Storia Viva - La scampagnata per la Madonna delle Grazie a Ruvo, un antico rito

La ricorrenza di maggio che porta la città ai piedi della Vergine

mercoledì 13 maggio 2026 6.54
A cura di Francesco Lauciello
Ogni anno nel mese di maggio Ruvo di Puglia rinnova il suo legame profondo con il Santuario della Madonna delle Grazie. Sebbene la struttura sia stata ormai inglobata nel tessuto della zona industriale, il luogo rimane una meta spirituale imprescindibile, custode di una tradizione che affonda le radici nel cuore agricolo e devozionale della città.

La festa ha radici antiche, risalenti al 1645, quando il tempio non era ancora stato ultimato. Fin da allora, la comunità stabilì di onorare la Vergine la terza domenica di maggio, con un cerimoniale solenne che coinvolgeva il Capitolo nei Vespri del sabato e proseguiva in un clima di gioia collettiva per diversi giorni.

L'importanza del culto fu riconosciuta ufficialmente nel 1781 da Papa Pio VI, il quale concesse l'Indulgenza Plenaria a tutti i fedeli che avessero visitato il santuario proprio in occasione della terza domenica di maggio. I resoconti del XVIII secolo, come quelli del 1764, ci restituiscono l'immagine di un evento vibrante, animato da venditori ambulanti, luminarie e i tradizionali fuochi d'artificio.

Per comprendere il valore identitario di questa ricorrenza, è fondamentale rileggere le pagine di Domenico Andrea Lojodice nel suo saggio Paysan Cultivateur de Ruvo di Puglia (1891). Lojodice, osservatore acuto della realtà contadina dell'epoca, descrive la festa non solo come un atto di fede, ma come un momento di necessaria rottura con la durezza del lavoro nei campi.

Nelle sue note, il saggista tratteggia il pellegrinaggio come un'esperienza corale: i contadini accorrevano dai borghi limitrofi con le famiglie, utilizzando carri o muovendosi a piedi. La struttura della giornata seguiva un rito sociale ben preciso:
"Si ascolta la messa, si passeggia, si è contenti, e tutto termina con una colazione e una scampagnata".

Questa "partie de campagne" (scampagnata) era il cuore della festa rurale. Il ritorno a casa avveniva nella notte, "morti di fatica" ma ristorati dalla convivialità e dal cibo, a testimonianza di una devozione vissuta con tutto il corpo.

Ancora oggi, la festa si celebra il martedì successivo alla memoria liturgica della Vergine e, nonostante il mutamento del paesaggio urbano circostante, lo spirito del pellegrinaggio rimane fedele alle descrizioni ottocentesche.

Il santuario della Madonna delle Grazie, insieme a quello di Calentano, continua a rappresentare quel "sacro lontano dai centri abitati" che per secoli ha scandito il tempo della comunità ruvese. Ripercorrere questa storia significa onorare quei passi e quelle scampagnate che, generazione dopo generazione, hanno trasformato una semplice cappella campestre in un pilastro della memoria storica di Ruvo.