
Vita di città
San Biagio a Ruvo di Puglia: il silenzioso abbraccio della fede tra gli anziani
La reliquia del santo attraversa la RSA “M.M. Spada”, portando luce, speranza e carezze silenziose ai cuori più fragili
Ruvo - lunedì 9 febbraio 2026
Pochi giorni fa alla RSA "M.M. Spada", la reliquia di San Biagio ha varcato le soglie della struttura, trasformando i corridoi in un luogo di raccoglimento e dolce consolazione.
Don Pietro Rubini, parroco della Concattedrale, accompagnato da una delegazione de I Portatori di San Biagio, ha portato con sé qualcosa che va oltre la devozione: la speranza che consola, la memoria che riscalda, la certezza di non essere dimenticati.
Negli sguardi lucidi degli anziani, nella compostezza emozionata della direttrice, dottoressa Germinario, nella premura degli operatori socio-sanitari e nella commozione silenziosa dei familiari, si rifletteva una fede fatta di presenza, di ascolto e di carezze invisibili.
San Biagio ha attraversato quei corridoi come la luce al tramonto, lenta e discreta. Ha ricordato a tutti che la fragilità non è debolezza, che ogni vita custodisce una storia sacra e che, anche quando il corpo rallenta, il cuore continua a sperare.
Per un pomeriggio, la comunità si è ritrovata una sola famiglia. Tra preghiere, sorrisi e gesti di affetto, Ruvo di Puglia ha riscoperto il suo volto più autentico, quello che sa prendersi cura, che sa credere e che sa amare senza riserve.
Don Pietro Rubini, parroco della Concattedrale, accompagnato da una delegazione de I Portatori di San Biagio, ha portato con sé qualcosa che va oltre la devozione: la speranza che consola, la memoria che riscalda, la certezza di non essere dimenticati.
Negli sguardi lucidi degli anziani, nella compostezza emozionata della direttrice, dottoressa Germinario, nella premura degli operatori socio-sanitari e nella commozione silenziosa dei familiari, si rifletteva una fede fatta di presenza, di ascolto e di carezze invisibili.
San Biagio ha attraversato quei corridoi come la luce al tramonto, lenta e discreta. Ha ricordato a tutti che la fragilità non è debolezza, che ogni vita custodisce una storia sacra e che, anche quando il corpo rallenta, il cuore continua a sperare.
Per un pomeriggio, la comunità si è ritrovata una sola famiglia. Tra preghiere, sorrisi e gesti di affetto, Ruvo di Puglia ha riscoperto il suo volto più autentico, quello che sa prendersi cura, che sa credere e che sa amare senza riserve.


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