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Il Pd sui provvedimenti dell'ultimo consiglio comunale: «Quali interessi sono stati garantiti?»

Nota polemica nei confronti della maggioranza: «Non abbiano il coraggio di chiamare Pug ciò che resta»

Toni sferzanti e preoccupati quelli utilizzati dai referenti della sezione di Ruvo di Puglia del Partito Democratico a margine dei provvedimenti licenziati nell'ultima riunione della massima assise cittadina.

«Durante il consiglio comunale scorso, la maggioranza ha cancellato dal Piano urbanistico generale tutta la zona del cosiddetto Periurbano, destinata alla valorizzazione della ruralità sociale, la zona della multifunzionalità destinata ai servizi per la città e un comparto di Edilizia sociale a valle del comparto F per nulla influente sulla panoramicità; forse a compensazione dell'aumento degli indici concessi ai suoli a vincolo caducato di via Scarlatti già deliberati in consiglio? Tutto questo abbellito dalla retorica dei bei discorsi del consumo di suolo zero» hanno spiegato i dem in una nota.

«Servizi alla città: strutture sportive, zone commerciali e servizi al commercio, strutture ricettive e servizi al turismo, sale concerto, sale convegni, spazi ludici per tutte le età di iniziativa privata e intervento pubblico, respiro ad una città fatta solo di case che ha la voglia di vivere e di crescere.
Hanno così liberato i suoli dalla tipizzazione per attività sociali pubbliche ed innovative riportandole a zone agricole. Suoli che non erano destinati a case ma a forme che valorizzano l'agricoltura in particolare, fasce verdi di contorno alla città e che miravano ad evitare la formazione della periferia, nel solco degli indirizzi dettati dal Pptr per il " patto città- campagna" nel così detto " ristretto".
Hanno così distrutto tutto l'impianto futuro urbanistico su tutto il versante nord.

E così la città torna indietro, torna ad avere un piano che assomiglia tanto al vecchio e contestato PRG con gli antichi impedimenti per gli agricoltori, ad avere strutture adeguate ai tempi e all'economia, il vecchio clima di "processo alle intenzioni" tutte le volte che sorge la necessità di costruire. Torna l'era della urbanizzazione stravagante, improvvisata e disorganica dovuta alla mancanza di aree razionalmente integrate ad un disegno urbano e territoriale, l'era delle varianti con conferenza di servizi. Torna l'era della città per i soli benestanti per i quali la città ed il territorio rappresenta un diversivo per le passeggiate. Torna l'era della pianificazione fatta da meno di dieci persone nel mentre si fanno narrazioni sulla partecipazione.

È vero Scardigno, Turturro, Picciarelli, Summo? Quando avete mostrato le vostre perplessità? Quando avete cambiato visione?
A quali interessi risponde questo emendamento dei consiglieri di maggioranza? Emendamento costruito di notte nelle stanze oscure come da vecchia politica...altro che politica generativa.
Nessun partito è stato informato.
Il PD escluso a priori per paura che potesse far sorgere qualche dubbio.

Ma a questo punto quando si è decapitato lo sviluppo di Ruvo, si è schiaffeggiata la città e la sua volontà di rinascita, si è avuta la ipocrisia di tenere in piedi una commissione urbanistica che ha lavorato per quasi tre anni per poi cancellare tutto ad opera di poche persone, avere la protervia di continuare a fare una narrazione di propaganda solo per ritornare a 20 anni fa, il Partito Democratico che ha sempre lavorato per evitare una deriva che è stata chiara da subito dopo le votazioni, ora prende atto che non può più sostenere questa compagine amministrativa delegittimando il sindaco e i consiglieri dall'operare in nome del Pd.
Noi siamo un'altra cosa.
E nemmeno i cittadini sono stati chiamati a partecipare a questo scippo, forse solo quelli interessati.
La storia di questa città non vi dimenticherà per la spregiudicata irresponsabilità con cui vergognosamente state cancellando anni di studio e di ricerca con dispendio di tempo e denaro pubblico e decapitando ogni possibile opportunità di crescita e sviluppo per questo paese. Ora abbiate il coraggio di non chiamare PUG ciò che ne resta» hanno concluso.
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