Beato Giacomo
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Vita di città

Storia Viva - Una immagine affrescata del Beato Giacomo da Bitetto a Ruvo di Puglia

Nel chiostro dell'ex convento francescano memoria visiva di un culto

Tra le arcate del chiostro dell'ex Convento francescano di Sant'Angelo a Ruvo di Puglia — oggi sede della RSA Maria Maddalena Spada — si cela un piccolo dettaglio artistico che racconta una storia di straordinaria tenerezza. Un medaglione affrescato cattura immediatamente lo sguardo: ritrae un frate dal volto sereno che stringe al petto una piccola lepre. È Giacomo Varingez, meglio noto come il Beato Giacomo da Bitetto.

L'affresco ruvese rappresenta una sintesi perfetta della spiritualità francescana che ha permeato la terra di Bari per secoli. Giacomo, giunto dalla Dalmazia nel XV secolo, scelse la Puglia come sua casa, portando con sé un messaggio di umiltà e amore per ogni creatura vivente.

In questo specifico dipinto, a differenza di altre iconografie dove l'animale è semplicemente ai suoi piedi, il Beato solleva e culla la lepre, sottolineando un rapporto di protezione quasi paterno.

L'immagine affonda le radici in un episodio celebre della vita del Beato. Si narra che una lepre, inseguita dai cacciatori, trovò scampo proprio rifugiandosi sotto il saio di Fra Giacomo. Il frate non solo protesse la creatura, ma riuscì ad ammansire i cani e a convincere i cacciatori a desistere dalla loro preda.
È un'immagine di "fratellanza universale" ante litteram: un momento in cui l'uomo smette di essere predatore per farsi custode del creato.

La presenza di questo affresco nel chiostro di Ruvo testimonia quanto il culto del frate fosse radicato e amato in tutta la regione già poco dopo la sua morte (avvenuta nel 1496). Da segnalare, inoltre, la donazione nel 1587 da parte di Francesco Carafa, marchese di Bitetto e figlio del conte di Ruvo Fabrizio, della prima urna in legno di abate per la pubblica ostensione del corpo del Santo. L'urna, poi sostituita con altre, è oggi conservata nel Museo del Santuario.

La memoria liturgica del Beato Giacomo si celebra ogni anno il 27 aprile. È questo il giorno in cui i fedeli venerano il suo corpo rimasto prodigiosamente incorrotto (custodito nel Santuario di Bitetto) e la sua capacità di parlare al cuore degli uomini e degli animali, ricordandoci che la vera forza risiede nella mitezza.

Si ringrazia per la notizia sull'urna Cleto Bucci.
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