La festa della Santa Croce a Ruvo di Puglia – il contributo di Antonio Marinelli

La solennità del 3 maggio rinnova un rito secolare tra devozione e riflessione storica

mercoledì 6 maggio 2026
A cura di Teresa Fiore
Nei giorni scorsi, Ruvo di Puglia ha vissuto la tradizionale festa del 3 maggio, dedicata all'Esaltazione e al Ritrovamento della Santa Croce. Un rito antico, radicato nella spiritualità cittadina e legato alla presenza delle confraternite, che nel tempo hanno custodito e tramandato simboli, gesti e significati della devozione cristiana.

La celebrazione, svoltasi nella chiesa del Carmine, ha visto la partecipazione di confratelli, fedeli e cittadini, riuniti attorno al segno per eccellenza della redenzione cristiana. La Croce, infatti, rappresenta il fulcro teologico e simbolico della fede, "strumento di salvezza" e memoria della Passione.

Un vero e proprio patrimonio immateriale che attraversa i secoli e si rinnova ogni anno. La stessa iconografia e le tradizioni locali testimoniano quanto il culto della Croce sia profondamente radicato nel tessuto culturale ruvese.

Il contributo di Antonio Marinelli
A offrire una lettura intensa e partecipata di questa solennità è lo studioso locale Antonio Marinelli, attento interprete delle tradizioni confraternali e della religiosità popolare.

La Croce, a Ruvo, non è soltanto un segno: è presenza viva, è memoria che attraversa i secoli e si fa carne nella devozione di un popolo.
Essa non si contempla soltanto: si vive, si porta, si custodisce nel silenzio e nella preghiera.
Nel giorno del suo Ritrovamento, la comunità si raccoglie attorno a questo mistero che unisce dolore e speranza, morte e redenzione.
Ogni gesto, ogni passo, ogni sguardo rivolto alla Croce racconta una storia antica, fatta di fede semplice e autentica.
Le confraternite, con il loro incedere composto, rinnovano un patto silenzioso tra generazioni: quello di non dimenticare.
Perché nella Croce non vi è soltanto il sacrificio, ma anche la promessa di rinascita.
E Ruvo, ancora una volta, si riconosce in questo segno, facendone il cuore pulsante della propria identità spirituale.

Ruvo di Puglia, ancora una volta, dimostra come le proprie tradizioni non siano reliquie del passato, ma strumenti vivi per interpretare il presente. E nella Croce, simbolo universale e insieme profondamente locale, continua a riconoscere la propria anima più antica.