
Religioni
“Camminando incontro al Cristo Risorto”: il pellegrinaggio che diventa speranza
I ragazzi della catechesi della Parrocchia Cattedrale concludono l’anno pastorale con una visita alla comunità C.A.S.A.
Ruvo - lunedì 25 maggio 2026
Un'esperienza che ha trasformato il cammino in incontro e la fede in vita vissuta. Qualche giorno fa i ragazzi della catechesi della Parrocchia Cattedrale di Ruvo di Puglia hanno vissuto "Camminando incontro al Cristo Risorto", un pellegrinaggio speciale che ha scelto di uscire dagli spazi abituali per mettersi in cammino verso l'altro.
Con ancora negli occhi e nel cuore la luce della Pasqua e la gioia del Cristo risorto, il gruppo ha raggiunto la comunità C.A.S.A., realtà fondata dal Venerabile Don Tonino Bello, luogo che da anni rappresenta accoglienza, cura e possibilità di ricominciare.
Un percorso a piedi, ma soprattutto un viaggio umano e spirituale. I ragazzi hanno lasciato per qualche ora la quotidianità per entrare in contatto con altre storie, altri volti, altre esperienze. Ad accoglierli non soltanto una destinazione, ma persone che hanno scelto di intraprendere percorsi di cambiamento e di affidarsi a nuove possibilità di vita.
A raccontare il senso dell'esperienza sono le parole condivise dagli organizzatori: «Abbiamo messo nello zaino del nostro gruppo la gioia di seguire Gesù e la voglia di essere luce del mondo e sale della terra; abbiamo afferrato la corda della salvezza e, a piedi, ci siamo lasciati guidare da chi ci ama verso la nostra meta, per conoscere altre persone che hanno deciso di afferrare quella stessa corda e lasciarsi accompagnare verso una vita migliore».
Un'immagine intensa e simbolica che restituisce il valore educativo dell'iniziativa: il cammino come scelta, lo zaino come bagaglio di esperienze, la corda come legame che sostiene e conduce.
Per i ragazzi della catechesi questo pellegrinaggio è diventato così una lezione diversa da tutte le altre, una catechesi fatta di ascolto, di presenza e di incontri, in cui il messaggio evangelico ha assunto il volto reale delle persone.
Un grazie speciale è stato rivolto ai giovani animatori, ai catechisti e alle catechiste, ai genitori e ai volontari che hanno scelto di condividere il percorso e accompagnare i ragazzi in questa esperienza.
Perché, a volte, il modo più bello per annunciare il Cristo Risorto non è fermarsi a parlarne, ma mettersi in cammino insieme.
Con ancora negli occhi e nel cuore la luce della Pasqua e la gioia del Cristo risorto, il gruppo ha raggiunto la comunità C.A.S.A., realtà fondata dal Venerabile Don Tonino Bello, luogo che da anni rappresenta accoglienza, cura e possibilità di ricominciare.
Un percorso a piedi, ma soprattutto un viaggio umano e spirituale. I ragazzi hanno lasciato per qualche ora la quotidianità per entrare in contatto con altre storie, altri volti, altre esperienze. Ad accoglierli non soltanto una destinazione, ma persone che hanno scelto di intraprendere percorsi di cambiamento e di affidarsi a nuove possibilità di vita.
A raccontare il senso dell'esperienza sono le parole condivise dagli organizzatori: «Abbiamo messo nello zaino del nostro gruppo la gioia di seguire Gesù e la voglia di essere luce del mondo e sale della terra; abbiamo afferrato la corda della salvezza e, a piedi, ci siamo lasciati guidare da chi ci ama verso la nostra meta, per conoscere altre persone che hanno deciso di afferrare quella stessa corda e lasciarsi accompagnare verso una vita migliore».
Un'immagine intensa e simbolica che restituisce il valore educativo dell'iniziativa: il cammino come scelta, lo zaino come bagaglio di esperienze, la corda come legame che sostiene e conduce.
Per i ragazzi della catechesi questo pellegrinaggio è diventato così una lezione diversa da tutte le altre, una catechesi fatta di ascolto, di presenza e di incontri, in cui il messaggio evangelico ha assunto il volto reale delle persone.
Un grazie speciale è stato rivolto ai giovani animatori, ai catechisti e alle catechiste, ai genitori e ai volontari che hanno scelto di condividere il percorso e accompagnare i ragazzi in questa esperienza.
Perché, a volte, il modo più bello per annunciare il Cristo Risorto non è fermarsi a parlarne, ma mettersi in cammino insieme.


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