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Comparto K, consiglieri contro Scardigno: «Gravissima forzatura istituzionale»
La nota dei consiglieri comunali Vito Cantatore, Piero Paparella, Luciano Lorusso, Tiziana Rutigliani e Simona Summo
Ruvo - giovedì 25 giugno 2026
14.34 Comunicato Stampa
«Sulla vicenda del Comparto K si consuma l'ennesima, gravissima forzatura istituzionale da parte del Presidente del Consiglio Comunale Michele Scardigno.» sulla questione sono intervenuti i consiglieri Comunali Vito Cantatore, Piero Paparella, Luciano Lorusso, Tiziana Rutigliani e Simona Summo. Di seguito la nota completa:
«Dopo non aver convocato nei termini previsti dal Regolamento Comunale il Consiglio richiesto dai consiglieri proponenti, il Presidente del Consiglio ha nuovamente dimostrato di considerare leggi e regole degli inutili orpelli.
Al Consiglio Comunale del 16 giugno il provvedimento sul Comparto K non è stato neppure discusso. Eppure, precedentemente, la maggioranza aveva addirittura chiesto informalmente all'opposizione di anticiparne la trattazione.
Una richiesta irricevibile e politicamente surreale per due semplici ragioni:
Come si può inserire all'ordine del giorno un provvedimento incompleto sotto il profilo istruttorio?
Le norme parlano chiaro.
L'articolo 49 del Decreto Legislativo n. 267/2000 prevede l'obbligatorietà dei pareri di regolarità tecnica e contabile sulle proposte di deliberazione.
L'articolo 42 del medesimo decreto disciplina le competenze del Consiglio Comunale, che può deliberare solo sulla base di atti correttamente istruiti.
Lo Statuto Comunale, all'articolo 18, e il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, all'articolo 11, comma 4, impongono che la documentazione necessaria sia regolarmente inserita nel fascicolo messo a disposizione dei consiglieri.
Siamo dunque di fronte all'ennesima violazione delle regole da parte di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe esserne il primo garante.
Una coincidenza che politicamente si commenta da sola.
Il Presidente del Consiglio Comunale dovrebbe garantire il rispetto delle norme, la correttezza delle procedure e i diritti di tutti i consiglieri. Invece assistiamo ormai sistematicamente a comportamenti che mortificano il ruolo dell'istituzione consiliare e compromettono la credibilità del ruolo del Presidente del Consiglio.
Sul Comparto K qualcuno continua a prendere tempo.
Noi continueremo a pretendere il rispetto delle regole, della legge e della dignità delle istituzioni.»
«Dopo non aver convocato nei termini previsti dal Regolamento Comunale il Consiglio richiesto dai consiglieri proponenti, il Presidente del Consiglio ha nuovamente dimostrato di considerare leggi e regole degli inutili orpelli.
Al Consiglio Comunale del 16 giugno il provvedimento sul Comparto K non è stato neppure discusso. Eppure, precedentemente, la maggioranza aveva addirittura chiesto informalmente all'opposizione di anticiparne la trattazione.
Una richiesta irricevibile e politicamente surreale per due semplici ragioni:
- Nel momento in cui la maggioranza formulava tale richiesta, di fatto non aveva neanche i numeri per approvare 3 importanti variazioni di bilancio (su una delle quali il Collegio dei Revisori dei Conti aveva espresso delle riserve) poste prima del Comparto K. Chi era assente? La Consigliera Angela Bruni, capogruppo del PD e lo stesso Presidente Michele Scardigno, anch'esso del PD.
- nel fascicolo della proposta di delibera del comparto k, mancavano i prescritti obbligatori pareri degli uffici competenti, nonostante le espresse richieste formulate in Commissione e successivamente ribadite con nota formale indirizzata al Presidente del Consiglio e ai dirigenti comunali.
Come si può inserire all'ordine del giorno un provvedimento incompleto sotto il profilo istruttorio?
Le norme parlano chiaro.
L'articolo 49 del Decreto Legislativo n. 267/2000 prevede l'obbligatorietà dei pareri di regolarità tecnica e contabile sulle proposte di deliberazione.
L'articolo 42 del medesimo decreto disciplina le competenze del Consiglio Comunale, che può deliberare solo sulla base di atti correttamente istruiti.
Lo Statuto Comunale, all'articolo 18, e il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, all'articolo 11, comma 4, impongono che la documentazione necessaria sia regolarmente inserita nel fascicolo messo a disposizione dei consiglieri.
Siamo dunque di fronte all'ennesima violazione delle regole da parte di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe esserne il primo garante.
Una coincidenza che politicamente si commenta da sola.
Il Presidente del Consiglio Comunale dovrebbe garantire il rispetto delle norme, la correttezza delle procedure e i diritti di tutti i consiglieri. Invece assistiamo ormai sistematicamente a comportamenti che mortificano il ruolo dell'istituzione consiliare e compromettono la credibilità del ruolo del Presidente del Consiglio.
Sul Comparto K qualcuno continua a prendere tempo.
Noi continueremo a pretendere il rispetto delle regole, della legge e della dignità delle istituzioni.»


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