
Stipendi dimezzati alla Ruvo Servizi, centrodestra attacca l'amministrazione: «Scelte scellerate»
La nota completa
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«La grave comunicazione ufficiale diramata dall'Amministratore Unico della Ruvo Servizi S.r.l. (prot. n. 967 dell'8 settembre 2026) certifica l'ennesimo fallimento politico e gestionale di questa amministrazione comunale. A causa dei mancati pagamenti da parte del Comune, tutti i dipendenti della società a totale capitale pubblico del Comune di Ruvo di Puglia non riceveranno l'intero stipendio del mese di agosto, dovendo accontentare di una mera anticipazione di appena 400,00 euro.
Una situazione inaccettabile che calpesta la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie. Ancora una volta, le nostre denunce in Consiglio Comunale trovano drammatica conferma. Questa crisi di cassa del Comune di Ruvo di Puglia non nasce per caso, ma è il frutto amaro di scelte scellerate, di una programmazione miope e di un mancato ascolto delle istanze dell'opposizione consiliare. L'amministrazione comunale ha preferito ingessare le casse dell'ente per rincorrere bandi PNRR alcuni dei quali inutili e gravosi — la cui gestione e il cui utilizzo del fondo perduto hanno letteralmente soffocato i conti pubblici, nonostante gli avvertimenti fossero stati definiti dal sindaco e dall'assessore al bilancio come delle semplici "frottole". Purtroppo, ancora una volta, abbiamo avuto ragione noi del centrodestra.
Se al governo della città ci fossimo stati noi del centrodestra, la priorità sarebbe stata una sola: la persona, il lavoro, la dignità delle famiglie. Certamente avremmo avuto maggiore accortezza nella scelta dei bandi PNRR a cui partecipare. Ed anche in una situazione emergenziale avremmo scelto senza esitazione di pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti della Ruvo Servizi, avendo il coraggio e il buon senso di rinunciare, almeno per quest'anno, a manifestazioni e kermesse costose come il Talos Festival (€ 131.759,00) o Luci e Suoni d'Artista (€ 162.000,00), i cui impegni di spesa di cofinanziamento comunale per decine di migliaia di euro gridano oggi vergogna di fronte a chi non sa come fare la spesa.
Non si possono sacrificare i diritti dei lavoratori per inseguire la propaganda e il lusso degli eventi a tutti i costi, lasciando i servizi pubblici al collasso finanziario.»
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