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Associazioni
La raccolta alimentare dell’Emporio Legàmi batte anche il Natale: comunità unita, giovani protagonisti
Quando la solidarietà supera ogni attesa, a Ruvo una Pasqua di dono e speranza
Ruvo - martedì 24 marzo 2026
C'è un momento, semplice e potente, in cui una mano porge un pacco di pasta, una scatola di latte, un gesto piccolo che diventa immenso. È in quel momento che una comunità si racconta davvero.
Ed è ciò che è accaduto a Ruvo di Puglia, dove la raccolta alimentare di Pasqua dell'Emporio Solidale Legàmi ha superato ogni aspettativa, persino quelle – già importanti – del periodo natalizio.
Un risultato che parla da sé, ma che non si esaurisce nei numeri. Perché se è vero che la raccolta pasquale ha registrato un dato superiore a quella di Natale, è altrettanto vero che il valore più grande sta altrove, nella fiducia, nella continuità, nella scelta consapevole di esserci.
«Non siamo qui a fare classifiche – racconta il presidente Francesco Berardi – ma è innegabile che questo risultato colpisce. In un tempo segnato da incertezza e confusione, vedere le persone uscire dai negozi e continuare a donare significa una cosa sola: questa comunità crede in ciò che stiamo costruendo insieme».
E allora quella raccolta diventa molto più di un'iniziativa solidale; diventa un atto di resistenza gentile, una risposta alle fragilità del territorio, un modo per dire che nessuno deve restare indietro.
A rendere ancora più intensa questa edizione è stata la presenza viva, entusiasta, quasi contagiosa delle nuove generazioni. Bambini degli oratori, ragazzi, adolescenti, tutti coinvolti, accompagnati da educatori, catechisti, allenatori. Figure diverse, unite da un ruolo comune: seminare il valore del dono.
È qui che la solidarietà si trasforma in educazione, in esperienza, in memoria destinata a restare. «L'educatore – sottolinea Berardi – è colui che indica una strada, che suggerisce questa "terapia del dono" come esperienza concreta. E i ragazzi rispondono, con una naturalezza che sorprende e commuove».
Tra scaffali, carrelli e sorrisi, la città si è riconosciuta ancora una volta in un gesto bellissimo. Un gesto che non fa rumore, ma costruisce. Che non cerca visibilità, ma genera legami.
E forse è proprio questo il dato più eclatante: non quanto è stato raccolto, ma quanto è stato seminato. In una Pasqua che, a Ruvo, ha il sapore della fratellanza.
Ed è ciò che è accaduto a Ruvo di Puglia, dove la raccolta alimentare di Pasqua dell'Emporio Solidale Legàmi ha superato ogni aspettativa, persino quelle – già importanti – del periodo natalizio.
Un risultato che parla da sé, ma che non si esaurisce nei numeri. Perché se è vero che la raccolta pasquale ha registrato un dato superiore a quella di Natale, è altrettanto vero che il valore più grande sta altrove, nella fiducia, nella continuità, nella scelta consapevole di esserci.
«Non siamo qui a fare classifiche – racconta il presidente Francesco Berardi – ma è innegabile che questo risultato colpisce. In un tempo segnato da incertezza e confusione, vedere le persone uscire dai negozi e continuare a donare significa una cosa sola: questa comunità crede in ciò che stiamo costruendo insieme».
E allora quella raccolta diventa molto più di un'iniziativa solidale; diventa un atto di resistenza gentile, una risposta alle fragilità del territorio, un modo per dire che nessuno deve restare indietro.
A rendere ancora più intensa questa edizione è stata la presenza viva, entusiasta, quasi contagiosa delle nuove generazioni. Bambini degli oratori, ragazzi, adolescenti, tutti coinvolti, accompagnati da educatori, catechisti, allenatori. Figure diverse, unite da un ruolo comune: seminare il valore del dono.
È qui che la solidarietà si trasforma in educazione, in esperienza, in memoria destinata a restare. «L'educatore – sottolinea Berardi – è colui che indica una strada, che suggerisce questa "terapia del dono" come esperienza concreta. E i ragazzi rispondono, con una naturalezza che sorprende e commuove».
Tra scaffali, carrelli e sorrisi, la città si è riconosciuta ancora una volta in un gesto bellissimo. Un gesto che non fa rumore, ma costruisce. Che non cerca visibilità, ma genera legami.
E forse è proprio questo il dato più eclatante: non quanto è stato raccolto, ma quanto è stato seminato. In una Pasqua che, a Ruvo, ha il sapore della fratellanza.


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