Michele Pinto
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Eventi e cultura

Il mondo dei supereroi Marvel in un libro scritto da Michele Pinto. L'intervista

Il regista ruvese è co-autore assieme ad Alex Zaum del saggio “Il cinema delle meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe”

Prendi un regista, montatore ed educatore al linguaggio audiovisivo e uno scrittore e blogger, entrambi con una sfrenata passione per i fumetti e per la fantascienza, mescola bene con il super potere della Dots Edizioni ed ecco che prende forma e vita "Il cinema delle meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe", il saggio che ha come protagonisti i supereroi dell'universo Marvel.

Loro sono il ruvese Michele Pinto e il molfettese Alex Zaum che, con un volume impreziosito dalla speciale postfazione "distopica" a cura di Elisabetta Di Minico, conducono il lettore in un coinvolgente viaggio nel cuore di quello che è stato un grande progetto d'ingegno che ha generato il più clamoroso successo cinematografico di sempre.

I supereroi ci affascinano da sempre, sin da piccoli ci hanno fatto divertire, sorridere, riflettere, crescere e anche maturare senso critico trasmettendo messaggi positivi che travalicano il confine della finzione. Continuano a farci sentire un po' bambini quando fremiamo per l'attesa di un nuovo film o dell'ultimo numero del fumetto del nostro preferito e, grazie al diffondersi dei festival dedicati ai comics e alla cultura del cosplayer, ci regalano anche la magia di far parte del loro mondo.

Con le loro storie fantastiche, i superpoteri e quel messaggio di speranza che la giustizia, il bene, alla fine riesca sempre a trionfare sul male, sono emblemi di fervida morale, non scevri dai difetti e non immuni dal commettere errori.

I sei capitoli del saggio scritto a quattro mani dai due autori pugliesi ci raccontano la nascita della Marvel e le novità che ha introdotto nel mercato del fumetto grazie anche al genio innovativo di Stan Lee. «È stato grazie a lui se i supereroi hanno iniziato ad essere dipinti con diverse abilità» - spiega Michele Pinto nell'illustrare il progetto, ponendoci come esempio la cecità di Devil, la disabilità di Xavier, il colore della pelle di Black Panther, «a conferma di come i supereroi siano lo specchio della migliore umanità e che siano portatori di un importante valore culturale, politico, storico e sociologico, spesso ignorato».

Dall'esperimento dello sbarco sul grande schermo a partire da Blade, alla creazione del Marvel Cinematic Universe in cui la fanno da padroni gli Avengers: personaggi, storie, interpreti, indiscrezioni e critiche, assieme ad un immancabile confronto con il frutto di un altro colosso come la DC Comics per investigare nelle ragioni di un successo senza precedenti.

Michele, come nasce questo saggio?

L'idea è nata in occasione di un festival dedicato ai comics, il Bgeek di Bari, nel corso di alcuni panel che io e Zaum abbiamo tenuto. Per noi ha rappresentato la possibilità di unire due delle nostre grandi passioni, i fumetti e il cinema. Siamo cresciuti sognando che quelle vignette illustrate sbarcassero sul grande schermo con le storie dei nostri supereroi perché, questi portatori di messaggi positivi, hanno la capacità di fungere da guida grazie alla loro universalità. Aspetto che abbiamo analizzato attraverso la classificazione dei 12 archetipi della personalità di Jung dimostrando come ogni spettatore possa immedesimarsi nei personaggi.

È una guida per guardare con occhio più attento i cinecomics o per porre l'accento sui fumetti?

Entrambi. Da collezionista di fumetti dal 1988, con 20mila pezzi all'attivo, considero il fumetto il mezzo di comunicazione supremo, forse anche più del cinema che è in continua evoluzione e che oggi sta subendo la crisi conseguente alla pandemia. La Disney ha dirottato la stragrande maggioranza delle sue produzioni su piattaforma digitale ma, di fatto, il cinema sta vivendo l'impedimento alla fruizione che non tocca invece il fumetto che mantiene invariata la sua forma naturale nel tempo. È importante riscoprire il piacere del fumetto, erede delle prime forme di comunicazione e punto di incontro fra scrittura e arti figurative.

Si è polemizzato molto suI fatto che i film sui supereroi non possano esser considerati "cinema". Da regista ed esperto del settore, i cinecomics possono fare scuola?

Assolutamente sì e non posso che dissentire con Martin Scorsese che li ha additati a lungo. Ammetto che possono apparire commerciali ma non sono solo intrattenimento. I fumetti ci mettono a cospetto di modelli etici e comportamentali che sono da esempio, specie per i più giovani e, di conseguenza, ritengo l'azione dei cinecomics spesso indispensabile per trasmettere importanti valori, con messaggi di contaminazione fra le arti e la trattazione di tematiche sociali e culturali. Senza tralasciare l'aspetto tecnico e la capacità di creare una perfetta sinergia ed equilibrio fra comicità, azione ed emozione.

Si narra di un dibattito aperto sin dalla notte dei tempi: Marvel o DC Comics?

Io trovo molto ben strutturato l'universo Marvel e lo preferisco per questo confluire di vari microuniversi, dagli Avengers ai Fantastici 4, agli X Men. È un universo davvero complesso, con una tela di relazioni interpersonali, costumi, storie e tradizioni che hanno costruito un substrato rimasto invariato nel tempo, nonostante il susseguirsi di diversi sceneggiatori. Chris Claremont, ad esempio, ha saputo contagiare i comics con la formula delle storie sentimentali, trattando anche temi delicati e di forte attualità come l'omosessualità. Stan Lee ha poi saputo portare la quotidianità nei fumetti, rendendoli molto vicini alle problematiche attuali: i Fantastici 4, ad esempio, non sono perfetti ma rappresentano una famiglia, con tutti i problemi delle classiche famiglie, è questo che ne determina il successo.

Il tuo supereroe preferito?

Ciclope, capo degli X Men. Quella delle testate mutanti è stata una grossa intuizione. Creati nel 1963, gli X Men ci presentano un mondo in cui iniziano a nascere persone dotate di poteri non ottenuti mediante operazioni o formule chimiche, ma frutto di una mutazione genetica in atto dovuta alle condizioni climatiche, all'inquinamento, all'esasperato utilizzo di forme energetiche come quella radioattiva. Le loro storie sono tra le più umane e fanno riflettere molto, le vicende umane si innestano nel mondo delle relazioni interpersonali. Ciclope emana raggi laser dagli occhi ed è costretto a indossare un visore al quarzo rubino, ma non è solo un supereroe, è un uomo, è fratello, figlio e padre.
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