hanno premiato il lavoro svolto in queste settimane, ma soprattutto un progetto che dimostra come l'arte possa diventare un potente strumento educativo.
Un'esperienza che ha unito cultura, sostenibilità, inclusione e partecipazione, mutando il teatro in un laboratorio di emozioni e il Parco Belvedere in un luogo dove la bellezza non si limita a essere osservata, ma viene vissuta, condivisa e costruita insieme.
Per una sera, il mondo immaginato da Kandinsky è uscito dalle tele per prendere vita sul palco. E attraverso gli occhi dei bambini ha ricordato a tutti che l'arte, quando incontra il teatro, diventa un linguaggio straordinario.
È questa la magia andata in scena domenica sera al Parco Belvedere di Ruvo di Puglia, dove il pubblico ha applaudito "Kandinsky: Lo spirituale nell'arte", lo spettacolo teatrale inserito nel cartellone estivo del parco e diretto da Filomena De Leo.
L'iniziativa, promossa dall'Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione di Ruvo di Puglia, ha visto protagonisti i bambini e i ragazzi del centro estivo "Arte en plein air", con la collaborazione del maestro Nino Capocchiano, Paola Terzulli e di Daniela Raffaele (Clitorosso).
Lo spettacolo nasce dal tema scelto per il centro estivo di quest'anno, dedicato all'arte nelle sue molteplici forme. Se nella scorsa edizione il laboratorio teatrale si concludeva con brevi rappresentazioni riservate alle famiglie, quest'anno il progetto ha compiuto un importante salto di qualità, aprendosi all'intera comunità con uno spettacolo più articolato, inserito ufficialmente nel programma culturale estivo del Parco Belvedere.
Ma il risultato finale è stato solo l'ultimo tassello di un lungo percorso educativo e creativo.
Prima ancora di salire sul palco, i bambini hanno conosciuto la figura di Wassily Kandinsky, approfondendo la sua storia, il suo pensiero e il significato delle sue opere. Attraverso racconti, giochi teatrali, improvvisazioni e momenti di confronto, hanno imparato a osservare l'arte non solo con gli occhi, ma anche con l'immaginazione. Da questo laboratorio è nata la drammaturgia e, successivamente, il copione che ha guidato la rappresentazione.
Il punto di partenza è stato "Der Blaue Reiter" ("Il Cavaliere Azzurro"), opera simbolo dell'artista russo e considerata una delle tappe fondamentali nella nascita dell'astrattismo. Da quel dipinto è scaturita una narrazione teatrale che ha tradotto in movimento, parole e gesti il linguaggio universale di colori, linee e forme geometriche, rendendo comprensibile ai più piccoli un'arte spesso considerata complessa.
Tra gli elementi più suggestivi dello spettacolo anche la scenografia, realizzata interamente dai ragazzi con materiali di recupero. Cartoni destinati al riciclo sono stati trasformati in cerchi, quadrati, triangoli e linee che, applicati su un grande lenzuolo dipinto, hanno dato vita a un enorme quadro ispirato allo stile kandinskyano. Da quella tela, come in un'opera vivente, entravano e uscivano i piccoli attori, fondendo teatro e pittura in un'unica esperienza scenica.
Ogni elemento della rappresentazione è stato pensato per rendere i bambini protagonisti di un percorso fatto di scoperta, collaborazione e creatività. Non semplici interpreti di uno spettacolo, ma autori di un'esperienza costruita passo dopo passo, nella quale l'arte è diventata momento di crescita personale.
È proprio questa la filosofia che guida il lavoro della regista Filomena De Leo, da sempre convinta del valore educativo del teatro. Per lei il palcoscenico non è soltanto uno spazio dove recitare, ma un luogo in cui i bambini possono imparare ad ascoltarsi, a conoscere sé stessi e gli altri, superare la timidezza e trovare il coraggio di esprimere emozioni e idee.
«È fondamentale sensibilizzare i bambini e avvicinarli al teatro – spiega De Leo – stimolando la loro curiosità e offrendo loro la libertà di esprimersi. Il teatro insegna a comunicare, a collaborare, a mettersi in gioco senza paura del giudizio. Ogni bambino ha qualcosa da raccontare e il palcoscenico gli permette di farlo nella maniera più autentica.»
I lunghi applausi che hanno accompagnato il finale dello spettacolo hanno premiato il lavoro svolto in queste settimane, ma soprattutto un progetto che dimostra come l'arte possa diventare un potente strumento educativo.
Un'esperienza che ha unito cultura, sostenibilità, inclusione e partecipazione, mutando il teatro in un laboratorio di emozioni e il Parco Belvedere in un luogo dove la bellezza non si limita a essere osservata, ma viene vissuta, condivisa e costruita insieme.
Per una sera, il mondo immaginato da Kandinsky è uscito dalle tele per prendere vita sul palco. E attraverso gli occhi dei bambini ha ricordato a tutti che l'arte, quando incontra il teatro, diventa un linguaggio straordinario.