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Cronaca

Il sindaco sconcertato: non metteremo più animali vivi

Il paese sotto shock

«Non ci saranno più animali vivi. Non sostituiremo quelli uccisi. Non daremo adito ad altre azioni di questo tipo. Un fatto del genere si è già verificato due anni fa. Viviamo un contesto di questo tipo. Non daremo occasione di reiterare il gesto.» Questa la dichiarazione laconica di Ninni Chieco.

La città vive con gravezza l'atto subito dal presepe comunale in piazzetta Le Monache. Non è stato un incidente. I cani sono stati introdotti apposta per fare danno. Un geto così meschino e malvagio ferisce tutta la comunità.
L'azione viene stigmatizzata da tutta la città, sconvolta dall'accaduto.

La volontà di fare danno al paese, di togliere l'entusiasmo a responsabili (i coniugi Caldarola) del presepe, di togliere la gioia dei più piccoli che hanno l'occasione di vedere animali che non si osservano ogni giorno, è deprecabile.
La tristezza nei volti, la delusione, lo sgomento dei vicini e dei residenti del centro storico è indescrivibile. Sono stati uccisi degli animali, ventuno galline e cinque conigli, per gioco. Per puro e sadico divertimento. Il paperotto è stato salvato. Un veterinario volontario lo ha medicato e ha prescritto l'antibiotico. La ferita al presepe e agli animali è una ferita profonda, inferta a tutta la città.
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