
Vita di città
Mbà Bìose saluta Ruvo di Puglia tra lacrime finte e coriandoli
Domani l’ultimo atto del Carnevale ruvese tra corteo funebre e rogo del fantoccio. Da domani spazio alle Quarantane
Ruvo - lunedì 16 febbraio 2026
Domani, martedì 17 febbraio, il gran finale del Carnevale a Ruvo di Puglia. Un addio che è insieme farsa e rito, teatro popolare e memoria. Perché qui il Carnevale non è solo una festa in maschera, ma un racconto che si ripete ogni anno, con protagonisti, copione e pubblico che coincidono con l'intera comunità.
La città arriva all'ultimo atto dopo giorni intensi
Sabato 14 febbraio è andata in scena "L'agonìe da Mbà Bìose", uno dei momenti più attesi e identitari. La visita alla dimora del celebre personaggio carnevalesco, i racconti in vernacolo, i dolci tipici condivisi e la musica hanno trasformato il centro storico in un palcoscenico diffuso. Qui folklore e ironia si intrecciano con una punta di malinconia: Mbà Bìose, simbolo dell'eccesso e della spensieratezza carnevalesca, è pronto a "morire" per lasciare spazio a un tempo diverso.
E si arriva così a domani, martedì 17 febbraio. In mattinata l'annuncio della morte e l'allestimento della camera ardente hanno dato ufficialmente il via al rito finale. Nel pomeriggio, il tradizionale corteo funebre in maschera attraverserà le strade di Ruvo: bambini, famiglie, gruppi folk e banda musicale accompagneranno il feretro tra marce solenni e sorrisi malcelati. È un funerale che fa ridere e riflettere allo stesso tempo.
Poi la lettura del testamento – momento clou tra battute pungenti e allusioni all'attualità locale – e infine il rogo del fantoccio. Le fiamme, i coriandoli, la musica: la catarsi collettiva si compie. Il Carnevale si consuma in un'esplosione di colori, lasciando nell'aria il sapore dolce dell'ultima risata.
Ma a Ruvo il calendario non si ferma. Domani, con il Mercoledì delle Ceneri, il clima cambia. Faranno la loro comparsa le celebri Quarantane, figure simboliche appese tra le vie cittadine, emblema della Quaresima e del tempo dell'attesa. Silenziose e austere, accompagneranno i ruvesi per quaranta giorni, fino al loro attesissimo "scoppio" nel giorno di Pasqua, quando la tensione accumulata si scioglierà in un nuovo momento di festa.
Così Ruvo si racconta, anno dopo anno, attraverso un ciclo che unisce ironia e spiritualità, eccesso e misura, risata e riflessione. Oggi si piange – per finta – Mbà Bìose. Da domani si guarda avanti, verso la Pasqua.
La città arriva all'ultimo atto dopo giorni intensi
Sabato 14 febbraio è andata in scena "L'agonìe da Mbà Bìose", uno dei momenti più attesi e identitari. La visita alla dimora del celebre personaggio carnevalesco, i racconti in vernacolo, i dolci tipici condivisi e la musica hanno trasformato il centro storico in un palcoscenico diffuso. Qui folklore e ironia si intrecciano con una punta di malinconia: Mbà Bìose, simbolo dell'eccesso e della spensieratezza carnevalesca, è pronto a "morire" per lasciare spazio a un tempo diverso.
E si arriva così a domani, martedì 17 febbraio. In mattinata l'annuncio della morte e l'allestimento della camera ardente hanno dato ufficialmente il via al rito finale. Nel pomeriggio, il tradizionale corteo funebre in maschera attraverserà le strade di Ruvo: bambini, famiglie, gruppi folk e banda musicale accompagneranno il feretro tra marce solenni e sorrisi malcelati. È un funerale che fa ridere e riflettere allo stesso tempo.
Poi la lettura del testamento – momento clou tra battute pungenti e allusioni all'attualità locale – e infine il rogo del fantoccio. Le fiamme, i coriandoli, la musica: la catarsi collettiva si compie. Il Carnevale si consuma in un'esplosione di colori, lasciando nell'aria il sapore dolce dell'ultima risata.
Ma a Ruvo il calendario non si ferma. Domani, con il Mercoledì delle Ceneri, il clima cambia. Faranno la loro comparsa le celebri Quarantane, figure simboliche appese tra le vie cittadine, emblema della Quaresima e del tempo dell'attesa. Silenziose e austere, accompagneranno i ruvesi per quaranta giorni, fino al loro attesissimo "scoppio" nel giorno di Pasqua, quando la tensione accumulata si scioglierà in un nuovo momento di festa.
Così Ruvo si racconta, anno dopo anno, attraverso un ciclo che unisce ironia e spiritualità, eccesso e misura, risata e riflessione. Oggi si piange – per finta – Mbà Bìose. Da domani si guarda avanti, verso la Pasqua.


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