Rosita Brucoli
Rosita Brucoli
Eventi e cultura

Tra note e meraviglia: il fantastico mondo di Rosita

La giovane Rosita Brucoli si racconta e presente il suo primo EP

Una ragazza minuta ma esplosiva, dolce ma decisa. Si presenta così Rosita, diciottenne ruvese che sta trasformando il suo sogno nel cassetto in un progetto concreto per il suo futuro.
La incontriamo davanti ad un caffè e parliamo del suo passato, del suo presente e del suo avvenire, inesorabilmente segnati dalle sette note, dal ritmo e dalla passione.

Oggi presenta il suo primo EP acustico nel quale si racconta e ci racconta il suo mondo. Il mini album parla delle sue ossessioni e dei suoi pensieri che emergono già nella stupenda copertina disegnata da un'altra giovane artista ruvese, Marina Fabiano.
Il caffè è già davanti a noi e Rosita freme dalla voglia di farci entrare nel suo piccolo e fantastico universo interiore.

Quando hai iniziato a fare musica?
«Canto da sempre, ma a dodici anni ho iniziato a cimentarmi anche con la scrittura dei testi: pensieri in libertà che cercavo di trasporre in musica con l'aiuto della mia chitarra. Sentivo di avere qualcosa da dire, ma le parole non bastavano; si parla soprattutto con la musica perchè permette di moltiplicare ciò che si ha dentro. In realtà ho imparato a strimpellare con la chitarra da autodidatta perché credo che spesso è il suono a dar vita al testo: le sensazioni che una nota riesce a darti sono più forti di tante frasi».

Oggi, però, la musica è dominata dai talent show, visti da molti come la morte della creatività…
«A volte sono d'accordo con chi critica "Amici", "X Factor" e i loro simili, ma credo che queste trasmissioni rappresentino comunque delle opportunità per noi giovani, da cogliere se si ha vera preparazione e un bagaglio culturale importante. Se sei uno sbandato senza estro è inutile tentare questa strada sperando nella fortuna».

Per annunciare l'uscita del tuo primo EP, hai pubblicato su Facebook un video in cui fai ascoltare a ragazzi incontrati per strada i tuoi pezzi. Perché hai scelto di affidarti al parere dei ruvesi?
«Sono convinta che per superare la difficoltà di emergere in un paese così piccolo, si deve necessariamente partire di qui. Ero curiosa e un po' insicura dell'effetto che questo mio lavoro avrebbe potuto avere sui giovani. Volevo capire se ciò che scrivo potesse provocare reazioni, avere effetto sugli altri. È stato un test e mi ha stupita l'essere stata riconosciuta quasi subito da tutti. Qualcuno mi ha abbracciata e mi ha trasmesso voglia di continuare a camminare su questa strada».

Raccontaci di questo tuo primo lavoro "ufficiale".
«Il disco contiene quattro tracce completamente diverse tra loro, perché mi piace descrivere la varietà delle emozioni. "Tic Tac" racconta della mia ossessione per il tempo, "Quello che sono", "Semplicemente" e "Un po' di te in me" rappresentano il mio piccolo grande mondo assurdo».

Come ti vedi tra dieci anni?
«Innanzitutto devo raccontarvi come e dov'ero dieci anni fa: seguivo i miei genitori durante le stagioni estive di animazione nei villaggi e fu proprio durante una di queste che feci la mia prima esibizione in pubblico. Cantai per caso "I bambini fanno oh" quasi spinta dalla mia mamma, ed ebbi un successo inaspettato e strano per me a quell'età. Tra dieci anni spero di conservare ancora l'entusiasmo di quella prima volta, spero di fare tanti concerti e di arrivare al cuore della gente. Il mio più grande sogno nel cassetto è di trovarmi ancora una volta su di un palco, decisamente più grande di quello di quando ero bambina, e di godermi quel momento senza mai perdere l'entusiasmo e la meraviglia che la musica sa e può donare a tutti».

Rosita vi aspetta questa sera, 5 luglio, in Parco Mennea, per la presentazione di "Nuda", il suo primo EP acquistabile su http://fanlink.to/NGAP026
Noi di RuvoViva ringraziamo Rosita e le auguriamo di realizzare tutti i suoi sogni, anche quelli che non ci ha raccontato.
  • rosita
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