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Religioni
Il borgo di Calentano celebra il Lunedì dell’Angelo – IL PROGRAMMA
Torna la giornata di festa dedicata alla Vergine Annunziata, ma resta il rammarico per una tradizione dimenticata
Ruvo - lunedì 6 aprile 2026
Il Lunedì dell'Angelo, festività che prolunga la gioia della Pasqua ricordando l'annuncio dell'Angelo alle donne giunte al Sepolcro, trova nel borgo di Calentano uno dei suoi luoghi più suggestivi e identitari. Qui si rinnova una tradizione che lega la fede popolare al senso di comunità, grazie all'impegno dell'associazione dei residenti del borgo di Calentano e della Rettoria guidata da don Giuseppe Pischetti.
La giornata si apre alle ore 10.00 con il giro della bassa banda per le vie del borgo, un momento che richiama residenti e visitatori, restituendo al paesaggio rurale un'atmosfera di festa semplice e autentica.
Nel pomeriggio, il programma entra nel vivo con il Santo Rosario alle 16.30, seguito dalla Celebrazione Eucaristica alle 17.00. Alle ore 18.00, quindi, la solenne processione con il simulacro della Vergine Annunziata. Il gruppo statuario attraverserà le strade di Calentano, lungo il seguente itinerario: Via del Borgo San Francesco, Via Torre Mascoli, Via delle Rose, Via delle Querce, Via degli Ulivi, ancora Via Torre Mascoli, fino al rientro al Santuario.
La rituale sagra campestre del Lunedì dell'Angelo conserva un legame profondo con la storia del territorio e con la devozione alla Vergine e idealmente conclude il tempo dei riti pasquali.
Eppure, accanto alla festa, affiora una riflessione più profonda. Quest'anno è trascorsa quasi in silenzio la ricorrenza del 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, un tempo celebrata con solennità sia a Calentano sia nell'omonima chiesa del centro antico di Ruvo. Dopo la chiusura e la destinazione ad uso museale della chiesa dell'Annunziata — antico cuore della devozione mariana cittadina — si avverte il rischio che una tradizione secolare possa lentamente affievolirsi, fino a spegnersi anche nel borgo rurale.
Nonostante ciò la memoria resiste nei racconti: sono ancora vivi i ricordi di quanti, soprattutto tra i più anziani, rievocano i pellegrinaggi a piedi da Ruvo verso Calentano, in un cammino fatto di fede e condivisione.
Resiste, forse ancora per poco, anche il sapore di un rito domestico, quello del tradizionale calzone ruvese preparato per il 25 marzo, con il suo ingrediente identitario — gli spaghetti — a custodire un legame sincero tra cucina e fede.
Il Lunedì dell'Angelo a Calentano diventa così più di una celebrazione: è un invito a non disperdere ciò che resta. Perché le tradizioni, come i luoghi che le accolgono, continuano a vivere solo se qualcuno sceglie, ancora, di onorarle.
La giornata si apre alle ore 10.00 con il giro della bassa banda per le vie del borgo, un momento che richiama residenti e visitatori, restituendo al paesaggio rurale un'atmosfera di festa semplice e autentica.
Nel pomeriggio, il programma entra nel vivo con il Santo Rosario alle 16.30, seguito dalla Celebrazione Eucaristica alle 17.00. Alle ore 18.00, quindi, la solenne processione con il simulacro della Vergine Annunziata. Il gruppo statuario attraverserà le strade di Calentano, lungo il seguente itinerario: Via del Borgo San Francesco, Via Torre Mascoli, Via delle Rose, Via delle Querce, Via degli Ulivi, ancora Via Torre Mascoli, fino al rientro al Santuario.
La rituale sagra campestre del Lunedì dell'Angelo conserva un legame profondo con la storia del territorio e con la devozione alla Vergine e idealmente conclude il tempo dei riti pasquali.
Eppure, accanto alla festa, affiora una riflessione più profonda. Quest'anno è trascorsa quasi in silenzio la ricorrenza del 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, un tempo celebrata con solennità sia a Calentano sia nell'omonima chiesa del centro antico di Ruvo. Dopo la chiusura e la destinazione ad uso museale della chiesa dell'Annunziata — antico cuore della devozione mariana cittadina — si avverte il rischio che una tradizione secolare possa lentamente affievolirsi, fino a spegnersi anche nel borgo rurale.
Nonostante ciò la memoria resiste nei racconti: sono ancora vivi i ricordi di quanti, soprattutto tra i più anziani, rievocano i pellegrinaggi a piedi da Ruvo verso Calentano, in un cammino fatto di fede e condivisione.
Resiste, forse ancora per poco, anche il sapore di un rito domestico, quello del tradizionale calzone ruvese preparato per il 25 marzo, con il suo ingrediente identitario — gli spaghetti — a custodire un legame sincero tra cucina e fede.
Il Lunedì dell'Angelo a Calentano diventa così più di una celebrazione: è un invito a non disperdere ciò che resta. Perché le tradizioni, come i luoghi che le accolgono, continuano a vivere solo se qualcuno sceglie, ancora, di onorarle.

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