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Scuola, Abbaticchio: «Ripartenza delle attività nel benessere dei minori»

Il Coordinamento dei Garanti Regionali dell’Infanzia e dell’Adolescenza scrive al Governo nazionale

«È tempo di riconnettere la dimensione della scuola e dell'istruzione, con quella della famiglia, del lavoro e delle comunità locali, dell'ambiente e degli spazi aperti». Il Garante regionale Ludovico Abbacchio con gli altri Garanti che aderiscono al Coordinamento dei Garanti Regionali dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ha scritto al Presidente del Consiglio, alla Ministra dell'Istruzione ed al Presidente nazionale dell'ANCI al fine di richiamare l'attenzione del Governo sul tema della delle bambine e dei bambini, degli adolescenti e delle adolescenti in questo delicato momento di "ricostruzione" successivo alla lunga fase emergenziale del Covid-19.

I Garanti ritengono necessario ripartire da una visione unitaria dell'Infanzia e dell'Adolescenza che riconnetta la dimensione della scuola e dell'istruzione, con quella della famiglia, del lavoro e delle comunità locali, dell'ambiente e degli spazi aperti. Il giusto perseguimento della tutela del diritto alla salute delle persone di minore età deve contemplare anche i diritti alla socializzazione, all'istruzione, al gioco, tutelati dalla nostra Carta Costituzionale e dalla Convenzione di New York.

Le crisi possono essere foriere di piccoli e grandi cambiamenti e questa fase può rappresentare un'occasione per ripensare coraggiosamente e responsabilmente ai nostri servizi socio-educativi e scolastici e la scuola contribuisce in maniera significativa a rafforzare nei bambini e bambine, nelle ragazze e ragazzi il senso di appartenenza alla comunità.

Si deve ripartire da un piano straordinario per l'Infanzia e l'Adolescenza che, in maniera organica, tenga conto della necessità di dedicare maggiori risorse finanziarie, umane e strumentali al mondo scolastico e agli enti locali attuatori delle politiche per la famiglia per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Il Documento sottoscritto dal coordinamento scaturito da un appassionato confronto, evidenzia una serie di questioni nodali da affrontare. Tra le quali:
  • Esigenza di linee guida nazionali per la valorizzazione e l'efficientamento degli spazi pubblici esistenti aperti e chiusi, ripensando per il futuro le logiche di edilizia scolastica;
  • Opportunità, dal punto di vista didattico, di privilegiare, ove possibile, attività all'aperto, lezioni in spazi più ampi,
  • Necessità di riduzione del numero degli alunni per classe, promozione del lavoro in piccoli gruppi e del team working;
  • "Apprendere dall'emergenza" promuovendo nuovi approcci all'integrazione scolastica;
  • Rapidità di maggiori investimenti nell'edilizia scolastica e nella dotazione tecnologica informatica e nuove assunzioni di personale docente e non docente;
  • Un nuovo impegno per il contrasto alla povertà educativa;
  • Creazione per ogni istituto scolastico di un presidio socio-psico-pedagogico a sostegno degli alunni, delle famiglie e del personale docente e non docente;
  • Incremento degli stanziamenti economici per promuovere i percorsi formativi di Minori con disabilità.
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