Quarantore al Carmine
Quarantore al Carmine
Vita di città

Storia Viva - Le Quarantore al Carmine a Ruvo, rimedio contro le intemperanze di Carnevale

Un’antica pratica di adorazione e riparazione che dal Seicento accompagna la città verso la Quaresima

A Ruvo di Puglia, negli ultimi giorni di Carnevale, mentre la città è attraversata da feste, maschere e rituali popolari, si rinnova un appuntamento di segno opposto ma complementare: le solenni Quarantore nella Chiesa del Carmine, dedicate all'esposizione e all'adorazione del Santissimo Sacramento.

Si tratta di una tradizione antica e profondamente radicata, che affonda le sue origini nella Oratio quadraginta horarum, la preghiera delle quaranta ore con cui si onora Gesù Cristo nel tempo simbolico in cui, secondo la tradizione cristiana, giacque nel sepolcro tra la morte e la Risurrezione. Questa pratica di adorazione eucaristica, diffusasi in modo particolare tra XVI e XVII secolo anche grazie all'opera dei Gesuiti, assunse una valenza non solo devozionale ma anche morale e sociale.

Proprio nel XVII secolo, infatti, le Quarantore furono introdotte in molte città nei tre giorni precedenti il Mercoledì delle Ceneri, con l'intento di offrire un contrappeso spirituale alle eccessive licenze carnevalesche. Preghiera, silenzio e adorazione diventavano così un invito alla riflessione e alla conversione, preparando i fedeli all'ingresso nel tempo penitenziale della Quaresima.
Anche a Ruvo questa pratica trovò accoglienza e stabilità. Nella Chiesa del Carmine le Quarantore si celebravano già nel Seicento durante la Domenica di Quinquagesima — l'ultima del tempo di Carnevale — e nei due giorni successivi. A darne puntuale testimonianza sono le Regole della Congregazione dell'Oratorio di Santa Maria del Carmine, oggi Arciconfraternita del Carmine, approvate il 14 settembre 1675 da papa Clemente X.

Le Regole, intrise della spiritualità gesuitica che promuoveva con forza questo rito, disciplinavano la vita confraternale e stabilivano con precisione tempi e finalità dell'adorazione:
"Si farà due volte l'anno l'orazione delle Quarant'ore […] l'altra volta sarà la Domenica della Quinquagesima, acciò alcuna persona […] si levi da qualche scandalo, che potria succedere, in quelli estremi giorni di Carnevale, e pregare il Signore, che riduca il peccatore alla conversione, e si faccia buono cristiano."
L'intento era esplicito: sottrarre anime agli eccessi degli ultimi giorni carnevaleschi, orientandole verso la penitenza e il raccoglimento. Le stesse Regole affidavano agli Officiali della Congrega — in carica per sei mesi — il compito di curare con sollecitudine l'organizzazione del rito. In particolare, il Prefetto aveva l'onere di vigilare sulla corretta celebrazione dell'orazione delle Quarantore.

La partecipazione all'adorazione non aveva solo valore spirituale, ma comportava anche benefici indulgentiari. La Platea dell'Arciconfraternita ricorda che i confratelli che visitavano la chiesa nella Domenica di Quinquagesima potevano lucrare un'indulgenza settennale, equiparata a quella concessa in altre importanti festività, come san Marco, la Madonna del Carmine, l'Angelo Custode e san Vito.

La rilevanza cittadina della pratica è attestata anche da altre realtà confraternali. Le Regole della Confraternita della Purificazione – Addolorata, fondata nel 1719 dal gesuita Domenico Bruno, prevedevano che, nella stessa domenica, i confratelli si recassero processionalmente al Carmine per rendere omaggio al Santissimo esposto, segno di una devozione condivisa e partecipata.

Di grande pregio è anche l'apparato liturgico legato al rito. L'ostensorio tuttora utilizzato per l'esposizione risale agli inizi del Settecento ed è opera dell'argentiere napoletano Cristofaro Mellino. Le fonti documentano inoltre un esemplare ancora più antico, acquistato a Napoli nel 1617 per quaranta ducati, a testimonianza della lunga continuità della devozione eucaristica nella chiesa carmelitana.

Ancora oggi, dunque, negli ultimi giorni di Carnevale, mentre la città celebra tra suoni e colori la simbolica morte di Mbà Biose, recentissima maschera che ha variato l'identità del Carnevale ruvese, in passato affidata all'indimenticabile Mbà Rocchetidde, la Chiesa del Carmine custodisce uno spazio diverso: un baluardo di silenzio, luce e meditazione.

Due anime della stessa comunità convivono così nello stesso tempo: la festa e la penitenza, l'euforia e il raccoglimento, in un equilibrio antico che continua a raccontare la profondità della storia religiosa e culturale di Ruvo di Puglia.

Fonti: F. Di Palo, Passione e Morte. La storia, i suoni, le immagini della Settimana Santa a Ruvo di Puglia, Fasano, 1994; La chiesa e l'Arciconfraternita del Carmine a Ruvo di Puglia, a cura di C. Bucci, Terlizzi, 2013, F. Di Palo, La Chiesa e il Convento del Santissimo Rosario (S. Domenico) a Ruvo, Fasano, 1998.
Altri contenuti a tema
Storia Viva - Il contributo di due ruvesi all'evoluzione del Carro Trionfale di Terlizzi nell'Ottocento Storia Viva - Il contributo di due ruvesi all'evoluzione del Carro Trionfale di Terlizzi nell'Ottocento Giuseppe Villari e Michele Pellegrini vincono la gara per la costruzione della macchina da festa, prima dell'edizione definitiva del de Napoli
Storia Viva - Dall’ambulatorio ai flutti: come la prescrizione del medico ruvese Cotugno inventò la scienza del nuoto Storia Viva - Dall’ambulatorio ai flutti: come la prescrizione del medico ruvese Cotugno inventò la scienza del nuoto In pieno Illuminismo, una grave crisi di salute portò il canonico pugliese Oronzo De Bernardi a scrivere il primo trattato scientifico sull'arte del galleggiamento.
Storia Viva - L'Arciconfraternita del Carmine, il più antico sodalizio ruvese Storia Viva - L'Arciconfraternita del Carmine, il più antico sodalizio ruvese Dal 1604 a oggi, una storia di fede e arte che continua a raccontare l'identità di una comunità
Storia Viva - Il filo della memoria in via Rogliosa, la storia dietro l’icona della Madonna Storia Viva - Il filo della memoria in via Rogliosa, la storia dietro l’icona della Madonna Storia e origini della Vergine col Bambino di via Rogliosa, fedele riproduzione di un capolavoro del XVI secolo
Storia Viva - Quando le nozze finivano sui quotidiani. Il matrimonio Spada–Marini d'Armenia nel 1908 Storia Viva - Quando le nozze finivano sui quotidiani. Il matrimonio Spada–Marini d'Armenia nel 1908 La cronaca pubblicata il 23 aprile 1908 offre uno straordinario spaccato della società ruvese di inizio Novecento
Storia Viva - Francesco Caldarola, il generale col camice e la sua guerra per salvare la vita nelle trincee e nel gelo di Russia Storia Viva - Francesco Caldarola, il generale col camice e la sua guerra per salvare la vita nelle trincee e nel gelo di Russia Dietro il nome di una via a Ruvo di Puglia, la storia straordinaria di un medico militare
Storia Viva - Nicola Boccuzzi, l'eroe ruvese dei "due mondi" della Medicina Storia Viva - Nicola Boccuzzi, l'eroe ruvese dei "due mondi" della Medicina La vita straordinaria di un medico da Ruvo di Puglia all'Argentina
Storia Viva - C'era una volta l'Ottavario del Corpus Domini a Ruvo di Puglia... Storia Viva - C'era una volta l'Ottavario del Corpus Domini a Ruvo di Puglia... Tradizioni dimenticate nella festa principale dell'interno anno
© 2001-2026 RuvoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
RuvoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.