Storia Viva - Il Risorto
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Vita di città

Storia Viva - Speciale Riti di Passione: nella Domenica di Pasqua il Cristo Risorto attraversa Ruvo di Puglia

Il rito della rinascita tra tradizione, comunità e speranza

Nella Domenica di Pasqua Ruvo di Puglia si ridesta come da un lungo respiro trattenuto. La Pasqua giunge a sciogliere la mestizia della Settimana Santa, a restituire ai vicoli e alle piazze una voce nuova.

Per giorni, le lunghe lenzuola bianche hanno velato i balconi, segno di lutto e di sospensione. Poi, all'improvviso, come in un antico rito collettivo, tutto si trasfigura: le stoffe si fanno variopinte, i volti si aprono, i passi si fanno più leggeri. È il mattino della Resurrezione.

Dalla soglia della Chiesa di San Domenico, il Cristo Risorto si affaccia alla città. Lo accompagnano i confratelli della Purificazione – Addolorata e una moltitudine di bambini, festosi e vocianti, quasi a incarnare essi stessi il senso più autentico di questa rinascita: la vita che insiste, che germoglia, che non si arrende.

Il simulacro che oggi percorre le strade risale al 1952 ed è opera di Salvatore Bruno, maestro della cartapesta, leccese di nascita ma barese d'adozione. Il Cristo è raffigurato in piedi su una nube, benedicente, con nella mano sinistra una bandiera bianca crociata: segno limpido della vittoria sulla morte, della luce che squarcia ogni tenebra.

Eppure, questa processione affonda le sue radici più indietro, agli anni Venti del Novecento, quando dal 1922 a sfilare era un'altra statua, più antica e certamente più preziosa seppur ritenuta scandalosa, probabilmente la stessa registrata nell'inventario della chiesa del 16 febbraio 1885. Oggi quella memoria sopravvive come traccia, come eco, mentre il baldacchino ricamato continua a seguire il Cristo, custodendo un gesto che si rinnova identico e diverso, anno dopo anno.

Ma è nel passaggio tra le strade che il rito si accende di una forza arcaica e popolare: le Quarantane, appese per quaranta giorni, vengono fatte esplodere tra il fragore dei mortaretti. È un crepitio che scuote l'aria, che rompe il silenzio accumulato, mentre la folla applaude e grida. In quel gesto, semplice e potente, si compie una dichiarazione antica: la vita vince, sempre. La gioia si impone sulla tristezza. La primavera sull'inverno.

E in questo passaggio dalla morte alla vita, risuonano ancora, come un sussurro, le parole di Don Tonino Bello, che della Pasqua seppe cogliere il senso più umano e disarmante. Scriveva:

"Pasqua non è il trionfo della vita sulla morte, ma è il trionfo della vita nella morte."


E ancora, con quella capacità di parlare al cuore delle comunità, invitava a riconoscere nei segni quotidiani della rinascita una speranza concreta:

"Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sconfitti: la Pasqua vi restituisca la gioia delle cose semplici, la voglia di vivere, la fiducia negli altri."


Così, mentre il Cristo Risorto attraversa Ruvo di Puglia, non è soltanto una statua a muoversi tra le case. È un'intera comunità che si rimette in cammino, che si riconsegna alla speranza, che riscopre, ancora una volta, la forza ostinata della luce.
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