Il Festival Wanda Landowska celebra l’eredità di Margherita Porfido - LE FOTO
Tre giornate di arte musicale, incontri tra culture e riscoperta del patrimonio sonoro europeo a Ruvo di Puglia
martedì 20 ottobre 2026
All'interno di una suggestiva cornice si è svolto, dal 15 al 17 ottobre, il Festival Wanda Landowska 2026, ospitato nell'Auditorium della chiesa della Santa Famiglia di Ruvo di Puglia. Tre giornate consacrate alla bellezza dell'ascolto, alla valorizzazione della tradizione musicale e all'incontro fra differenti sensibilità culturali, nel segno di un'eredità che continua a rinnovarsi.
L'edizione di quest'anno ha recato con sé una particolare emotività sin dalla serata inaugurale. Giovedì 15 ottobre, infatti, ricorreva il giorno in cui Margherita Porfido, ideatrice storica della manifestazione, avrebbe festeggiato il proprio compleanno. A sottolineare il valore di questa coincidenza è stato il figlio Livio, che ha voluto richiamare l'attenzione su una data il cui significato travalicava la semplice successione degli appuntamenti in cartellone.
L'inizio del festival proprio in quella giornata ha così assunto una valenza che si colloca ben oltre la dimensione celebrativa; un omaggio alla memoria di Margherita Porfido, alla sua dedizione e alla visione culturale che ha contribuito a plasmare l'identità della rassegna. Il ricordo, evocato con discrezione ma con evidente partecipazione affettiva, ha restituito alla manifestazione la sua dimensione umana, facendo della musica uno strumento privilegiato di continuità fra ciò che è stato e ciò che ancora vive.
Non poteva esservi esordio più eloquente di Buon Compleanno Margherita!, titolo della serata inaugurale. Il programma ha preso avvio con la presentazione del CD Due Mondi, introdotta dal musicologo Dinko Fabris, per poi proseguire con il concerto Ritratti d'Europa. Protagonista, lo Yfere Trio, affiancato da Barbara Pastrňáková al violoncello, Katarzyna Stasiewicz alla viola da gamba e Kacper Suchomski al violino, interpreti insigniti della vittoria nella categoria Musica da Camera del Concorso Wanda Landowska 2026. Un itinerario sonoro attraverso differenti tradizioni europee, nel quale la pluralità dei linguaggi musicali si è fatta occasione di dialogo e reciproco arricchimento.
Venerdì 16 ottobre, il festival ha rivolto lo sguardo verso le seducenti atmosfere della tradizione iberica con Incantesimi di Spagna. Sul palco, il Collegium Musicum di Bari, sotto la direzione di Rino Marrone, con Andrea Trueba alla voce e Connor Lars Leinweber al clavicembalo, vincitore del Premio Wanda Landowska 2026. Una proposta musicale volta a evocare suggestioni e peculiarità di un patrimonio espressivo nel quale la voce e gli strumenti concorrono a delineare paesaggi sonori di particolare fascino.
La giornata conclusiva, sabato 17 ottobre, ha ricondotto la manifestazione alle radici culturali del territorio con Riscopriamo Giulio De Ruvo, appuntamento dedicato alla riscoperta di una figura della memoria musicale locale. L'introduzione della musicologa Fiorella Sassanelli ha preceduto le esecuzioni di Gaetano Magarelli al clavicembalo e Gaetano Simone al violoncello, insieme agli ospiti Livio Minafra al pianoforte e al Gruppo Folk di Ruvo di Puglia. L'accostamento fra strumenti, repertori e tradizioni differenti ha offerto l'occasione per riaffermare il valore della ricerca storica e della salvaguardia del patrimonio musicale, restituendo centralità alle espressioni artistiche che appartengono alla memoria collettiva della comunità.
Nel suo articolarsi, il Festival Wanda Landowska ha ribadito la propria vocazione, quella di promuovere la conoscenza della musica, favorire l'emergere di nuovi talenti e mantenere vivo il dialogo fra la grande tradizione europea e le peculiarità culturali del territorio. Il riferimento a Wanda Landowska, figura eminente nella riscoperta e nella diffusione del clavicembalo, conferisce alla rassegna un orizzonte storico e artistico di ampio respiro, nel quale la conoscenza del passato diviene premessa per nuove interpretazioni e rinnovate possibilità d'ascolto.
Eppure, al di là della ricchezza dei programmi e della qualità degli interpreti, è stato il ricordo di Margherita Porfido a imprimere a questa edizione una cifra distintiva. Un gesto che ha ricordato come dietro ogni iniziativa culturale vi siano storie personali, intuizioni e dedizioni che meritano di essere custodite e tramandate.
Così, per tre giorni, Ruvo di Puglia si è fatta luogo d'incontro fra epoche, geografie e sensibilità artistiche. La musica ha ricomposto il filo della memoria, celebrando l'eredità di Wanda Landowska, la riscoperta di Giulio De Ruvo e il ricordo di Margherita Porfido. Un tributo nel quale l'arte ha raccolto il lascito, riaffermando la propria capacità di mantenere vive le presenze attraverso il linguaggio universale del suono.
Perché, talvolta, il modo più giusto di celebrare una persona è continuare a dare voce a ciò in cui ha creduto. E in questa trama di musica, cultura e memoria, il Festival Wanda Landowska ha rinnovato proprio tale promessa: fare della bellezza una forma di gratitudine sempre viva.
Si ringrazia per il reportage fotografico Domenico Amenduni di RubiNews.
L'edizione di quest'anno ha recato con sé una particolare emotività sin dalla serata inaugurale. Giovedì 15 ottobre, infatti, ricorreva il giorno in cui Margherita Porfido, ideatrice storica della manifestazione, avrebbe festeggiato il proprio compleanno. A sottolineare il valore di questa coincidenza è stato il figlio Livio, che ha voluto richiamare l'attenzione su una data il cui significato travalicava la semplice successione degli appuntamenti in cartellone.
L'inizio del festival proprio in quella giornata ha così assunto una valenza che si colloca ben oltre la dimensione celebrativa; un omaggio alla memoria di Margherita Porfido, alla sua dedizione e alla visione culturale che ha contribuito a plasmare l'identità della rassegna. Il ricordo, evocato con discrezione ma con evidente partecipazione affettiva, ha restituito alla manifestazione la sua dimensione umana, facendo della musica uno strumento privilegiato di continuità fra ciò che è stato e ciò che ancora vive.
Non poteva esservi esordio più eloquente di Buon Compleanno Margherita!, titolo della serata inaugurale. Il programma ha preso avvio con la presentazione del CD Due Mondi, introdotta dal musicologo Dinko Fabris, per poi proseguire con il concerto Ritratti d'Europa. Protagonista, lo Yfere Trio, affiancato da Barbara Pastrňáková al violoncello, Katarzyna Stasiewicz alla viola da gamba e Kacper Suchomski al violino, interpreti insigniti della vittoria nella categoria Musica da Camera del Concorso Wanda Landowska 2026. Un itinerario sonoro attraverso differenti tradizioni europee, nel quale la pluralità dei linguaggi musicali si è fatta occasione di dialogo e reciproco arricchimento.
Venerdì 16 ottobre, il festival ha rivolto lo sguardo verso le seducenti atmosfere della tradizione iberica con Incantesimi di Spagna. Sul palco, il Collegium Musicum di Bari, sotto la direzione di Rino Marrone, con Andrea Trueba alla voce e Connor Lars Leinweber al clavicembalo, vincitore del Premio Wanda Landowska 2026. Una proposta musicale volta a evocare suggestioni e peculiarità di un patrimonio espressivo nel quale la voce e gli strumenti concorrono a delineare paesaggi sonori di particolare fascino.
La giornata conclusiva, sabato 17 ottobre, ha ricondotto la manifestazione alle radici culturali del territorio con Riscopriamo Giulio De Ruvo, appuntamento dedicato alla riscoperta di una figura della memoria musicale locale. L'introduzione della musicologa Fiorella Sassanelli ha preceduto le esecuzioni di Gaetano Magarelli al clavicembalo e Gaetano Simone al violoncello, insieme agli ospiti Livio Minafra al pianoforte e al Gruppo Folk di Ruvo di Puglia. L'accostamento fra strumenti, repertori e tradizioni differenti ha offerto l'occasione per riaffermare il valore della ricerca storica e della salvaguardia del patrimonio musicale, restituendo centralità alle espressioni artistiche che appartengono alla memoria collettiva della comunità.
Nel suo articolarsi, il Festival Wanda Landowska ha ribadito la propria vocazione, quella di promuovere la conoscenza della musica, favorire l'emergere di nuovi talenti e mantenere vivo il dialogo fra la grande tradizione europea e le peculiarità culturali del territorio. Il riferimento a Wanda Landowska, figura eminente nella riscoperta e nella diffusione del clavicembalo, conferisce alla rassegna un orizzonte storico e artistico di ampio respiro, nel quale la conoscenza del passato diviene premessa per nuove interpretazioni e rinnovate possibilità d'ascolto.
Eppure, al di là della ricchezza dei programmi e della qualità degli interpreti, è stato il ricordo di Margherita Porfido a imprimere a questa edizione una cifra distintiva. Un gesto che ha ricordato come dietro ogni iniziativa culturale vi siano storie personali, intuizioni e dedizioni che meritano di essere custodite e tramandate.
Così, per tre giorni, Ruvo di Puglia si è fatta luogo d'incontro fra epoche, geografie e sensibilità artistiche. La musica ha ricomposto il filo della memoria, celebrando l'eredità di Wanda Landowska, la riscoperta di Giulio De Ruvo e il ricordo di Margherita Porfido. Un tributo nel quale l'arte ha raccolto il lascito, riaffermando la propria capacità di mantenere vive le presenze attraverso il linguaggio universale del suono.
Perché, talvolta, il modo più giusto di celebrare una persona è continuare a dare voce a ciò in cui ha creduto. E in questa trama di musica, cultura e memoria, il Festival Wanda Landowska ha rinnovato proprio tale promessa: fare della bellezza una forma di gratitudine sempre viva.
Si ringrazia per il reportage fotografico Domenico Amenduni di RubiNews.