chiosco peroni (foto di VITO DI VITTORIO). <span>Foto VITO DI VITTORIO</span>
chiosco peroni (foto di VITO DI VITTORIO). Foto VITO DI VITTORIO
Attualità

Chiosco Peroni, la società concessionaria fa ricorso al TAR contro il Comune di Ruvo

Richiesto l'annullamento dei provvedimenti comunali

Finisce in tribunale, la vicenda del "Chiosco Peroni", lo storico chioschetto comunale di piazza Dante chiuso ormai da diversi mesi. La società Beverage Distribuzione Srl che nel 2018 ebbe in concessione il chiosco (mancava l'allaccio idrico e dunque, di fatto l'attività fu avviata nel 2019) ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo di Bari contro il Comune di Ruvo di Puglia.

La vicenda è da mesi al centro del dibattito pubblico e politico cittadino, con argomentazioni varie portate anche in seno al Consiglio comunale. Quello che è successo, in estrema sintesi, è che nel 2022 la società concessionaria presenta istanza al Comune per occupazione di suolo pubblico in un'ottica di sviluppo dell'attività di somministrazione e anche a beneficio dell'immagine di Ruvo. Gli uffici, però, negano l'autorizzazione perché il chioschetto si configurerebbe come "esercizio di vicinato nel settore alimentare, essendo preponderante l'attività da asporto" e non come attività dedita alla somministrazione di alimenti. Una motivazione abnorme, a parere di tanti cittadini, un cavillo burocratico che si potrebbe sanare con una modifica alle norme se vi fosse la volonta politica. Non foss'altro, si sottolinea da più pati, che tutto questo accade nella fase post-Covid con le attività commerciali in generale impegnate nel rilancio economico e una città che prova ad affermare la sua anima turistica. Ma tant'è.

La società concessionaria non si arrende e a questo punto presenta al Suap una dichiarazione per trasformare il chiosco da semplice negozio alimentare a bar-ristorante. Anche in questo caso arriva però il "no" da parte del Comune di Ruvo Puglia in quanto, si legge, il passaggio da negozio per l'asporto a un vero e proprio bar-ristorante "comporterebbe una innovazione ovvero un uso diverso del chiosco non ammesso dal contratto di concessione".

Il "no" chiosco "Peroni" viene difeso e anzi sostenuto dal sindaco Pasquale Chieco e da tutta l'amministrazione comunale. Secondo il primo cittadino, infatti, le responsabilità della chiusura sarebbero tutte da addebitare al gestore del chiosco. Quest'ultimo invece rileva che, dopo le infiltrazioni e i danni all'intonaco riscontrati sul lastrico solare a marzo 2022 (causate dal maltempo), il Comune fino a giugno inoltrato non aveva provveduto ad eseguire gli interventi di manutenzione dei locali programmati, nonostante diversi sopralluoghi effettuati dagli stessi tecnici comunali.

Ora la "battaglia" passerà nelle aule del tribunale amministrativo. La società concessionaria ha fatto ricorso al TAR chiedendo l'annullamento dei provvedimenti di diniego del Comune per incompetenza, violazione dell'art. 1362 c.c., violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 160/2020, eccesso di potere, carenza di motivazione, illogicità e irragionevolezza manifesta; nullità del contratto di concessione, violazione dell'art. 27 D. Lgs. n.114/98, violazione del bando di gara, eccesso di potere; • violazione dell'art. 3 comma 1 lettera f bis D. L. n. 223/2006 convertito in legge 248/2006, eccesso di potere, difetto di istruttoria.
La giunta comunale ha deliberato di costituirsi in giudizio e nominare un avvocato.
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