Le Danzatrici 2026 inaugura il suo viaggio nella danza a Ruvo di Puglia

All’Ex Convento dei Domenicani l’apertura della rassegna con “Piccole Danze Future”

lunedì 29 giugno 2026
A cura di Teresa Fiore
Si è aperta giovedì 25 giugno, nella cornice dell'Ex Convento dei Domenicani, la nuova edizione di "Le Danzatrici 2026 – Corpi che aprono mondi", rassegna che si conferma tra le più significative esperienze di ricerca coreutica e partecipazione culturale del territorio.
Un esordio denso di significati, affidato a "Piccole Danze Future", percorso ideato e curato da Giulio De Leo ed Erika Guastamacchia insieme ai giovanissimi danzatori di Con.Te.Sto OdV, nell'ambito del programma "Ruvo Solidale – Genera Bellezza", promosso dall'Assessorato al Benessere e alla Giustizia Sociale del Comune di Ruvo di Puglia.

Più che una semplice restituzione scenica, l'appuntamento inaugurale è apparso come una valida celebrazione del corpo quale spazio di relazione, ascolto e trasformazione. Attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto bambine, bambini e adolescenti in un'esperienza condivisa di crescita e scoperta, la danza ha assunto il valore di linguaggio universale capace di abbattere distanze, accogliere fragilità e costruire appartenenza.

L'inaugurazione ha incarnato con rara efficacia il tema che attraversa l'intera rassegna: quei "corpi che aprono mondi" evocati dal titolo e capaci di trasformare l'atto performativo in dialogo con la comunità. Una visione che pone al centro la dimensione umana dell'esperienza artistica, riconoscendo nella danza una pratica di cura, partecipazione e costruzione di senso.

A suggellare la serata è stato "Open Dialogo", momento di confronto realizzato in collaborazione con Versiliadanza Firenze e Con.Te.Sto OdV. Gli interventi di Nico Curci, assessore al Benessere e alla Giustizia Sociale del Comune di Ruvo di Puglia, di Raffaella Caifasso, presidente di Con.Te.Sto OdV, di Angela Torriani Evangelisti, direttrice artistica di Versiliadanza Firenze, e della coreografa Marta Bellu hanno offerto una preziosa occasione di approfondimento sul rapporto tra pratiche artistiche, inclusione e sviluppo delle comunità.

Dalle diverse testimonianze è emersa una convinzione, quella che la cultura non rappresenta un elemento accessorio del vivere civile, bensì una risorsa imprescindibile per generare coesione, benessere e cittadinanza. In questa prospettiva, la danza si rivela strumento privilegiato di incontro e riconoscimento reciproco, che tesse legami e restituisce centralità alle persone.

L'avvio di "Le Danzatrici 2026" consegna dunque alla città un messaggio chiaro e quanto mai attuale: l'arte può ancora essere un luogo di costruzione del futuro. E quando ad animarla sono i corpi e gli sguardi delle nuove generazioni, quel futuro appare già in movimento.