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Commissariata la sezione di Ruvo di Puglia del Partito Democratico

Lacarra: «Totale incapacità della corretta gestione dei rapporti politici con sindaco e con il gruppo consiliare da parte della segreteria»

Tanto tuonò che piovve. Con una nota inviata al segretario politico del Partito Democratico provinciale e di Ruvo di Puglia, il segretario regionale on. Marco Lacarra ha disposto il commissariamento della sezione locale del partito ruvese.

Il partito sarà traghettato da Domenico De Santis «al quale viene affidato il compito di governare il processo di transizione verso la nuova governance del partito locale, da individuarsi con le modalità statutariamente previste e secondo le indicazioni del PD regionale».

La decisione è stata assunta dopo «una serie di incontri e di audizioni svolte negli ultimi 6 mesi».

Nella nota, in cui si ricostruiscono le vicende travagliate interne al partito, si legge: «Dopo l'elezione, frutto di un congresso non unitario, l'attuale segreteria ha scelto di non coinvolgere nella gestione del partito una parte importante del coordinamento che, peraltro, rappresenta i riferimenti interni di tutti i consiglieri comunali eletti. Questa scelta divisiva con il gruppo consiliare si è tradotta nel tempo e progressivamente in una situazione di insostenibile conflitto. In particolare, si è manifestata l'incapacità della segreteria di mediare e fare sintesi sulle questioni amministrative, tanto da rompere definitivamente ogni tipo di dialogo con sindaco e l'intero gruppo consiliare, che nel frattempo, peraltro, ha visto l'uscita di ben tre consiglieri che hanno preferito costituire uno nuovo gruppo (AppDem), in attesa di veder restituito, agli elettori e attivisti PD, quel luogo dove confrontarsi in maniera serena e costruttiva, dove far sintesi, dove far giungere e discutere le istanze dei cittadini anche in funzione di supporto all'azione amministrativa».

«Emblematica di tale frattura e della totale incapacità della corretta gestione dei rapporti politici con sindaco e con il gruppo consiliare da parte della segreteria, è il percorso amministrativo conseguente all'analisi delle osservazioni al PUG improvvidamente adottato nell'ultimo consiglio prima delle elezioni dalla precedente amministrazione a guida PD (dove l'attuale segretaria era vicesindaco e assessore all'urbanistica), nonostante l'espresso dissenso del candidato sindaco PD (oggi sindaco) e dell'allora segretaria PD (oggi capogruppo di App Dem). Sul punto, infatti, si contano svariati e pesanti attacchi, senza esclusione di colpi, portati all'amministrazione attraverso comunicati, manifesti, iniziative pubbliche, che hanno causato il deteriorarsi del rapporto tra le parti» si legge ancora.

Lacarra definisce «inaccettabili i toni e i contenuti delle prese di posizione della segreteria, in appoggio a iniziative dell'opposizione» facendo riferimento alla frizione relativa al nuovo regolamento edilizio e alla scelta dell'amministrazione di tenere aperte le scuole in occasione della visita a Molfetta del Papa «contestata dalla segreteria insieme all'opposizione tanto da far pensare a un PD che capeggia quest'ultima, creando palese disorientamento nell'elettorato. E' stata così consegnata all'opinione pubblica l'immagine (non corretta) di partito litigioso, ostaggio di interessi particolari e disinteressato al bene comune».

Il segretario regionale, dunque, scrive che «emerge la necessità, avvertita da tutti nei diversi ruoli svolti, che venga rimossa una segreteria che tende a dividere e minare l'unità dei consiglieri e del partito, tanto da spingere un gruppo di iscritti "responsabili" ad avviare, al di fuori delle sedi istituzionali del partito, un percorso di sereno confronto teso all'individuazione di spazi di ricomposizione che consentano di ricostituire un gruppo unitario all'interno del PD ed un clima positivo in cui ci sia un dialogo costruttivo che eviti rotture letali e irrecuperabili sfilacciamenti».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è l'ultimo comunicato stampa nel quale la segreteria del partito ha dichiarato di prendere le distanze dall'attuale amministrazione. Ciò, secondo il segretario regionale, è avvenuto «in totale sfregio rispetto alle indicazioni formulate dal partito regionale»; pertanto si è scelto di commissariare il partito al fine di «salvaguardare l'amministrazione in un contesto in cui la destra populista e reazionaria, vero nemico della democrazia, rischia di prendere piano piano il governo delle nostre comunità locali; non avendo riavvisato nel comportamento dei consiglieri comunali del partito democratico violazioni dei principi e dei doveri sanciti dal partito»

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