Storia Viva - Dante
Storia Viva - Dante
Vita di città

Storia Viva - 9 giugno 1912, Ruvo inaugura la sua “Dante”

La nascita del comitato ruvese con la prolusione di Amy Bernardy sull’emigrazione italiana.

Il 9 giugno 1912 Ruvo di Puglia visse una giornata di intensa partecipazione civile e culturale: nel cortile addobbato a festa dell'allora edificio scolastico, l'attuale ex Convento dei Domenicani, fu inaugurata la sezione ruvese della Società Dante Alighieri, alla presenza di autorità, professionisti, insegnanti, studenti e di una folta rappresentanza del mondo operaio. A rendere ancora più solenne l'evento fu la presenza di Amy Bernardy, protagonista di una applauditissima prolusione dedicata al tema dell'emigrazione italiana.

Le cronache dell'epoca descrivono un cortile ornato di festoni e bandiere, con il tricolore a campeggiare sull'ingresso e un busto del Sommo Poeta a suggellare simbolicamente la missione dell'associazione: difendere e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo.

Fondata a Roma nel 1889 su impulso di Giosuè Carducci e di un gruppo di intellettuali patrioti, la Società Dante Alighieri nacque con uno scopo preciso: "tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo".
Nel contesto post-unitario e nel pieno delle tensioni legate alle terre irredente, la Dante divenne uno strumento fondamentale di diplomazia culturale. Promosse scuole italiane all'estero, corsi di lingua, biblioteche, circoli culturali e il sostegno alle comunità di emigrati.

Nel 1912, anno dell'inaugurazione ruvese, l'Italia era impegnata nella guerra italo-turca e il dibattito sull'identità nazionale e sull'emigrazione era particolarmente acceso. La "Dante" si proponeva come presidio culturale contro panslavismo e pangermanesimo, ma soprattutto come punto di riferimento per milioni di italiani emigrati.
La giornata inaugurale a Ruvo vide un'intensa partecipazione trasversale: il "fior fiore dell'intelligenza ruvese", ma anche rappresentanti del mondo popolare. Dopo i saluti istituzionali, fu sottolineato il valore della Dante come baluardo dell'italianità e come strumento di educazione civile.

Particolarmente significativo fu il richiamo agli italiani sparsi "dalle Alpi al Caucaso" e nelle Americhe, un'eco potente in un territorio, quello pugliese, segnato da forti flussi migratori verso gli Stati Uniti e l'America Latina.

Il momento culminante fu la conferenza di Amy Bernardy sull'emigrazione italiana negli Stati Uniti: un tema di stringente attualità nel 1912 e centrale per la missione della Dante.
Amy Bernardy (1879–1959) fu una figura di primo piano nel panorama culturale italiano del primo Novecento. Scrittrice, docente, pubblicista, fu tra le prime donne italiane a imporsi nel dibattito pubblico nazionale. Studiosa dei fenomeni migratori, si dedicò con particolare attenzione alla condizione degli emigrati italiani negli Stati Uniti, analizzandone problemi sociali, culturali e identitari. Le sue conferenze, come quella tenuta a Ruvo, univano rigore documentario e passione civile.

Nel suo intervento ruvese, secondo le cronache pubblicate dal Corriere delle Puglie, esordì con un accorato omaggio ai soldati italiani impegnati in Libia, per poi entrare nel vivo del tema dell'emigrazione. Il suo sguardo era lucido: l'emigrazione non era solo una questione economica, ma un problema di identità e di tutela culturale. Senza lingua e senza istruzione, l'italiano all'estero rischiava di perdere il legame con la madrepatria. In questo senso, la Dante diventava uno strumento di "protezione morale" dell'emigrato. In una Puglia segnata dall'emigrazione, l'adesione alla Dante rappresentava infatti anche un gesto di responsabilità verso i propri concittadini partiti oltreoceano.

A distanza di oltre un secolo, quell'inaugurazione non appare soltanto come un episodio della storia associativa ruvese, ma come un frammento significativo del più ampio percorso di costruzione dell'identità culturale italiana.
Una pagina di storia locale che dialoga ancora oggi con i grandi temi contemporanei: lingua, migrazioni, appartenenza, cultura come ponte tra i popoli.
Altri contenuti a tema
Storia Viva - L’altare perduto della Vergine dei Sette Dolori in Cattedrale a Ruvo Storia Viva - L’altare perduto della Vergine dei Sette Dolori in Cattedrale a Ruvo Memoria di un'opera distrutta e smembrata
Storia Viva - La reliquia della Santa Croce nella chiesa del Carmine a Ruvo di Puglia Storia Viva - La reliquia della Santa Croce nella chiesa del Carmine a Ruvo di Puglia La stauroteca esposta per le feste della Croce
Storia Viva - Una devozione dimenticata, la Madonna del Pozzo a Ruvo di Puglia Storia Viva - Una devozione dimenticata, la Madonna del Pozzo a Ruvo di Puglia Dai doni in oro alle statue rifiutate, ascesa e declino di un'antica fede popolare ruvese
Storia Viva - Gli Scolopi a Ruvo e la nascita dell'istruzione pubblica nell'Ottocento Storia Viva - Gli Scolopi a Ruvo e la nascita dell'istruzione pubblica nell'Ottocento Come l'ex convento dei Domenicani divenne il cuore dell'istruzione ottocentesca grazie all'arrivo dei Padri delle Scuole Pie
Storia Viva - Francesco Rubini, l'incorrotto patriota ruvese del risorgimento Storia Viva - Francesco Rubini, l'incorrotto patriota ruvese del risorgimento Ha detto: «Libero pensa e libero scrivi ed incorrotto vivi, né chinar mai la fronte.»
Storia Viva - Sulle tracce di San Lorenzo a Ruvo: storia di una chiesa scomparsa sulla via per Terlizzi Storia Viva - Sulle tracce di San Lorenzo a Ruvo: storia di una chiesa scomparsa sulla via per Terlizzi Il racconto di un'antica chiesa scomparsa e di alcune opere d'arte raffiguranti il Santo
Storia Viva - Il Santissimo Salvatore: un ponte di fede, arte e devozione tra Andria e Ruvo di Puglia Storia Viva - Il Santissimo Salvatore: un ponte di fede, arte e devozione tra Andria e Ruvo di Puglia Pellegrinaggi, arte sacra e storia di una festa popolare nella chiesa dei Santi Medici
Storia Viva - Il contributo di due ruvesi all'evoluzione del Carro Trionfale di Terlizzi nell'Ottocento Storia Viva - Il contributo di due ruvesi all'evoluzione del Carro Trionfale di Terlizzi nell'Ottocento Giuseppe Villari e Michele Pellegrini vincono la gara per la costruzione della macchina da festa, prima dell'edizione definitiva del de Napoli
© 2001-2026 RuvoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
RuvoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.