Il Carnevale di Ruvo di Puglia: quando la tradizione diventa racconto
Tra calzone ruvese e maschere popolari, la città rinnova il suo rito più identitario
martedì 10 febbraio 2026
Il Carnevale ruvese, una manifestazione che va ben oltre la dimensione della festa e appare come un vero e proprio rito comunitario, tornerà in città.
Un patrimonio immateriale che torna ad animare la città attraverso un programma articolato e profondamente radicato nell'identità locale.
Il Carnevale prende avvio giovedì 12 febbraio, Giovedì Grasso, in Piazza Menotti Garibaldi, con "U kalzàun da Rùve", evento simbolo che celebra il calzone tipico di Ruvo di Puglia. La sfilata in abiti popolari, gli sketch in dialetto ruvese a cura del gruppo folk Lapecheronza, le degustazioni e le attività di animazione per bambini e adulti restituiscono il senso di una tradizione che si rinnova, coinvolgendo intere generazioni nel segno della convivialità.
Il programma prosegue sabato 14 febbraio con "L'agonìe da Mbà Bìose". La visita alla dimora del personaggio emblema del Carnevale ruvese, i racconti dialettali, la condivisione di dolci tipici e la musica trasformano il centro cittadino in un palcoscenico diffuso, dove folklore, ironia e memoria popolare si fondono in un'unica narrazione.
Il vertice della manifestazione è previsto per martedì 17 febbraio, giornata conclusiva del Carnevale. Al mattino l'annuncio della morte di Mbà Bìose e l'allestimento della camera ardente aprono il rituale finale; nel pomeriggio, il tradizionale corteo funebre in maschera attraversa la città con la partecipazione di bambini, famiglie, gruppi folk e banda musicale. La lettura del testamento, il rogo del fantoccio, il lancio dei coriandoli e l'intrattenimento musicale sanciscono la chiusura del Carnevale, tra ironia, catarsi e festa.
A sottolineare il valore culturale e identitario della manifestazione è l'assessora alle Attività Produttive Emanuela Caifasso, che evidenzia come «il Carnevale ruvese è molto più di una festa: è un racconto che intreccia memoria, tradizione e partecipazione». Al centro di questo racconto, spiega l'assessora, c'è il calzone tipico di Ruvo di Puglia, «non solo specialità gastronomica ma vero e proprio simbolo della nostra identità. È un cibo che nasce dalla povertà creativa e diventa festa, unendo generazioni e che, durante il Carnevale, torna protagonista nella nostra città grazie al lavoro e alla passione dei ristoratori di EAT».
Come Assessorato alle Attività Produttive, prosegue Caifasso, «abbiamo voluto sostenere e valorizzare questo evento e questi giorni di festa. È fondamentale dare luce e spazio a una manifestazione che rappresenta un patrimonio culturale e identitario della nostra comunità, capace di mettere in rete tradizioni, saperi artigianali, gastronomia locale e partecipazione collettiva, animando la città e rafforzando il legame tra cultura, economia e territorio».
Non manca il ringraziamento «alle associazioni, ai gruppi folk, ai volontari e a tutte le cittadine e i cittadini che rendono possibile questo evento», insieme all'invito rivolto a ruvesi e visitatori «a partecipare con spirito di festa, lasciandosi guidare dai profumi e dai colori che il nostro Carnevale continua a custodire».
Il Carnevale di Ruvo di Puglia si dimostra dunque un momento di forte coesione sociale, una celebrazione che racconta l'anima della città e rinnova il legame tra tradizione, territorio e comunità.
Un patrimonio immateriale che torna ad animare la città attraverso un programma articolato e profondamente radicato nell'identità locale.
Il Carnevale prende avvio giovedì 12 febbraio, Giovedì Grasso, in Piazza Menotti Garibaldi, con "U kalzàun da Rùve", evento simbolo che celebra il calzone tipico di Ruvo di Puglia. La sfilata in abiti popolari, gli sketch in dialetto ruvese a cura del gruppo folk Lapecheronza, le degustazioni e le attività di animazione per bambini e adulti restituiscono il senso di una tradizione che si rinnova, coinvolgendo intere generazioni nel segno della convivialità.
Il programma prosegue sabato 14 febbraio con "L'agonìe da Mbà Bìose". La visita alla dimora del personaggio emblema del Carnevale ruvese, i racconti dialettali, la condivisione di dolci tipici e la musica trasformano il centro cittadino in un palcoscenico diffuso, dove folklore, ironia e memoria popolare si fondono in un'unica narrazione.
Il vertice della manifestazione è previsto per martedì 17 febbraio, giornata conclusiva del Carnevale. Al mattino l'annuncio della morte di Mbà Bìose e l'allestimento della camera ardente aprono il rituale finale; nel pomeriggio, il tradizionale corteo funebre in maschera attraversa la città con la partecipazione di bambini, famiglie, gruppi folk e banda musicale. La lettura del testamento, il rogo del fantoccio, il lancio dei coriandoli e l'intrattenimento musicale sanciscono la chiusura del Carnevale, tra ironia, catarsi e festa.
A sottolineare il valore culturale e identitario della manifestazione è l'assessora alle Attività Produttive Emanuela Caifasso, che evidenzia come «il Carnevale ruvese è molto più di una festa: è un racconto che intreccia memoria, tradizione e partecipazione». Al centro di questo racconto, spiega l'assessora, c'è il calzone tipico di Ruvo di Puglia, «non solo specialità gastronomica ma vero e proprio simbolo della nostra identità. È un cibo che nasce dalla povertà creativa e diventa festa, unendo generazioni e che, durante il Carnevale, torna protagonista nella nostra città grazie al lavoro e alla passione dei ristoratori di EAT».
Come Assessorato alle Attività Produttive, prosegue Caifasso, «abbiamo voluto sostenere e valorizzare questo evento e questi giorni di festa. È fondamentale dare luce e spazio a una manifestazione che rappresenta un patrimonio culturale e identitario della nostra comunità, capace di mettere in rete tradizioni, saperi artigianali, gastronomia locale e partecipazione collettiva, animando la città e rafforzando il legame tra cultura, economia e territorio».
Non manca il ringraziamento «alle associazioni, ai gruppi folk, ai volontari e a tutte le cittadine e i cittadini che rendono possibile questo evento», insieme all'invito rivolto a ruvesi e visitatori «a partecipare con spirito di festa, lasciandosi guidare dai profumi e dai colori che il nostro Carnevale continua a custodire».
Il Carnevale di Ruvo di Puglia si dimostra dunque un momento di forte coesione sociale, una celebrazione che racconta l'anima della città e rinnova il legame tra tradizione, territorio e comunità.