Reliquiario sant'Aurelio. <span>Foto Francesco Di Palo</span>
Reliquiario sant'Aurelio. Foto Francesco Di Palo
Eventi e cultura

Rerum Rubis 2025, la rassegna si conclude questa sera con l’atteso convegno storico-musicale

Un viaggio erudito nella Ruvo del Settecento, tra reliquie e patronati ducali

Dopo aver incantato la città con il sontuoso corteo storico dello scorso sabato, si avvia al suo epilogo la dodicesima edizione di Rerum Rubis, l'articolata manifestazione promossa dal Centro Studi Cultura et Memoria, che quest'anno ha saputo tessere in modo particolarmente raffinato rievocazione storica, filologia liturgica e riflessione civile.

Il congedo ufficiale avverrà questa sera alle 20:00 nella chiesa di San Michele Arcangelo, con l'inedito convegno storico-musicale dal titolo emblematico: "Gran gaudio di tutta questa Cittadinanza. Sant'Aurelio e la festa del 'ricivimento' nella Ruvo barocca". L'iniziativa – che coincide con le celebrazioni per il centenario della parrocchia – si configura come una narrazione a più voci, sospesa tra erudizione storiografica e sensibilità musicale, e intende far riemergere dalle pieghe dell'oblio un episodio fondativo della memoria cittadina.

A guidare il pubblico in questo itinerario culturale sarà il professor Francesco Di Palo, storico dell'arte e appassionato interprete della spiritualità barocca ruvese, in dialogo con Vincenza Tedone. Il coro dell'Istituto Comprensivo "Bosco Carducci – Giovanni XXIII", sotto la direzione del maestro Rocco Di Rella, interverrà con un intermezzo musicale evocativo, pensato non come mero ornamento, bensì come prosecuzione sonora del discorso storico.

Fulcro della serata sarà la rievocazione dell'arrivo in città, il 4 giugno 1755, delle reliquie di Sant'Aurelio, martire romano, donate da Papa Benedetto XIV all'allora nascente chiesa dei Minori Osservanti. "Quale glorioso Corpo… si è fatto accompagnare dà Napoli sino a questa sudetta Città da S. E. il Sig.re Duca di Andria D. Ettore Carrafa, nostro Padrone e Principe di Ruvo… a proprie spese per sua particolare divotione", ricorda Di Palo, citando testualmente le fonti dell'epoca. Una processione straordinaria, attestata con atto notarile da Giuseppe Nicola Marinelli su incarico del sindaco Domenico Santo Quercia, affinché ne restasse "ad perpetuam rei memoriam" traccia ufficiale e condivisa.

Ma non fu solo parola scritta. A tradurre in forma plastica la memoria di quell'evento fu lo scultore Nicola Antonio Brudaglio, che diede fattezze all'"Athleta Christi" martirizzato "nell'Alma Urbe di Roma nel '200 dopò la venuta di Nostro Signore".

"Oggi riscopriamo ciò che per troppo tempo era stato dimenticato", afferma Di Palo. "Avevamo dimenticato tutto… ma poi la storia si è presa la sua bella rivincita!".
Con questo atto di restituzione alla collettività, Rerum Rubis 2025 si chiude elevando la riflessione storica a strumento di coscienza civica, in un equilibrio virtuoso tra sapere accademico, partecipazione popolare e rigore documentario. Un'edizione che lascia il segno, testimoniando come la storia, quando è vissuta e condivisa, possa ancora parlarci con voce autorevole.
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