j.jpg)
Attualità
Olio, la crisi bussa alla porta di Ruvo: assemblea cittadina per salvare l’olivicoltura
Al Liceo Scientifico l’incontro promosso dal Comune
Ruvo - giovedì 15 ottobre 2026
10.09
Prezzi crollati, costi alle stelle, magazzini pieni di olio invenduto e un intero territorio che teme per il proprio futuro. Mercoledì 14 ottobre, nell'Auditorium "Orazio Tedone" del Liceo Scientifico, produttori, frantoiani, rappresentanti delle associazioni e istituzioni si sono ritrovati attorno a un tavolo per lanciare un messaggio chiaro: l'olivicoltura non può essere lasciata sola.
L'incontro, promosso dall'Amministrazione Comunale su richiesta delle associazioni di settore, nasce dalla volontà di dare seguito alle recenti mobilitazioni degli agricoltori e al percorso di confronto avviato nei giorni scorsi tra produttori, associazioni di categoria e amministrazioni locali.
All'appuntamento hanno partecipato le associazioni del comparto olivicolo, il sindaco Pasquale Chieco, Benedetto Fracchiolla, coordinatore responsabile di "Orgoglio Olivicolo", l'avvocato Francesco Losito e il dottor Gianni Porcelli.
Il Comune: «Siamo accanto agli agricoltori»
Su ruolo delle istituzioni locali si è soffermata l'assessora all'agricoltura, Emanuela Caifasso, che ha rivendicato la scelta dell'amministrazione di schierarsi al fianco dei produttori. «Questa è un'assemblea richiesta dagli agricoltori a cui noi abbiamo deciso di stare al fianco perché c'è una grave crisi che sta colpendo l'agricoltura», ha dichiarato.
Caifasso ha ricordato il peso del settore sul territorio: «Ruvo è agricola, contiamo oltre 700 realtà di produzione agricola». Una crisi, ha sottolineato, che non riguarda solo le aziende ma anche i braccianti: «Colpirà a livello sociale, perché anche i semplici lavoratori che non potranno più accedere al lavoro non potranno più sopperire alle necessità delle loro famiglie». A pesare, ha aggiunto, anche l'aumento dei carburanti, che sta "massacrando" l'intero comparto. Da qui la richiesta di un intervento a livello governativo.Chieco: «Oltre il 60% dell'agro è uliveto»
Sulla stessa linea il sindaco Pasquale Chieco, che ha messo in fila i numeri dell'emergenza. «Per la città si tratta di un comparto essenziale della nostra economia», ha spiegato, ricordando che oltre il 60% della superficie dell'agro ruvese è coltivata a uliveto, con una produzione di oltre 120 quintali l'anno.
Quest'anno, però, i risultati economici attesi dalle imprese registrano un calo di oltre il 50%. «Siamo di fronte a un abbattimento impressionante dal punto di vista economico delle imprese, che si riversano sul tessuto economico della città», ha affermato il primo cittadino. L'Amministrazione ha già partecipato agli incontri istituzionali e alle manifestazioni a sostegno degli olivicoltori, condividendo la necessità di interventi urgenti, straordinari ed efficaci da parte del Governo.
Porcelli: «Non era un problema di prezzi, ma un blocco di mercato»
Tra gli interventi anche quello di Gianni Porcelli, che ha offerto una lettura approfondita di quanto accaduto sui mercati. Già a maggio, ha spiegato, il problema non era legato ai prezzi ma a un «inspiegabile blocco di mercato». Si sarebbe venduto olio di basso prezzo conservando quello di qualità, fino a quando il calo dei prezzi ha costretto cooperative e frantoi a vendere.
Il bilancio è pesante: il sistema avrebbe perso 150 milioni di euro. Nel dettaglio, un frantoio o una cooperativa che ha perso due euro e cinquanta al chilo si ritrova con perdite superiori ai 3 milioni di euro. Porcelli ha inoltre ricordato come il 50% dell'olio italiano sia di origine pugliese, a testimonianza del ruolo strategico della regione.
Le richieste: bolla elettronica e stop all'olio tunisino
Sul fronte delle soluzioni, Porcelli ha illustrato il documento firmato dagli assessori all'agricoltura di quattro Regioni: Campania, Sicilia, Basilicata e Calabria. Tra le richieste, l'attivazione della "bolla elettronica" e l'adozione anche per l'olio del sistema già esistente nel settore vinicolo, noto come MVV, per garantire maggiore tracciabilità e trasparenza.
Resta intanto aperta la questione delle importazioni: dalla Tunisia sono state importate a dazio zero 120mila tonnellate di olio, un dato che, secondo gli operatori, ha contribuito ad appesantire un mercato già in sofferenza.
Una posizione comune per il futuro
L'assemblea si è chiusa con l'impegno a rafforzare una posizione condivisa a sostegno dell'olivicoltura, attività fondamentale non soltanto per l'economia locale, ma anche per l'identità, il paesaggio e la tenuta sociale del territorio. Ora la palla passa al Governo: gli olivicoltori attendono risposte concrete, prima che la crisi si trasformi in un'emergenza irreversibile.
L'incontro, promosso dall'Amministrazione Comunale su richiesta delle associazioni di settore, nasce dalla volontà di dare seguito alle recenti mobilitazioni degli agricoltori e al percorso di confronto avviato nei giorni scorsi tra produttori, associazioni di categoria e amministrazioni locali.
All'appuntamento hanno partecipato le associazioni del comparto olivicolo, il sindaco Pasquale Chieco, Benedetto Fracchiolla, coordinatore responsabile di "Orgoglio Olivicolo", l'avvocato Francesco Losito e il dottor Gianni Porcelli.
Il Comune: «Siamo accanto agli agricoltori»
Su ruolo delle istituzioni locali si è soffermata l'assessora all'agricoltura, Emanuela Caifasso, che ha rivendicato la scelta dell'amministrazione di schierarsi al fianco dei produttori. «Questa è un'assemblea richiesta dagli agricoltori a cui noi abbiamo deciso di stare al fianco perché c'è una grave crisi che sta colpendo l'agricoltura», ha dichiarato.
Caifasso ha ricordato il peso del settore sul territorio: «Ruvo è agricola, contiamo oltre 700 realtà di produzione agricola». Una crisi, ha sottolineato, che non riguarda solo le aziende ma anche i braccianti: «Colpirà a livello sociale, perché anche i semplici lavoratori che non potranno più accedere al lavoro non potranno più sopperire alle necessità delle loro famiglie». A pesare, ha aggiunto, anche l'aumento dei carburanti, che sta "massacrando" l'intero comparto. Da qui la richiesta di un intervento a livello governativo.Chieco: «Oltre il 60% dell'agro è uliveto»
Sulla stessa linea il sindaco Pasquale Chieco, che ha messo in fila i numeri dell'emergenza. «Per la città si tratta di un comparto essenziale della nostra economia», ha spiegato, ricordando che oltre il 60% della superficie dell'agro ruvese è coltivata a uliveto, con una produzione di oltre 120 quintali l'anno.
Quest'anno, però, i risultati economici attesi dalle imprese registrano un calo di oltre il 50%. «Siamo di fronte a un abbattimento impressionante dal punto di vista economico delle imprese, che si riversano sul tessuto economico della città», ha affermato il primo cittadino. L'Amministrazione ha già partecipato agli incontri istituzionali e alle manifestazioni a sostegno degli olivicoltori, condividendo la necessità di interventi urgenti, straordinari ed efficaci da parte del Governo.
Porcelli: «Non era un problema di prezzi, ma un blocco di mercato»
Tra gli interventi anche quello di Gianni Porcelli, che ha offerto una lettura approfondita di quanto accaduto sui mercati. Già a maggio, ha spiegato, il problema non era legato ai prezzi ma a un «inspiegabile blocco di mercato». Si sarebbe venduto olio di basso prezzo conservando quello di qualità, fino a quando il calo dei prezzi ha costretto cooperative e frantoi a vendere.
Il bilancio è pesante: il sistema avrebbe perso 150 milioni di euro. Nel dettaglio, un frantoio o una cooperativa che ha perso due euro e cinquanta al chilo si ritrova con perdite superiori ai 3 milioni di euro. Porcelli ha inoltre ricordato come il 50% dell'olio italiano sia di origine pugliese, a testimonianza del ruolo strategico della regione.
Le richieste: bolla elettronica e stop all'olio tunisino
Sul fronte delle soluzioni, Porcelli ha illustrato il documento firmato dagli assessori all'agricoltura di quattro Regioni: Campania, Sicilia, Basilicata e Calabria. Tra le richieste, l'attivazione della "bolla elettronica" e l'adozione anche per l'olio del sistema già esistente nel settore vinicolo, noto come MVV, per garantire maggiore tracciabilità e trasparenza.
Resta intanto aperta la questione delle importazioni: dalla Tunisia sono state importate a dazio zero 120mila tonnellate di olio, un dato che, secondo gli operatori, ha contribuito ad appesantire un mercato già in sofferenza.
Una posizione comune per il futuro
L'assemblea si è chiusa con l'impegno a rafforzare una posizione condivisa a sostegno dell'olivicoltura, attività fondamentale non soltanto per l'economia locale, ma anche per l'identità, il paesaggio e la tenuta sociale del territorio. Ora la palla passa al Governo: gli olivicoltori attendono risposte concrete, prima che la crisi si trasformi in un'emergenza irreversibile.
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)
j.jpg)


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Ruvo 






.jpg)