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Eventi e cultura
RERUM RUBIS, il festival che continua a sorprendere Ruvo di Puglia
Bilancio positivo per l’edizione 2026: gli organizzatori ringraziano la comunità e annunciano già il ritorno a maggio 2027
Ruvo - venerdì 5 giugno 2026
Si chiude con un bilancio positivo l'ultima edizione di RERUM RUBIS – Carafa e la Leggenda Festival, l'appuntamento culturale che anche quest'anno ha trascinato Ruvo di Puglia in un laboratorio diffuso.
A raccontare il senso dell'edizione 2026 sono le parole degli organizzatori del Centro Studi Cultura et Memoria APS, che in un messaggio diffuso al termine del festival hanno voluto ripercorrere le emozioni vissute e, soprattutto, ringraziare chi ne ha reso possibile la realizzazione. Un ringraziamento che abbraccia enti, sponsor, partner, associazioni, professionisti, volontari e cittadini: una rete ampia e solidale che rappresenta, ancora una volta, il cuore della manifestazione.
"Si è appena conclusa un'edizione meravigliosa – scrivono – capace di trasformare la storia in incontro, la memoria in partecipazione e la cultura in comunità". Giorni intensi, segnati da relazioni, incontri e condivisione, che hanno restituito al territorio un'esperienza diffusa di appartenenza e partecipazione attiva.
Il festival, sottolineano gli organizzatori, non si esaurisce con la sua chiusura. Le emozioni, i volti e i momenti vissuti continuano a vivere attraverso i ricordi e le immagini che accompagneranno la comunità nei prossimi mesi, come testimonianza di un percorso che va oltre il tempo dell'evento.
"Perché certi eventi finiscono, ma ciò che lasciano continua a camminare dentro di noi", si legge nella nota, a sintetizzare il valore più profondo dell'esperienza: quello di una cultura che non si limita a essere raccontata, ma che si costruisce insieme.
E mentre si chiude il capitolo 2026, lo sguardo è già rivolto avanti. L'organizzazione ha infatti annunciato la prossima edizione, fissata per maggio 2027, confermando la continuità di un progetto che negli anni si è affermato come appuntamento identitario per il territorio.
Un'attesa che è già cominciata, dunque, per un festival che rende la storia esperienza, che si rinnova e guarda ogni anno verso nuove connessioni tra passato e presente.
A raccontare il senso dell'edizione 2026 sono le parole degli organizzatori del Centro Studi Cultura et Memoria APS, che in un messaggio diffuso al termine del festival hanno voluto ripercorrere le emozioni vissute e, soprattutto, ringraziare chi ne ha reso possibile la realizzazione. Un ringraziamento che abbraccia enti, sponsor, partner, associazioni, professionisti, volontari e cittadini: una rete ampia e solidale che rappresenta, ancora una volta, il cuore della manifestazione.
"Si è appena conclusa un'edizione meravigliosa – scrivono – capace di trasformare la storia in incontro, la memoria in partecipazione e la cultura in comunità". Giorni intensi, segnati da relazioni, incontri e condivisione, che hanno restituito al territorio un'esperienza diffusa di appartenenza e partecipazione attiva.
Il festival, sottolineano gli organizzatori, non si esaurisce con la sua chiusura. Le emozioni, i volti e i momenti vissuti continuano a vivere attraverso i ricordi e le immagini che accompagneranno la comunità nei prossimi mesi, come testimonianza di un percorso che va oltre il tempo dell'evento.
"Perché certi eventi finiscono, ma ciò che lasciano continua a camminare dentro di noi", si legge nella nota, a sintetizzare il valore più profondo dell'esperienza: quello di una cultura che non si limita a essere raccontata, ma che si costruisce insieme.
E mentre si chiude il capitolo 2026, lo sguardo è già rivolto avanti. L'organizzazione ha infatti annunciato la prossima edizione, fissata per maggio 2027, confermando la continuità di un progetto che negli anni si è affermato come appuntamento identitario per il territorio.
Un'attesa che è già cominciata, dunque, per un festival che rende la storia esperienza, che si rinnova e guarda ogni anno verso nuove connessioni tra passato e presente.


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