Volontariato
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Vita di città

«Seminare, seminare, seminare….qualcosa alla fine crescerà»

Storie di volontari che ricordano l'importanza del donare e del donarsi

«Seminare, seminare, seminare….qualcosa alla fine crescerà». Basterebbe questa frase del prof. Onofrio Caputi Iambrenghi a condensare il senso dell'impegno dei tanti volontari che animano le associazioni e che si spendono per chi ne ha più bisogno. Oggi, nella giornata del dono, questa frase ha un senso ancora più intenso. Perché chi fa volontariato aspetta di veder crescere quella piantina che ha seminato, ma non pensa a raccoglierne i frutti: perché quei frutti sono destinati a chi ne ha più bisogno.

In città sono tante le associazioni che operano nel volontariato: ognuno mette a disposizione degli altri il proprio tempo, le proprie competenze, le proprie risorse. Un modo per tendere la mano ed offrirsi senza chiedere nulla in cambio.

Oggi a Ruvo si celebra la "Giornata del Dono": una iniziativa che vedrà arrivare in piazza tutti quei volontari e quelle associazioni che testimoniano l'importanza del dare.

In piazza ci saranno tutti coloro che operano nel silenzio, quotidianamente. Tutti colori che non hanno bisogno di vedersi cucita al petto una medaglia o ricevere un applauso per spendersi a favore degli altri. In piazza ci saranno quei "folli" che, sfidando sole ed intemperie, non smettono di impegnare le loro domeniche e il loro tempo libero organizzando banchetti informativi, servizi di assistenza, iniziative di ogni tipo. Senza chiedere nulla in cambio, al massimo altre braccia che possano aiutare ad aiutare.

Di storie di volontari ce ne sarebbero tante da raccontare. Abbiamo preferito che a raccontarne una fosse un altro volontario, il presidente dell'Associazione Prevenzione Oncologica Onofrio Caputi Iambrenghi.

«Ieri sera, dopo una trentina di visite fatte all'Ambulatorio A.P.O., vado in Piazzetta Le Monache perché invitato alla manifestazione "Giornata dell'Ammalato". E lì trovo sotto un gazebo traballante, mentre la pioggia non dà tregua, il mio caro amico-collega Saverio Fatone intento a fare screening diabetologico, e, in una stanzetta buia lì accanto, la carissima prof.ssa Clelia Punzo venuta apposta da Bari insieme a 3 giovani specializzandi ad eseguire ecografie addominali e tiroidee. Inutile dire che mi sono commosso…. E un po' anche mi sono inorgoglito: seminare, seminare, seminare….qualcosa alla fine crescerà. Soprattutto seminare e investire sui giovani: sono sicuro (ma me l'hanno confermato loro!..) che quei tre giovani colleghi (Rita, Marina e Salvatore) alla fine della serata erano più contenti… E ora cari Amici della rete sapete perché Mercoledì 4 Ottobre a Ruvo verrà celebrata la "Giornata del Dono"…….» ha scritto Caputi Iambrenghi sul suo profilo Facebook.

Non è un caso che si parli di volontariato nella giornata del "dono". E ciò che si dona innanzitutto, quando si fa volontariato, è il tempo.

La dott.ssa Marina Taccardo, dell'associazione "Alezheimer", ci fa riflettere sul senso di "lavoro di volontariato". «Sensibilizzare il più possibile soprattutto i giovani al lavoro di volontariato; lavoro inteso come "donare il proprio tempo!"; il volontariato e il tempo infatti sono a mio parere due facce della stessa medaglia. Il tempo non è altro che quello che siamo e quello che facciamo ed è proprio così che definirei il volontariato. Il volontariato è una forma di "amore per gli altri", è il saper ascoltare, sostenere, consigliare, informare e supportare chi si trova in gravi difficoltà».

Anche la dott.ssa Taccardo sarà in piazza questa sera per testimoniare l'impegno della sua associazione a favore delle persone che hanno maggiore bisogno

«Lo sportello "aiutare chi aiuta" di Ruvo è un canale di comunicazione aperto al pubblico il cui obiettivo è non far sentire soli coloro che soffrono direttamente o indirettamente della patologia di Alzheimer. Nello specifico lo sportello Alzheimer all'interno della manifestazione esplicherà le nuove iniziative, ovvero, il sostegno psicologico e la valutazione neuro-psicologica il cui fine non è soltanto la diagnosi ma soprattutto rafforzare il concetto di:" Noi ci siamo, non vi lasciamo soli!".»
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