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Ottanta quintali di meloni diventano solidarietà: la grande rete della provvidenza parte da Ruvo di Puglia
Dall’Emporio Legami di Ruvo di Puglia una donazione straordinaria viene redistribuita in otto comunità: Mariotto, Trani, Bisceglie, Bitonto, Molfetta, Corato, Ruvo, Andria e Terlizzi
Ruvo - sabato 15 agosto 2026
Quasi ottanta quintali di meloni profumati e pronti per essere portati sulle tavole di tante famiglie. Una quantità enorme di frutta che, nel pieno della stagione estiva e a pochi giorni da Ferragosto, rischiava di rimanere invenduta a causa di un mercato particolarmente saturo.
Invece, grazie all'Emporio Legami di Ruvo di Puglia e alla rete di realtà solidali del territorio, quella che poteva diventare un'eccedenza si è trasformata in una grande occasione di solidarietà.
A raccontare questa nuova esperienza di condivisione è il presidente di Legami, Francesco Berardi, attraverso un messaggio rivolto alla città.
La vicenda nasce dalla disponibilità di un'azienda ortofrutticola che ha affidato all'Emporio una quantità considerevole di meloni. La richiesta è arrivata in un momento particolare, esattamente alle porte di Ferragosto, quando i mercati sono generalmente più ingolfati e riescono ad assorbire meno prodotto.
Di fronte a una quantità così importante, l'Emporio Legami ha scelto ancora una volta di non fermarsi ai propri confini, ma di coinvolgere la rete territoriale.
«La chiamiamo sempre provvidenza – è il senso del messaggio di Berardi – perché alla fine è tutto gratuito, tutto gratis». E quella parola, provvidenza, diventa in questa occasione più che mai concreta: quasi 80 quintali di meloni che vengono recuperati, valorizzati e messi a disposizione di chi potrà distribuirli attraverso le proprie reti di solidarietà.
Nel giro di poche ore i volontari di Legami si sono messi al lavoro. Hanno raccolto la frutta, l'hanno sistemata nelle cassette e preparata per la redistribuzione. Un lavoro intenso e tempestivo, reso necessario dalla grande quantità di prodotto e dalla sua stessa natura: un alimento fresco che deve essere movimentato e distribuito rapidamente.
E così la donazione ha assunto una dimensione sovracomunale.
A raccogliere questa grande provvidenza sono state infatti realtà provenienti da Mariotto, Trani, Bisceglie, Bitonto, Ruvo di Puglia, Molfetta, Corato, Andria e Terlizzi. Nove comunità che, in un'unica operazione, hanno condiviso una risorsa destinata a essere redistribuita attraverso le rispettive reti.
Il risultato è duplice. Da una parte si è evitato che una grande quantità di prodotto ancora perfettamente consumabile diventasse spreco alimentare. Dall'altra, quella stessa eccedenza è stata trasformata in un aiuto per tante persone.
Ma, secondo Berardi, il significato più bello di questa storia non è semplicemente nei numeri. È nella capacità di fare rete.
Non necessariamente perché tra i diversi paesi debbano esserci sempre grandi progetti comuni o particolari legami. Questa volta è bastato qualcosa di molto più semplice e importante, quella volontà di unirsi per salvaguardare un bene comune.
Quasi ottanta quintali di meloni sono così diventati un'occasione per dimostrare che la solidarietà non conosce confini amministrativi. Quando arriva una grande quantità di "provvidenza", la risposta può essere comunitaria.
È questa la storia raccontata dal presidente Francesco Berardi: un'azienda dona, una rete accoglie e otto comunità condividono.
Un gesto di contrasto allo spreco alimentare, ma anche un'immagine positiva di un territorio che, davanti a un bene da salvaguardare, riesce a mettersi insieme.
Perché, in fondo, la vera bellezza di questa vicenda sta proprio qui, dove non è necessario essere d'accordo su tutto per essere uniti davanti a qualcosa che appartiene a tutti. E quel "ben di Dio" arrivato in quasi ottanta quintali di meloni è diventato, ancora una volta, bene per la comunità.
Invece, grazie all'Emporio Legami di Ruvo di Puglia e alla rete di realtà solidali del territorio, quella che poteva diventare un'eccedenza si è trasformata in una grande occasione di solidarietà.
A raccontare questa nuova esperienza di condivisione è il presidente di Legami, Francesco Berardi, attraverso un messaggio rivolto alla città.
La vicenda nasce dalla disponibilità di un'azienda ortofrutticola che ha affidato all'Emporio una quantità considerevole di meloni. La richiesta è arrivata in un momento particolare, esattamente alle porte di Ferragosto, quando i mercati sono generalmente più ingolfati e riescono ad assorbire meno prodotto.
Di fronte a una quantità così importante, l'Emporio Legami ha scelto ancora una volta di non fermarsi ai propri confini, ma di coinvolgere la rete territoriale.
«La chiamiamo sempre provvidenza – è il senso del messaggio di Berardi – perché alla fine è tutto gratuito, tutto gratis». E quella parola, provvidenza, diventa in questa occasione più che mai concreta: quasi 80 quintali di meloni che vengono recuperati, valorizzati e messi a disposizione di chi potrà distribuirli attraverso le proprie reti di solidarietà.
Nel giro di poche ore i volontari di Legami si sono messi al lavoro. Hanno raccolto la frutta, l'hanno sistemata nelle cassette e preparata per la redistribuzione. Un lavoro intenso e tempestivo, reso necessario dalla grande quantità di prodotto e dalla sua stessa natura: un alimento fresco che deve essere movimentato e distribuito rapidamente.
E così la donazione ha assunto una dimensione sovracomunale.
A raccogliere questa grande provvidenza sono state infatti realtà provenienti da Mariotto, Trani, Bisceglie, Bitonto, Ruvo di Puglia, Molfetta, Corato, Andria e Terlizzi. Nove comunità che, in un'unica operazione, hanno condiviso una risorsa destinata a essere redistribuita attraverso le rispettive reti.
Il risultato è duplice. Da una parte si è evitato che una grande quantità di prodotto ancora perfettamente consumabile diventasse spreco alimentare. Dall'altra, quella stessa eccedenza è stata trasformata in un aiuto per tante persone.
Ma, secondo Berardi, il significato più bello di questa storia non è semplicemente nei numeri. È nella capacità di fare rete.
Non necessariamente perché tra i diversi paesi debbano esserci sempre grandi progetti comuni o particolari legami. Questa volta è bastato qualcosa di molto più semplice e importante, quella volontà di unirsi per salvaguardare un bene comune.
Quasi ottanta quintali di meloni sono così diventati un'occasione per dimostrare che la solidarietà non conosce confini amministrativi. Quando arriva una grande quantità di "provvidenza", la risposta può essere comunitaria.
È questa la storia raccontata dal presidente Francesco Berardi: un'azienda dona, una rete accoglie e otto comunità condividono.
Un gesto di contrasto allo spreco alimentare, ma anche un'immagine positiva di un territorio che, davanti a un bene da salvaguardare, riesce a mettersi insieme.
Perché, in fondo, la vera bellezza di questa vicenda sta proprio qui, dove non è necessario essere d'accordo su tutto per essere uniti davanti a qualcosa che appartiene a tutti. E quel "ben di Dio" arrivato in quasi ottanta quintali di meloni è diventato, ancora una volta, bene per la comunità.

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