Didattica a distanza
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Scuola e Lavoro

Uil Scuola Puglia in protesta: «Non c'è sicurezza, scuole in DaD al 100%»

La manifestazione davanti alla Regione Puglia, Verga: «Decisioni che si stanno rivelando inadeguate»

«La situazione è preoccupante. La Regione deve dire se la scuola è sicura, e se non lo è tutti gli alunni devono rimanere a casa, compresi quelli del primo ciclo».

Uil Scuola Puglia ha protestato ieri mattina sul lungomare di Bari, contro l'ultima ordinanza di Emiliano, per chiedere una DaD al 100% anche nel primo ciclo, considerato che al momento non sussiste la possibilità di poter andare a scuola in presenza in sicurezza, né per i docenti, né per gli alunni e nemmeno per i collaboratori.

Una protesta per dire No alla scuola come servizio a domanda, No ad ulteriori responsabilità per i dirigenti scolastici, No alla scuola dell'infanzia in presenza (di nuovo colpevolmente dimenticata dall'ordinanza), e No alla Didattica Digitale Integrata. Ciò che chiedono sono presidi sanitari nelle scuole, potenziamento dei trasporti e vaccini per il personale scolastico.

Anche alle elementari la situazione è ormai ingestibile, i docenti hanno il timore di andare a scuola. Non è possibile continuare con gli slogan su Facebook facendo pressione sul personale della scuola. Al tavola della Regione avevamo chiesto al presidente Emiliano una settimana di cautela, in via precauzionale, come fatto anche da altre regioni italiane. Lasciare gli alunni a casa era necessario per vedere gli effetti della pandemia, anche in seguito alle festività. Purtroppo il presidente non ci ha voluto ascoltare, si prendono degli impegni ai tavoli e poi non li si rispetta», così Giovanni Verga di Uil Scuola Puglia.

Verga ha concluso invitando la Regione: «A usare il buonsenso e a non perseverare in decisioni che si stanno rivelando inadeguate a tutelare studenti e lavoratori della scuola. Se si ritiene che la scuola sia un luogo non sicuro, e ad alto rischio di contagio, come più volte sostenuto dall'assessore Lopalco, si vada in didattica a distanza in attesa di attuare misure concrete per un ritorno in sicurezza fra i banchi, magari con un tasso di contagio meno elevato».
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