Nove quintali di felicità: il Calzone gigante incorona il Carnevale ruvese

In piazza, prima del maltempo, Ruvo di Puglia celebra la sua tradizione più profumata tra sponsali, acciughe e spirito di squadra

mercoledì 18 febbraio 2026
A cura di Teresa Fiore
Lunedì sera, sotto un cielo che minacciava pioggia ma ha concesso una tregua provvidenziale, la piazza di Ruvo di Puglia si è trasformata in un teatro di profumi, risate e forni ardenti.
A chiudere in bellezza il Carnevale di Ruvo di Puglia è stato lui, la regina indiscussa della tradizione gastronomica locale, il calzone ruvese.

Un pilastro identitario. E quest'anno lo è stato più che mai; nove quintali di pura bontà, lavorati, farciti e sfornati con una dedizione che sa di festa vera. Il risultato? Il Calzone più lungo di Puglia, un serpentone dorato e fragrante che ha acceso l'entusiasmo di un'intera comunità.

Il segreto del suo successo è tutto nell'equilibrio dei contrasti. La dolcezza avvolgente degli sponsali, che incontra il carattere deciso delle acciughe salate e delle olive nere, mentre una generosa manciata di spaghetti – ben 12 chili – si lascia abbracciare dall'olio extravergine delle campagne ruvesi. A completare l'opera, l'involucro friabile appena sfornato, che al primo morso regala quel suono croccante capace di mettere d'accordo tutti.

I numeri raccontano l'impresa: 300 chilogrammi di sponsali puliti con pazienza certosina, 10 kg di olive nere denocciolate, 8 kg di filetti di acciughe, 15 litri di olio EVO. Una lista della spesa che farebbe impallidire qualsiasi cucina domestica, ma che al Panificio Cascione è diventata materia di festa.

L'iniziativa, promossa dagli chef aderenti alla E.A.T. Confcommercio, ha visto una straordinaria sinergia tra le attività locali: U Vekkje Furne, FreeState, Panificio Cascione, Il Capriccio, Deliziamoci, American Bar e Agostino, insieme a tutti i collaboratori coinvolti. Determinante la disponibilità della famiglia Cascione e l'impegno instancabile di Vincenzo e Tina Caldarola, veri direttori d'orchestra di una macchina organizzativa impeccabile.

Dentro il laboratorio, tra farina e grembiuli c'era entusiasmo, esperienza, spirito di squadra. Fuori, in piazza, la città intera ha risposto con calore, tra applausi e file ordinate di cittadini pronti a gustare la propria fetta di tradizione.

E così, prima che il maltempo potesse dire la sua, Ruvo di Puglia ha scritto un'altra pagina fragrante della sua storia. Con le mani infarinate, il sorriso sulle labbra e il profumo del calzone nell'aria.