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Chiusi i Punti di Primo Intervento

Si salva soltanto quello di Bitonto nella provincia

Porte chiuse da quest'oggi per i Punti di Primo Intervento Territoriale di tutta la provincia di Bari, ad esclusione di quello di Bitonto che è l'unico a rispettare il parametro imposto dalla ASL per salvare questo importante presidio sanitario cittadino: l'esecuzione di almeno 6mila interventi in un anno.

A farne le spese saranno i comuni di Casamassima, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Grumo Appula, Locorotondo, Noci, Ruvo di Puglia e Santeramo dove, da domani, sarà meglio evitare di stare male.

«Facendo seguito all'ultima conferenza dei sindaci, tenutasi il 20/12/17 – si legge nella comunicazione della dirigenza ASL inviata sabato ai sindaci delle città coinvolte – si evidenza la oramai non più rinviabile necessità di riconvertire i PPIT che fino ad oggi sono stati mantenuti attivi con enormi disagi assistenziali».

«A partire dal primo semestre 2017 – spiegano ancora dalla ASL - tutti i PPIT, fatta eccezione per quello di Bitonto che ha un numero di accessi/anno superiore ai 6mila, sono stati riconvertiti da H24 ad H12, al fine di verificare l'impatto che tale prima riorganizzazione avrebbe potuto avere sui livelli di assistenza alla popolazione».

Secondo i dirigenti dell'Azienda il mantenimento dei PPIT determinerebbe «un costante ricorso alla demedicalizzazione del SET 118, al fine di consentire la copertura dei turni di servizio dei medici dei PPIT. Tale modello organizzativo comporta una pericolosa scopertura delle Postazioni Mobili Medicalizzate su tutto il territorio di riferimento poiché non è più garantita l'assistenza nei tempi prestabiliti per gli interventi di emergenza/urgenza».

Il futuro dell'assistenza sanitaria, insomma, a sentire i vertici ASL, saranno le autoambulanze per quei territori lontani dagli ospedali di riferimento.
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