
Eventi e cultura
La luce risana la ferita del Petruzzelli: con il ruvese Leandro Summo rinasce la cupola di Armenise
Grazie all’arte digitale del visual artist di Ruvo di Puglia, i celebri affreschi distrutti nel rogo del 1991 tornano a splendere nella volta del politeama barese
Ruvo - mercoledì 23 settembre 2026
C'è voluta la luce immateriale dei pixel per compiere quello che per oltre tre decenni era sembrato un miracolo impossibile, quello di restituire al Teatro Petruzzelli lo sguardo del suo cielo originario.
Da oggi, alzare gli occhi verso la monumentale cupola del politeama barese non significa più contemplare il bianco austero scelto all'indomani della ricostruzione per non falsificare la storia, ma immergersi di nuovo nei colori, nelle linee e nel pathos dell'opera di Raffaele Armenise.
A firmare questa rinascita è l'artista visivo ruvese Leandro Summo, artefice di una sofisticata installazione artistica digitale che rimette in dialogo il patrimonio perduto con le più avanzate frontiere tecnologiche.
Al centro dell'intervento ci sono i celebri Ludi circensi antichi e moderni, il grandioso ciclo pittorico che Armenise concepì per i quattro spicchi della volta: Il Carro di Tespi, La Corsa Romana, La Corrida e Il Torneo Medievale. Capolavori che la sorte volle restaurati appena un anno prima di quella drammatica notte del 27 ottobre 1991, quando le fiamme divorarono la cupola polverizzandone le decorazioni.
Rielaborati e calibrati da Summo per un impianto di videoproiettori ad altissima definizione, gli affreschi tornano a vestire la pietra con precisione millimetrica. L'operazione non si limita a una proiezione documentaria, ma rappresenta un'esperienza pensata per colmare il vuoto generazionale di chi, nato dopo il rogo, quegli affreschi ha potuto solo immaginarli.
L'opera è stata presentata nel cuore della sala alla presenza del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi, del sindaco di Bari e presidente della Fondazione, Vito Leccese, e dello stesso artista ruvese.
Carusi ha definito l'opera senza mezzi termini «un meraviglioso portale della fantasia», cogliendo l'occasione per una riflessione profonda sul ruolo etico dell'innovazione contemporanea:
«La tecnica e la tecnologia sono mezzi, non sono buone o cattive per nascita, ma per il loro uso. È per questo che al loro sviluppo massimo deve corrispondere la più straordinaria cultura, che metta l'uomo nelle condizioni di trarne i quasi miracolosi benefici molto più che subirne il prepotente imperio. Il Petruzzelli, con questa novità, ce ne ricorda l'importanza futura mentre riscopre tutta la bellezza del suo passato».
Ma il progetto non esaurisce la sua forza nel pur prezioso esercizio di memoria storica. La cupola dinamica ideata con Summo si candida a diventare un vero e proprio strumento scenico permanente per le future stagioni operistiche.
A rimarcarlo è stato il primo cittadino Vito Leccese, sottolineando come il Petruzzelli si confermi crocevia dove la vocazione lirica tradizionale accoglie i linguaggi visivi contemporanei: «Oltre a far apprezzare a tutti, soprattutto alle giovani generazioni, la bellezza di quell'affresco seppur in forma virtuale, c'è un elemento di assoluta novità: questo sistema offrirà ai registi a cui saranno affidate le opere uno spazio scenografico inedito, capace di rendere gli allestimenti ancora più suggestivi».
Per la Puglia, e in particolare per Ruvo di Puglia — terra che ancora una volta si distingue per il talento e la ricerca dei suoi creativi —, la firma di Leandro Summo sul soffitto del teatro simbolo della regione segna un traguardo di altissimo profilo; la dimostrazione che l'arte digitale, quando guidata da rigore filologico e sensibilità poetica, non cancella il passato, ma gli dona una nuova, vibrante eternità.
Da oggi, alzare gli occhi verso la monumentale cupola del politeama barese non significa più contemplare il bianco austero scelto all'indomani della ricostruzione per non falsificare la storia, ma immergersi di nuovo nei colori, nelle linee e nel pathos dell'opera di Raffaele Armenise.
A firmare questa rinascita è l'artista visivo ruvese Leandro Summo, artefice di una sofisticata installazione artistica digitale che rimette in dialogo il patrimonio perduto con le più avanzate frontiere tecnologiche.
Al centro dell'intervento ci sono i celebri Ludi circensi antichi e moderni, il grandioso ciclo pittorico che Armenise concepì per i quattro spicchi della volta: Il Carro di Tespi, La Corsa Romana, La Corrida e Il Torneo Medievale. Capolavori che la sorte volle restaurati appena un anno prima di quella drammatica notte del 27 ottobre 1991, quando le fiamme divorarono la cupola polverizzandone le decorazioni.
Rielaborati e calibrati da Summo per un impianto di videoproiettori ad altissima definizione, gli affreschi tornano a vestire la pietra con precisione millimetrica. L'operazione non si limita a una proiezione documentaria, ma rappresenta un'esperienza pensata per colmare il vuoto generazionale di chi, nato dopo il rogo, quegli affreschi ha potuto solo immaginarli.
L'opera è stata presentata nel cuore della sala alla presenza del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi, del sindaco di Bari e presidente della Fondazione, Vito Leccese, e dello stesso artista ruvese.
Carusi ha definito l'opera senza mezzi termini «un meraviglioso portale della fantasia», cogliendo l'occasione per una riflessione profonda sul ruolo etico dell'innovazione contemporanea:
«La tecnica e la tecnologia sono mezzi, non sono buone o cattive per nascita, ma per il loro uso. È per questo che al loro sviluppo massimo deve corrispondere la più straordinaria cultura, che metta l'uomo nelle condizioni di trarne i quasi miracolosi benefici molto più che subirne il prepotente imperio. Il Petruzzelli, con questa novità, ce ne ricorda l'importanza futura mentre riscopre tutta la bellezza del suo passato».
Ma il progetto non esaurisce la sua forza nel pur prezioso esercizio di memoria storica. La cupola dinamica ideata con Summo si candida a diventare un vero e proprio strumento scenico permanente per le future stagioni operistiche.
A rimarcarlo è stato il primo cittadino Vito Leccese, sottolineando come il Petruzzelli si confermi crocevia dove la vocazione lirica tradizionale accoglie i linguaggi visivi contemporanei: «Oltre a far apprezzare a tutti, soprattutto alle giovani generazioni, la bellezza di quell'affresco seppur in forma virtuale, c'è un elemento di assoluta novità: questo sistema offrirà ai registi a cui saranno affidate le opere uno spazio scenografico inedito, capace di rendere gli allestimenti ancora più suggestivi».
Per la Puglia, e in particolare per Ruvo di Puglia — terra che ancora una volta si distingue per il talento e la ricerca dei suoi creativi —, la firma di Leandro Summo sul soffitto del teatro simbolo della regione segna un traguardo di altissimo profilo; la dimostrazione che l'arte digitale, quando guidata da rigore filologico e sensibilità poetica, non cancella il passato, ma gli dona una nuova, vibrante eternità.

.jpg)
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Ruvo 

.jpg)
.jpg)
.jpg)


j.jpg)