Rifiuti sul sagrato di Santa Lucia, l’appello della parrocchia alla responsabilità civile

Bivacchi serali e rifiuti abbandonati davanti alla chiesa di Ruvo di Puglia

lunedì 24 agosto 2026
A cura di Teresa Fiore
Un problema di decoro, ma soprattutto una questione di responsabilità e di coscienza. La Parrocchia Santa Lucia di Ruvo di Puglia torna a denunciare, attraverso un post sui social, l'abbandono di rifiuti sul sagrato della chiesa, utilizzato da tempo come luogo di bivacchi serali.

Bottiglie, cartacce e altri rifiuti vengono spesso lasciati sul posto, costringendo la comunità parrocchiale a intervenire per ripulire l'area. Una situazione che, come sottolineato nel post, non sarebbe occasionale e che in alcuni casi avrebbe visto quantità di rifiuti persino superiori a quelle documentate nelle fotografie.

Il tema, però, va oltre il semplice decoro. La riflessione proposta dalla parrocchia parte dal significato più ampio della parola politica, intesa come cura della polis, della città e della vita comune. «Il modo in cui trattiamo una strada, un marciapiede o uno spazio pubblico racconta il nostro modo di stare insieme», è il senso del messaggio.

Il sagrato, pur essendo uno spazio privato e sacro, rappresenta anche un luogo di incontro e socializzazione. Da qui l'invito al rispetto e alla responsabilità individuale. Telecamere, cartelli, controlli e sanzioni possono essere strumenti necessari, ma non sufficienti. «Arriverà comunque sempre un momento in cui una persona rimarrà sola davanti alla propria scelta. Lì nessuno può sostituirsi alla coscienza», scrive la parrocchia.

Nel richiamare anche le parole di Papa Francesco e il principio secondo cui «tutto è collegato», la comunità di Santa Lucia punta l'attenzione sulle conseguenze dei comportamenti quotidiani: ciò che un singolo fa non resta confinato alla propria sfera, ma ricade inevitabilmente sugli altri.

E proprio qui si concentra il passaggio più significativo dell'appello, l'idea, ancora troppo diffusa, che «tanto qualcuno pulirà». Un problema creato da uno diventa così il lavoro di un altro. «Solo che, alla fine, quell'altro siamo tutti noi».

Un messaggio rivolto all'intera comunità, accompagnato dal ringraziamento agli operatori di Sanb Ruvo di Puglia: la cura dei luoghi condivisi non dipende soltanto da controlli e sanzioni, ma dalla capacità di ciascuno di riconoscere che il rispetto per gli spazi comuni è, prima di tutto, rispetto per gli altri.