
Vita di città
Primo giorno di Carnevale: una giornata di festa che a Ruvo profuma di ricordi e nostalgia
17 gennaio, Sant’Antonio Abate, risveglia la memoria della maschera scomparsa che per anni ha animato le strade della città
Ruvo - sabato 17 gennaio 2026
Oggi, 17 gennaio, giorno di sant'Antonio Abate, a Ruvo di Puglia si apre simbolicamente il Carnevale, un tempo il preludio a giorni di risa, scherzi e colori che invadevano vicoli e piazze.
Tra le figure più amate c'era 'Mbà Rocchetidde, la maschera simbolo della città, oggi quasi dimenticata, ma che per anni ha saputo incarnare l'ironia, la saggezza popolare e il cuore della comunità ruvestina.
Con il suo cappello stravagante e le rime satiriche, 'Mbà Rocchetidde era la voce della città che rideva di sé stessa, un Pulcinella tutto locale che denunciava, scherzando, le piccole contraddizioni della vita quotidiana. Ogni anno, le strade del centro storico si animavano del suo passo saltellante, delle scenette teatrali improvvisate e del suo spirito irriverente, pronto a strappare un sorriso a grandi e piccini.
Il culmine del Carnevale era il funerale di 'Mbà Rocchetidde, un rito popolare, organizzato dal gruppo teatrale Biagio Minafra, che univa ironia e malinconia; il corteo attraversava le vie della città, tra musiche, battute e letture satiriche, fino al falò finale. Era un momento in cui tutta la comunità, ridendo insieme, celebrava l'allegria.
Negli ultimi anni, purtroppo, la presenza di questa maschera sembra essersi affievolita, lasciando un vuoto fatto di coriandoli, risate e ricordi indelebili. Oggi, nel giorno che segna idealmente l'inizio del Carnevale, ricordare 'Mbà Rocchetidde significa riaccendere quella scintilla di gioia e nostalgia, ritrovare la magia delle piazze piene di colori e risate che per troppo tempo è rimasta solo nei cuori.
Che questo Carnevale 2026, tra maschere nuove e allegria contemporanea, sappia far rivivere almeno per un istante lo spirito di 'Mbà Rocchetidde, la maschera che rideva con noi del tempo passato, ma anche di quello che verrà. Perché il Carnevale a Ruvo è un sorriso che non vuole sparire.
Tra le figure più amate c'era 'Mbà Rocchetidde, la maschera simbolo della città, oggi quasi dimenticata, ma che per anni ha saputo incarnare l'ironia, la saggezza popolare e il cuore della comunità ruvestina.
Con il suo cappello stravagante e le rime satiriche, 'Mbà Rocchetidde era la voce della città che rideva di sé stessa, un Pulcinella tutto locale che denunciava, scherzando, le piccole contraddizioni della vita quotidiana. Ogni anno, le strade del centro storico si animavano del suo passo saltellante, delle scenette teatrali improvvisate e del suo spirito irriverente, pronto a strappare un sorriso a grandi e piccini.
Il culmine del Carnevale era il funerale di 'Mbà Rocchetidde, un rito popolare, organizzato dal gruppo teatrale Biagio Minafra, che univa ironia e malinconia; il corteo attraversava le vie della città, tra musiche, battute e letture satiriche, fino al falò finale. Era un momento in cui tutta la comunità, ridendo insieme, celebrava l'allegria.
Negli ultimi anni, purtroppo, la presenza di questa maschera sembra essersi affievolita, lasciando un vuoto fatto di coriandoli, risate e ricordi indelebili. Oggi, nel giorno che segna idealmente l'inizio del Carnevale, ricordare 'Mbà Rocchetidde significa riaccendere quella scintilla di gioia e nostalgia, ritrovare la magia delle piazze piene di colori e risate che per troppo tempo è rimasta solo nei cuori.
Che questo Carnevale 2026, tra maschere nuove e allegria contemporanea, sappia far rivivere almeno per un istante lo spirito di 'Mbà Rocchetidde, la maschera che rideva con noi del tempo passato, ma anche di quello che verrà. Perché il Carnevale a Ruvo è un sorriso che non vuole sparire.


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